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10 novembre 2016
QUEL CHE (FORSE) NON SAPEVI SULLA MUSICA CHE AMI
Ogni viaggio mi ha lasciato addosso una canzone. Se penso a Dubai mi vengono in mente "Upside Down" di Jack Johnson e la meravigliosa "Here without you" dei 3 Doors Down. Il Qatar mi ricorda gli album solisti di John Frusciante e "Shock" di Omar Pedrini. E poi la Germania, che mi fa suonare dentro "Summer Wine" di Ville Valo, frontman degli Him, con Natalia Avelon. Ricordo di averla beccata per radio tornando a casa e fu colpo di fulmine. E il cuore tornò a battere quando dieci anni dopo mi sono innamorato di una donna che la amava come me, una delle poche a conoscerla in Italia: non poteva che essere amore... Si, da noi non ebbe grossi riscontri, mentre in Germania fu il quarto singolo più venduto dell'anno. Una cover della canzone portata al successo da Nancy Sinatra, peraltro molto fedele all'originale, ma la sua bellezza resta immutata. Il testo, all'apparenza frivolo, nasconde infatti un retrogusto erotico: l'offerta da parte di lei di vino estivo non sarebbe che un invito amoroso. Ma erano altri tempi e quindi era meglio rendere tutto più soffuso...
CURIOSITY BAZAR di A. Vanzelli
29 maggio 2015
QUEL CHE (FORSE) NON SAPEVI SULLE CANZONI CHE AMI
Ogni volta che penso a Tiziana penso al mare calmo di settembre. Era una ragazza molto dolce, che stava provando a far pace col suo passato e a surfare sul presente. Amicizia, niente di più. Ricordo lunghe chiacchierate su Msn messenger a parlare di futuro. Mi disse di amare la musica italiana, e che la sua canzone preferita era "Ferite" di Luca Carboni. Non ce l'aveva, non aveva mai comprato il cd e gliela scaricai, per farle una sorpresa. Quando la ricevette, si mise a piangere. Era gioia, ma anche dolore: le ricordava suo padre, che era andato via da casa quando era ancora piccola.
FERITE di Antonello Vanzelli
25 maggio 2015
I 15 MIGLIORI MASH-UP DELLA RETE
Il mash-up è una tecnica nata addirittura negli Anni '50 e via via sviluppatasi negli ultimi decenni: consiste nell'unire due o più canzoni, spesso sovrapponendo la parte vocale di una alla traccia musicale dell'altra. Il primo che ascoltai fu "Boulevard of Broken Dreams" dei Green Day sovrapposta a "Wonderwall" degli Oasis, forse uno dei casi più noti. Ma la rete brulica di mash-up, lascio a voi decidere se piacevoli come li ho trovati io o meno.
I MASH-UP PIU' BELLI di Antonello Vanzelli
13 aprile 2015
QUELLO CHE (FORSE) NON SAPEVI SULLE CANZONI CHE AMI
Non vi dirò chi è la popstar italiana tornata alla ribalta grazie ad un recente Sanremo e a cui la casa discografica ha imposto - si, imposto - un tristissimo duetto con una starlette da due soldi uscita da "Amici". Non vi dirò chi è lo scatenato rocker che si vantava di scrivere tutti i suoi pezzi, ma aveva alle spalle dei giovani ghost writer. Non vi dirò quegli artisti che dal vivo ricorrono puntualmente a basi preregistrate su cui i musicisti suonicchiano qualche nota, in un finto playback musicale a mò di karaoke. E Non vi dirò nemmeno chi in pubblico fa il simpaticone e in privato se la tira da far schifo, pensando solo alle rughe e al fatto che non si vedano i capelli bianchi. Mi farei qualche altro nemico e ne ho già fin troppi da tenere a bada. Meglio raccontarvi quelle piccole curiosità nascoste nei riflessi delle canzoni che amiamo.
