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22 marzo 2017

SEPARATI ALLA NASCITA



Drupi e Romano Prodi, Al Bano e l'allenatore Walter Mazzarri, Arafat e Ringo Starr... Quante le curiose somiglianze tra personaggi famosi, Ne ho scritto già in passato (qui), è un giochino divertente, e visto che mi dicono che scrivo troppo (hanno ragione), un articolo scacciapensieri ci sta come un bicchiere di Primitivo con bistecca e patatine. Si vede che lo sto scrivendo a ora di pranzo eh?
Partiamo! Giusto poche settimane fa, avevo parlato dei Nomadi e del discusso arrivo del nuovo cantante, e ora rieccomi a parlare della band di Beppe Carletti, questa volta con toni meno seriosi. Capitan Findus non è più lo storico vecchietto che tanta simpatia ci faceva da piccoli, sono passati un bel po' di anni ormai, meglio non pensarci. Così, quando ho visto il nuovo Capitan Findus (a destra nell'immagine) immediatamente la mente è andata a Daniele Campani, il batterista dei Nomadi. Che ne dite?


14 marzo 2017

I GRANDI ALBUM DEL 1997 - PART II



Quante hit immortali in quel 1997. Non entro nel merito della qualità, solo della canzoni che sono rimaste nell'immaginario collettivo. "I'll be missing you" di Puff Daddy e Faith Evans fu il singolo più venduto dell'anno, ma come dimenticare pezzi come "Around the World" dei Daft Punk (testo profondissimo, va detto), l'uragano rock di Anouk con la sua "Nobody's Wife" e l'allegra "Tubthumping" dei Chumbawamba, il ruffianissimo singolo di Elton John in ricordo di Lady Diana e i tormentoni esagerati di Max Pezzali e del suo "La Dura Legge del Gol". Era la golden age della dance, oltre a "Come into my Life" di Gala (che continua a piacermi la matti), come dimenticare "Bailando" dei Paradisio o "Stay" di Sash feat. La trec. E poi le parabole descritte da Backstreet Boys e Spice Girls, che ai tempi tutti consideravano di serie b e ora sono stati giustamente sdoganati. Nulla che secondo me meriti di entrare nei 20 dischi dell'anno, ma tutta roba che ricordo con affetto. Che cosa fa la nostalgia...

             I DISCHI CHE COMPIONO 20 ANNI - SECONDA PARTE di A. Vanzelli

9 marzo 2017

I GRANDI ALBUM DEL 1997 - PART I




Il Nobel a Dario Fo e la tristissima storia di Silvestro Delle Cave, trucidato da un gruppo di pedofili dopo ripetute violenze. Il crollo della volta della Basilica di Assisi, filmata casualmente, e la gente che resta sotto le macerie del terremoto. La clonazione della pecora Dolly e la cometa Hale Bopp. La tragica morte di Lady Diana, e quella altrettanto assurda di Gianni Versace. Arriva "Il Ciclone" di Pieraccioni nelle sale e, mentre Pantani sfiora la vittoria al Tour de France, si ritirano Franco Baresi, Alberto Tomba e Carl Lewis. Muore Madre Teresa di Calcutta e il video porno di Pamela Anderson fa il giro del mondo, sacro e profano di un anno colorato rosso sangue, con poche cose davvero felici da ricordare. Eppure, se pensiamo alla musica, Dio quanta bellezza...

                   I DISCHI CHE COMPIONO 20 ANNI - PRIMA PARTE di A. Vanzelli

3 marzo 2017

I NOMADI, UN GRUPPO ALLO SBANDO




La mia è stata una generazione senza vento, in balia di una corrente priva di onde, di colori e di certezze. Quelle che avevamo sono tutte miseramente fallite, dal posto fisso al matrimonio. Abbiamo iniziato a remare incontro al futuro grazie alle birre con gli amici, alle parole di libri senza tempo, ai viaggi senza meta e ai tramonti in spiaggia suonando una chitarra. La musica, quella c'è e ci sarà sempre... Tutti noi ci siamo sentiti vivi grazie a quell'artista o a quella band e anche se non stiamo parlando dei Pink Floyd o di David Bowie, i Nomadi hanno rappresentato - e continuano a rappresentare - un punto di riferimento per più di una generazione. Prima con Augusto Daolio, personaggio unico del nostro panorama musicale, e poi con Danilo Sacco, che ne aveva raccolto degnamente il testimone. Poi, la sua uscita dal gruppo ha di fatto scorrere i titoli di coda a quella che credevamo essere una favola senza fine. Qualcosa lì si è rotto, poco da fare. Danilo cantava "Toccami il cuore e senti com'è vivo", ma io quel cuore ormai non lo sento più.

