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28 febbraio 2014

ARRESTATI!





"E' andato bene il weekend?"
Io e il mio coinquilino ai tempi dell'università non siamo mai stati amici, giocavamo a PES e parlavamo di musica, ma l'amicizia è un'altra cosa. Era venuto a prendermi alla stazione: non lo aveva mai fatto. La stava prendendo molto alla larga.
"Piero, che è successo?"
"Antonè, ti devo dire una cosa..."
Ecco, era già tutto previsto. Poi sputò finalmente il rospo:
"Sono venuti a casa a fare una perquisizione."
"Stai scherzando?"
"No".
"Li mortacci vostri!"
Eh, scusate ma mi venne dal cuore. In casa giravano sostanze illegali, mettiamola così, ma roba pesante da casa non ne è mai passata. Diciamo che avevano il pollice "verde"... Ormai è finito tutto in prescrizione quindi ne parlo con tranquillità; in più non trovarono che briciole. E meno male, anche perchè io non avevo mai preso nulla, dico mai: la mia benzina era l'Aglianico, il rosso di Lucania.
Trovai la mia camera sottosopra e mi girarono come vinili impazziti. Mi ero sempre limitato ai fatti miei, lasciandoli fare, ma addirittura gli sbirri in casa...
Alla fine non mi successe nulla, ma un amico di università - lui sì beccato nella stessa indagine - si fece qualche notte al fresco. Sarebbe stato difficile spiegare ai miei che non c'entravo niente. Ricordo però che, quando andai a vedere quella casa la prima volta, i coinquilini avevano messo le loro "piantine" al sole nella camera sfitta che poi sarebbe diventata la mia. Loro geni a lasciarle in giro, ma mio padre vinse la medaglia d'oro di acume: "Te l'avevo detto che dovevi prendere agraria come loro, quella si che è una facolta che offre respiro sul lavoro." Si, un respiro stupefacente.

                             QUANDO IL ROCK FINISCE DIETRO LE SBARRE

18 dicembre 2013

QUANDO IL ROCK FINISCE DIETRO LE SBARRE





"E' tanto che non ci sentiamo. Volevo solo farti tanti auguri di buon compleanno. Un abbraccio."
Fa sempre piacere ricevere messaggi del genere a Dicembre quando compi gli anni ad agosto. Chiarimmo in fretta l'equivoco, Emma aveva sbagliato numero ma risposi in modo simpatico (altresì detto piacione) e da lì' iniziammo a messaggiare. Avevo poco più di vent'anni, un'epoca fa: facebook non esisteva e internet lo usavano quattro gatti. A quel tempo la Christmas card della Vodafone era una manna dal cielo. Non sapevo che faccia avesse, eppure nacque del feeling. Fortuna volle che fosse pugliese come me. C'era tuttavia qualcosa che non mi tornava: chiudeva le conversazioni in fretta, spariva per giorni, si nascondeva quando andavo sul personale. Alla fine capii:
"Sei sposata vero?"
"Si."
Aveva anche un bimbo, ma me ne fregai. A quell'età l'ormone è un tifone che travolge tutto, anche la ragione, e non vedevo l'ora di incontrarla. Partii con la mia vecchia Opel Corsa scassata, c'erano 150km da fare. Gli amici puntavano su di me, sembrava quasi una missione.
Respiravo emozione, paura, senso del brivido, eccitazione. Fu bello abbracciarla, persa in un sorriso più lucente del mio. Era lì per me, nonostante un marito, nonostante avesse tutto da perdere.
Non potevamo certo camminare mano nella mano o mangiare qualcosa, c'era il grosso rischio fosse scoperta, abitava in un paesino. Ci fermammo in un parcheggio riparato, per coccolarci. La cosa ovviamente ci sfuggì di mano e ci ritrovammo mezzi nudi. Ero a mille, stava andando tutto bene, quando vidi arrivare la luce dell'auto della polizia. Panico.

                                            ARRESTI ECCELLENTI