SPIGOLATURE di Antonello Vanzelli
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18 dicembre 2014
IL GRAN RIFIUTO DI DAVID BOWIE
"Però Giovanna io me la ricordo, ma è un ricordo che vale dieci lire e non c'è niente da capire", cantava De Gregori. Io invece ricordo Monica. Era piccina, mi guardava dal basso verso l'alto coi suoi occhioni da manga giapponese, e sorrideva sospettosa, senza mai aprirsi fino in fondo. Eppure riuscii a rubarle un angolo di complicità e diventammo amici. Parlavamo di musica, di ex che non capivano niente, di futuri possibili e sogni impossibili. Fu lei a farmi ascoltare i Coldplay per la prima volta, "Shiver", e fu subito feeling. Da lì a "Yellow" e "Trouble" fu un attimo.
Amici, sempre e solo amici, anche se a me piaceva in quel modo in cui ti piacciono gli arcobaleni, la nutella e la centomila del nonno. Peccato che a lei piacesse molto di più uno di cui non ricordo neppure il nome. Camminava in modo dinoccolato, ma aveva fascino e carisma. Gli piaceva il jazz e a me il jazz ha sempre fatto schifo. Finirono per mettersi insieme e ci perdemmo in fretta. E' rimasta la nostalgia di quei momenti, della musica ascoltata insieme e del cuore che batteva forte, un ricordo che vale dieci lire e non c'è niente da capire.
UN RICORDO CHE VALE DIECI LIRE di Antonello Vanzelli
17 settembre 2014
PICCOLO SPAZIO NOVITA'
Quest'estate ha avuto un colore sbiadito, quell'alone bianco sporco che resta sotto i quadri quando li rimuovi.
L'amore è rosa, colore e fiore (senza spine), rosa come la pelle della mia compagna. Poi ci sono persone che le vedi e sorridi... I miei amici, i miei cugini, la mia famiglia: rossi, perché riscaldano il cuore.
Gli amici senza lavoro, ma che non demordono sono il verde speranza.
I vecchi amori - quelli che hanno lasciato un buon profumo - sono candidi, di quel bianco delle nuvole che non piovono. Mio nonno era verde mare, un mare limpido come non ce ne sono più. La musica è arcobaleno di colori. Quelli che - oltre all'orsa - stanno ammazzando questo paese sono marroni, di quel marrone che puzza di merda.
UNO SGUARDO ALLE NOVITA' DISCOGRAFICHE di Antonello Vanzelli
29 maggio 2013
DUETS
A Dubai ci ho passato due mesi, forse i più intensi della mia vita. Io e il mio collega - simpatico romanaccio dalla battuta pronta - ci alzavamo prima delle 6 per cominciare a lavorare presto ed evitare la terribile calura araba. Più che il caldo era l'umidità ad ucciderci: un giorno, alle 18, la misurammo con l'apparecchietto del laboratorio e misurava il 100%. Insomma, per stando fermi grondavamo acqua salata.
Bevevamo come cammelli ma serviva a poco: persi non so quanti chili, io che già sono pelle ed ossa.
Alle 11 e qualcosa mollavamo e ci chiudevamo in ufficio, rinfrancati dal condizionatore: ci uccideva, sudati com'eravamo, ma meglio quello che i 45gradi all'ombra.
Pranzo e poi, prima di riprendere, pennichella nelle tubazioni da 48 pollici: erano enormi, ci si dormiva che era un piacere, visto che erano stoccati e dalla parte dell'ombra c'era riparo.
Finivamo di lavorare verso le 18 e poi tornavamo a casa. Cena e poi fuori con la cameriera dell'albergo in cui risiedevamo. Cosa proibitissima, le impiegate dell'hotel non potevano avere rapporti coi clienti ma questo aumentava il gusto di vederci.
Tornavo spesso molto tardi e dormivo pochissimo, eppure mi sentivo vivo, come un fuoco che nasce nell'acqua, come un tulipano che filtra il cemento.
Una sera ero con lei, sul lungomare di Ras Al Khaimah, uno degli Emirati e la radio aveva appena finito di trasmettere Jack Johnson e la sua allegra "Upside Down", altro pezzo che porto nel cuore. Poche note e partì "I belong to you" di Eros Ramazzotti e Anastacia. A Dubai.
Non potete immaginare che bello fu ascoltare una canzone italiana lì, in quel momento, una botta d'adrenalina non da poco. Anche se ero nel posto dove avrei voluto essere, mi apparve casa. Lei non capì, fu un momento solo mio, e lo conservo ancora con cura.
I DUETTI PIU' BELLI E I CALCI NELLO STOMACO
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