                              IL QUARTO TEMPO DEI NOMADI di A. Vanzelli

28 febbraio 2017

10 COSE CHE MI MANCANO DEGLI ANNI '90



"Non si esce vivi dagli Anni '80" cantavano gli Afterhours. Io quel decennio l'ho vissuto da bambino, ho ricordi vaghi, non come i Novanta, quelli si che li ho presi a piene mani. Se ci ripenso, cancellerei le lacrime dopo la sconfitta ai Mondiali contro il Brasile, e quel rigore di Baggio in curva. Non mi manca l'alzarsi alle 6.45 per prendere il pullman per la scuola e quella paura fottuta ogni volta che entravo in classe. Non mi manca la solitudine del bruttino e sfigato, non mi manca l'avvento del compact disc e i lettori cd portatili. Non mi mancano le siringhe sporche di sangue camminando per strada a Taranto, o la convinzione che Tangentopoli potesse cambiare davvero tutto. Non mi mancano le mattine con l'ansiogena sigla del TG5 e quei servizi sulla Guerra del Golfo. Cancellerei tanto degli Anni '90, ma sono stati grandi anni, ne siamo usciti vivi, sicuramente felici e, se provi a ripensarci ti accorgi che la nostalgia è proprio lì davanti a te, che ti prende a schiaffi. E anche se fanno male, sai che li hai vissuti appieno e questo basta.

                                       CHE NE SANNO I 2000? di A. Vanzelli

22 febbraio 2017

SANREMO 2017 - I VINCITORI NELLE VENDITE



Sanremo è come un uragano, per una settimana travolge tutto e tutti, per poi tornare al suo letargo annuale. Sono passati dieci giorni, il carrozzone è di nuovo in garage e a mente fredda è possibile fare qualche considerazione un pelo più obiettiva. Francesco Gabbani non ha vinto, ha stravinto! La giuria demoscopica aveva premiato la Mannoia, quella di qualità Ermal Meta ma è stato il televoto a sancire il trionfo di "Occidentali's Karma", segno che alla gente ha colpito subito e continua a piacere. Per non parlare del balletto del gorilla, che è diventato subito virale. Tutto bello, tutto giusto, ma chi la sta spuntando nelle vendite?

                                           VINCITORI E VINTI di A. Vanzelli

12 febbraio 2017

SANREMO 2017 - PROMOSSI E BOCCIATI




La musica non è una scienza esatta. Le migliori canzoni non sono progettate a tavolino come si fa con ponti e grattacieli, spesso sono doni del cielo che arrivano per caso. Ma a questo bisogna anche aggiungerci del proprio, con la giusta malizia, dote che a Francesco Gabbani non manca. Ha capito che a Sanremo oltre alla canzone conta anche altro. Ha quindi fatto tesoro di ciò che avvenne con "Salirò" di Daniele Silvestri nel 2002: ve lo ricordate il balletto tormentone con Fabio Ferri? Spopolò! Ecco, lui ha fatto la stessa cosa con un gorillone, mossa perfetta per farsi notare subito e per ergersi dal piattume sanremese. E come accadde per Nek con Il Volo, anche Fiorella Mannoia, super favorita alla viglia, viene beffata sul filo di lana da uno che all'inizio non godeva dei favori del pronostico. Due situazioni molto diverse, perché il vincitore di questa edizione ha messo d'accordo un po' tutti, critica e pubblico, a cui si aggiungeranno anche le radio. "Occidentali's Karma" ha l'appeal ideale per girare per parecchi mesi, tormentone cotto e mangiato, di certo migliore di "Amen" che a me era piaciuta pochino.

