8 aprile 2020

SPRINGSTEEN E U2, FAN DEL RE ELVIS



La serata era limpida ma fredda, tirava un freddo leggero ma pungente e io mi infilavo in auto per tornare a casa, dopo l’ennesima sconfitta stagionale a Fifa 2020 ad opera di Antonello. Avevo voglia di qualcosa che mi scuotesse e mi desse la carica e così misi su qualcosa di Elvis Presley. Quella sera avevo giocato e perso col Real Madrid e quasi senza accorgermene ho chiesto al computer di bordo, dopo essermi schiarito la voce ormai roca dopo tutte le imprecazioni da Playstation, di farmi ascoltare il brano “Spanish Eyes”. A quel punto, con mia grande sorpresa, mi sono apparse sul display tre opzioni: quella di Elvis Presley ovviamente; quella di Bruce Springsteen e quella degli U2, artisti che non mancano mai nelle mie playlist ma che, prima di quella sera, non avevo mai associato tra loro. La cosa mi ha piuttosto incuriosito e così ho deciso di indagare su questa strana coincidenza. E’ possibile che tutti e tre abbiano scritto una canzone con lo stesso titolo? E poi, cosa avranno mai di cosi particolare e magico gli occhi delle donne spagnole?

                                      SPANISH EYES di Antonio Chimenti

28 marzo 2020

TO LOVE SOMEBODY




E' tanto tempo che non passavo da qui. Una parte di me - quella che aveva creato questo blog insieme ad un amico e ci si era dedicata anima e corpo - ha smesso di respirare. Mexicotears, però, non se lo meritava, e nemmeno i lettori che col tempo ci si erano affezionati. Mi fa quindi piacere ogni tanto dare un segno di vita, come a dire "Ci siamo e ci saremo sempre, con i nostri 340 articoli e un passato che vuole rimanere presente e futuro". E così volevo raccontarvi cosa mi è accaduto durante questa quarantena, un qualcosa di piccolo ma che, in questo periodo di clausura, mi ha regalato un soffio di vita.

                          "UN BELLISSIMO MODO DI INVECCHIARE" di A. VANZELLI

4 maggio 2017

SKID ROW CONTRO BON JOVI



Nel rock non si litiga mai per una donna. Ne sono sempre girate tante, troppe, per litigare per una in particolare. Certo, Eric Clapton perse la brocca per Pattie Boyd, la moglie di George Harrison, e Axl Rose si portò a letto in studio Adriana Smith, la donna di Steven Adler (come testimoniano gli inconfondibili "assoli" di "Rocket Queen") ma quelle sono eccezioni. Nel rock, in genere, si litiga per antipatia personale, per invidia, per piccoli sgarbi. E si litiga per i soldi. Fu quella la causa scatenante che portò ai primi scazzi tra gli Skid Row e i Bon Jovi. E dire che Jon Bon Jovi e Dave "The Snake" Sabo, il chitarrista e fondatore degli Skid Row, erano amici, veri amici, sin dai tempi della scuola. Sabo era stato persino il primo chitarrista dei Bon Jovi prima dell'insediamento di Richie Sambora. Poco male, considerando che non era mai stato in sintonia con la direzione musicale intrapresa. Infatti la loro amicizia aveva superato queste piccole divergenze e i due strinsero un patto: il primo che raggiunge il successo aiuta l'altro. E così fu.

                                       GLI SCAZZI FRA BAND di A. Vanzelli

14 aprile 2017

LE DIECI GRANDI CANZONI DEI R.E.M.



Perché mentre tutti cavalcavano l'onda grunge, loro se ne fottevano e arrivavano in testa alle classifiche con una canzone basata su un giro di mandolino. Perché la loro integrità ha fatto da esempio a tante altre band, segnando la strada. Perché, nonostante Michael Stipe sappia sfornare hit in serie, spesso i loro singoli non avevano nulla di ruffiano, tutt'altro. Perché erano l'antitesi del gruppo rock e figo, sembravano impiegati di banca, eppure hanno fatto il culo a tutti. Perché le belle favole finiscono, e la loro è finita al momento giusto, senza reunion milionarie o dischi inutili. Perché sono i R.E.M., e basta dire questo, non serve altro.

                                                UNA BAND SENZA TEMPO di A. Vanzelli

6 aprile 2017

L'ULTIMA FOTO DEI GRANDI DELLA MUSICA...



Il rock è sorriso e lacrima insieme, è sesso, è sudore, è una corda che vibra (sugli strumenti e nell'anima), è egomania e esaltazione, è sangue che scorre. Il rock è anche immagine, è Paul Simonon che spacca in due la sua chitarra-basso rimanendo nella storia grazie alla copertina di "London Calling", è Gilmour e McCartney che consegnano Abbey Road all'eternità. Qualche giorno fa, invece, mi è venuta la curiosità di trovare le ultime foto dei grandi artisti prima di passare a miglior vita. Non c'è musica in questo articolo, nessuna canzone, e anche di parole ce ne sono poche, perché a parlare devono essere le immagini. E queste sono come il rock, sorriso e lacrima insieme.