                       SANREMO 2017 - IL PAGELLONE FINALE di A. Vanzelli

9 febbraio 2017

SANREMO 2017 - LE PAGELLE DELLA SECONDA SERATA



Italia, popolo di allenatori e di critici musicali. Sanremo è paragonabile ad una partita della Nazionale di calcio, tutti si sentono in diritto di urlare la propria opinione, anche se sino al giorno prima hanno ascoltato solo Rovazzi e il Pulcino Pio. I social hanno dato potere all'ignoranza e tutti lo guardano non per la musica in sé ma per poter dire la propria: ormai il Festival è anche questo, e le canzoni perdono sempre più importanza. Ieri si è iniziato con i giovani: eliminato Braschi (pessima la sua "Nel mare ci sono i Coccodrilli") e Marianne Mirage, che invece vedevo bene (e che per radio può funzionare). Passano Leonardo Lamacchia con "Cio che Resta", con un pezzo fin troppo sanremese, e Francesco Guasti con "Universo", musicalmente godibile quanto basta. E i Big? Poche sorprese e tanta noia.

                                SANREMO 2017 - LE PAGELLE di A. Vanzelli

8 febbraio 2017

SANREMO 2017 - LE PAGELLE




Il Sanremo dello scorso anno mi è piaciuto non poco, lo ammetto. C'erano parecchi nomi intriganti, dai Bluvertigo ad Enrico Ruggeri, dagli Elii a Neffa e Patty Pravo: un cast variegato e con un certo spessore. Quest'anno non vedo lo stesso livello qualitativo; ci sono sì dei picchi non da poco - penso al grande ritorno della Mannoia o a Samuel - ma ci sono anche Fosse delle Marianne in quantità, stolen arms to agricolture, e alla traduzione potete arrivarci da soli. Per dirla in breve, è stata una serata molto lunga. E dire che non si era partiti nemmeno malaccio: silenzio, buio e poi atmosfere in bianco e nero per un grande Tiziano Ferro, che onora il ricordo di Luigi Tenco con una intensa "Mi sono innamorato di te". E poi? E' calato di nuovo il buio purtroppo, soprattutto sulla musica.

           SANREMO 2017 - LE PAGELLE DELLA PRIMA SERATA di A. Vanzelli

7 dicembre 2016

PLAGI MUSICALI E SCOPIAZZATURE



Qualche settimana fa mi sono per caso imbattuto in "A Civil Action" in tv, un film del 1998 con John Travolta e Robert Duvall. Non lo avevo mai visto, non lo conoscevo proprio a dire il vero. E alla fine mi sono sentito un cretino, si, perché per anni ho amato il film sbagliato. E' la storia di un avvocato che intenta causa a due grandi aziende per l'inquinamento delle acque di un fiume, che ha causato morti e gravi malattie. Vi suona familiare? E' la stessa idea di fondo di "Erin Brockovich", il film con Julia Roberts che tanto successo ha riscosso nel mondo. Qeust'ultimo è certo più ruffiano e ha il classico finale hollywoodiano, questo spiega i riscontri di pubblico differenti. Ma il film con la Roberts è uscito due anni dopo e io non ho mai amato le scopiazzature.

                    GUARDA CHE LUNA, GUARDA CHE PLAGIO di A. Vanzelli

17 novembre 2016

LE CANZONI ITALIANE PIU' BRUTTE



Attenzione: la lettura potrebbe nuocere gravemente al fegato e causare esaurimenti nervosi. Scherzi a parte, lo so che articoli di questo genere fanno incazzare i fan di questo o di quell'altro artista, ma i veri fan sanno anche capire quando il loro cantante preferito tira a vuoto, lanciando una canzone dimenticabile. Cosa credete, che tra quelli sotto elencati non ci siano anche alcuni dei miei artisti preferiti? Credete davvero che il vostro cantante del cuore sia esente da ciofeche musicali? Vi stupirà sapere che non è così...

                CANZONI MENO RIUSCITE E SINGOLI SBAGLIATI di A. Vanzelli

10 novembre 2016

QUEL CHE (FORSE) NON SAPEVI SULLA MUSICA CHE AMI



Ogni viaggio mi ha lasciato addosso una canzone. Se penso a Dubai mi vengono in mente "Upside Down" di Jack Johnson e la meravigliosa "Here without you" dei 3 Doors Down. Il Qatar mi ricorda gli album solisti di John Frusciante e "Shock" di Omar Pedrini. E poi la Germania, che mi fa suonare dentro "Summer Wine" di Ville Valo, frontman degli Him, con Natalia Avelon. Ricordo di averla beccata per radio tornando a casa e fu colpo di fulmine. E il cuore tornò a battere quando dieci anni dopo mi sono innamorato di una donna che la amava come me, una delle poche a conoscerla in Italia: non poteva che essere amore... Si, da noi non ebbe grossi riscontri, mentre in Germania fu il quarto singolo più venduto dell'anno. Una cover della canzone portata al successo da Nancy Sinatra, peraltro molto fedele all'originale, ma la sua bellezza resta immutata. Il testo, all'apparenza frivolo, nasconde infatti un retrogusto erotico: l'offerta da parte di lei di vino estivo non sarebbe che un invito amoroso. Ma erano altri tempi e quindi era meglio rendere tutto più soffuso...

                                           CURIOSITY BAZAR di A. Vanzelli

17 ottobre 2016

DISCHI FUORI POSTO




Da adolescenti, ogni partita a calcetto era uno stillicidio di emozioni. No, non durante, ma prima: trovare il decimo era sempre un'impresa disperata. E quando, mezzora prima del fischio d'inizio, lo trovavi, era una pippa immonda che non riusciva a rendersi utile neppure in porta.
Intrusi, e nella musica, di dischi fuoriposto così, ce ne sono fin troppi, ma non sempre negativi, anzi. Il pop italiano degli Anni '90 ha segnato la definitiva esplosione - e poi la consacrazione - di Raf, che infilò una serie infinita di hit assurde, penso a "Il battito animale", "La più bella del mondo", "Due" e a "Dentro ai tuoi occhi". Poi però arrivò un disco strano e bellissimo, inaspettato, come il decimo della partita di calcetto che trovi all'ultimo e che invece di essere scarso ti segna il gol della vittoria piazzandola nel sette.

                                                             INTRUSI di Antonello Vanzelli

26 settembre 2016

LE CANZONI MIGLIORI PER ALLENARSI



Faccio sport da quando sono nato: calcio, nuoto, basket, volley, body building, running, CrossFit... Ho iniziato e non sono più riuscito a fermarmi. Sport come mio stile di vita, come terapia, come grande amore che mi accompagna ormai da tanti anni. Quando poi lo sport si associa alla musica diventa droga di cui non puoi più fare a meno, quella droga legale che ti fa andare più forte, ti fa spingere con tutto te stesso.
Se nelle gare podistiche è vietato ascoltare musica perché considerato dopante, nel CrossFit si può, meglio se ad altissimo volume per essere carichi fino all’ultima REP, fino a renderti conto che quel peso è andato su perché quella canzone ha tirato fuori il meglio di te, fino alla fine, anche quando stai per cedere.

        MOTIVATIONAL MUSIC: LE NOSTRE TOP TEN - Pt. 1 di Antonio Chimenti

23 settembre 2016

TORNATE INSIEME



Considerando che l'ultimo album di Francesco Renga è quanto di più brutto abbia ascoltato negli ultimi anni e che con la voce che ha, sentirlo canticchiare su quelle basi da pianobar fa venire alla mente una Ferrari che gira in prima all'autodromo di Monza...
Considerando poi che i lavori solisti del buon Danilo Sacco sono modesti e che i Nomadi senza di lui hanno preso una brutta china sia nelle vendite che nei passaggi radiofonici...  Eliiiiii, Eliii, si, dico a voi! Con i Litfiba avete fatto il miracolo, non sarebbe il caso di fare lo stesso con i Timoria e con i Nomadi?


20 settembre 2016

GLI IPSE DIXIT DELLA MUSICA




Anni fa, ad un corso di aggiornamento , conobbi gente molto interessante: Barbara, che lavorava alla filiale Fiat in Polonia; Gianni che veniva da Abbiategrasso e parlava come Enzo Iacchetti; poi c'era Marco, a cui avevano sequestrato la patente per eccesso - esagerato - di velocità. E infine c'era Roberto, un simpatico venticinquenne di Nuoro che lavorava per la Meridiana. Furono due settimane intense ma spensierate, eravamo un bel gruppo. Fu durante una pausa pranzo: stavamo attraversando quando una Golf nera accellerò bruscamente dopo una curva, e per poco non ci stese. Roberto lanciò - nella tipica inflessione sarda, che nemmeno il giardiniere Willy dei Simpson - un "Vai vai, dalle stringhe delle scarpe ti devono riconoscere". Sulle prime non ci facemmo caso, poi scoppiammo tutti a ridere. Non l'ho più rivisto, ma a volte basta la battuta giusta per farsi ricordare per sempre con un sorriso.

                    CHIACCHIERE DA BAR AL PAESE DEL ROCK di A. Vanzelli

24 luglio 2015

DUE DA RICORDARE




Stavano arrivando i quindici anni, erano lì, a portata di mano. Ero un ragazzino a modo, solare e tranquillo. Quella sera, a fine cena, era passato Vito, un vicino di casa, a salutare. Il telegiornale volgeva al termine quando diedero la notizia della morte di Alessandro Bono per Aids. E proprio Vito - che non aveva mai brillato per apertura mentale - commentò con un caustico: "Madonna che cose, lo avevano pure fatto andare a Sanremo..." e io scossi il capo, come se fosse una colpa portare addosso un male tanto terribile. Mi alzai da tavola e andai via...

                    IN RICORDO DI FEIEZ E ALESSANDRO BONO di A. Vanzelli

20 luglio 2015

"EDO RINNEGATO" - EDOARDO BENNATO




Quel giorno la sveglia suonò che i galli erano ancora nella fase R.E.M.. Il cielo iniziava a stiracchiarsi nel suo letto di nuvole minacciose, mostrando i denti dell'inverno. Niente scuola, stavamo andando in montagna, che per uno che viene da Taranto vuol dire emigrare: la meta erano i monti lucani. C'erano anche gli zii e i cugini. Ricordo distintamente la BMW di mio zio Giuseppe che si conteneva, per non seminare la nostra malandata Ritmo. Flashback sparsi: mio cugino Nico che vomitò sangue (poi si capì che era una caramella gommosa alla fragola annegata nel caffèllatte); sciammo e facemmo la battaglia a pallate di neve, con una colpimmo la macchina della Polizia che non aveva di meglio da fare che venire a spaccar le balle a dei bambini che si divertivano. E poi ricordo la musica di quel viaggio: i Sanremo di Baudo, Gianni Togni, le canzonette Anni '60. Musica ingenua, alla fine papà mi ascoltò: mise su Edoardo Bennato e il viaggio cambiò.

                                   RECENSIONI FUORITEMPO di A. Vanzelli

16 luglio 2015

SEPARATI ALLA NASCITA




Da ragazzino la mia lettura preferita in spiaggia era Topolino: si, banale. Poi sono passato a Tex Willer e Dylan Dog. Mai amato le parole crociate, men che meno il Sudoku, la morte. Ora invece è una coltivazione intensiva di umani smartphonizzati, ormai nascono già con l'Iphone in mano. E visto che al mare la voglia di leggere è sempre meno (o confinata alle frasette concise di twitter, sia mai che il cervello inizi a funzionare...), ecco un articolo scacciapensieri sulle somiglianze nel mondo della musica, dello sport e dello spettacolo.
Iniziamo con una piuttosto curiosa: Ringo Starr dei Beatles e Yasser Arafat:

10 luglio 2015

LE CANZONI ITALIANE PIU' BRUTTE




Come la ventenne a cui fai il filo che si fidanza con il più idiota della comitiva.
Come il Super Santos che finisce nel giardino del vicino bastardo.
Come un film meraviglioso rovinato da un finale tirato via.
Come la radiolina a cui si scaricavano le pile appena prima di "Tutto il Calcio Minuto per Minuto".
Come la pizza che aspetti da mezzora e ti arriva bruciata.
Come quando apri il frigo e ti accorgi che le birre sono finite.
Come l'amico che ti pugnala alle spalle dopo dieci anni di amicizia.
Come un nuovo singolo che ascolti la prima volta e ti delude talmente tanto che lasciarti sconsolato.

                       SINGOLI SBAGLIATI E DELUSIONI di Antonello Vanzelli