                                       ...PRIMA DEL SIPARIO di A. Vanzelli

28 marzo 2017

MISTERI - IL CASO CARRETTA



Oggi su Mexicotears inizia una nuova storia. Dopo 336 articoli e tanta grande musica, volevo colorare il blog con tinte diverse, quelle fosche dei grandi misteri della storia. E vorrei partire con un fatto di cronaca mai del tutto chiarito e dai contorni inquietanti. E' l'agosto del 1989, Parma si sta svuotando per le ferie e anche la famiglia Carretta è in partenza. Giuseppe, il capofamiglia, ha 52 anni e un buon lavoro; ama sua moglie Marta, con cui ha avuto Ferdinando e Nicola, di 27 e 23 anni. Il camper è pronto, hanno infatti deciso di girovagare per il vecchio continente per tre settimane. Ferdinando però non ha voglia di seguirli, preferisce rimanere a casa, e Marta gli ha lasciato il frigorifero pieno. Così i Carretta sbrigano le ultime pratiche e il giorno prima di partire, salutano parenti e vicini. E' il 5 di agosto quando il camper sparisce all'orizzante, e da quella mattina nessuno li vedrà più. Che fine hanno fatto i Carretta?

                                            MISTERI ITALIANI di A. Vanzelli

22 marzo 2017

SEPARATI ALLA NASCITA



Drupi e Romano Prodi, Al Bano e l'allenatore Walter Mazzarri, Arafat e Ringo Starr... Quante le curiose somiglianze tra personaggi famosi, Ne ho scritto già in passato (qui), è un giochino divertente, e visto che mi dicono che scrivo troppo (hanno ragione), un articolo scacciapensieri ci sta come un bicchiere di Primitivo con bistecca e patatine. Si vede che lo sto scrivendo a ora di pranzo eh?
Partiamo! Giusto poche settimane fa, avevo parlato dei Nomadi e del discusso arrivo del nuovo cantante, e ora rieccomi a parlare della band di Beppe Carletti, questa volta con toni meno seriosi. Capitan Findus non è più lo storico vecchietto che tanta simpatia ci faceva da piccoli, sono passati un bel po' di anni ormai, meglio non pensarci. Così, quando ho visto il nuovo Capitan Findus (a destra nell'immagine) immediatamente la mente è andata a Daniele Campani, il batterista dei Nomadi. Che ne dite?


14 marzo 2017

I GRANDI ALBUM DEL 1997 - PART II



Quante hit immortali in quel 1997. Non entro nel merito della qualità, solo della canzoni che sono rimaste nell'immaginario collettivo. "I'll be missing you" di Puff Daddy e Faith Evans fu il singolo più venduto dell'anno, ma come dimenticare pezzi come "Around the World" dei Daft Punk (testo profondissimo, va detto), l'uragano rock di Anouk con la sua "Nobody's Wife" e l'allegra "Tubthumping" dei Chumbawamba, il ruffianissimo singolo di Elton John in ricordo di Lady Diana e i tormentoni esagerati di Max Pezzali e del suo "La Dura Legge del Gol". Era la golden age della dance, oltre a "Come into my Life" di Gala (che continua a piacermi la matti), come dimenticare "Bailando" dei Paradisio o "Stay" di Sash feat. La trec. E poi le parabole descritte da Backstreet Boys e Spice Girls, che ai tempi tutti consideravano di serie b e ora sono stati giustamente sdoganati. Nulla che secondo me meriti di entrare nei 20 dischi dell'anno, ma tutta roba che ricordo con affetto. Che cosa fa la nostalgia...

             I DISCHI CHE COMPIONO 20 ANNI - SECONDA PARTE di A. Vanzelli

9 marzo 2017

I GRANDI ALBUM DEL 1997 - PART I




Il Nobel a Dario Fo e la tristissima storia di Silvestro Delle Cave, trucidato da un gruppo di pedofili dopo ripetute violenze. Il crollo della volta della Basilica di Assisi, filmata casualmente, e la gente che resta sotto le macerie del terremoto. La clonazione della pecora Dolly e la cometa Hale Bopp. La tragica morte di Lady Diana, e quella altrettanto assurda di Gianni Versace. Arriva "Il Ciclone" di Pieraccioni nelle sale e, mentre Pantani sfiora la vittoria al Tour de France, si ritirano Franco Baresi, Alberto Tomba e Carl Lewis. Muore Madre Teresa di Calcutta e il video porno di Pamela Anderson fa il giro del mondo, sacro e profano di un anno colorato rosso sangue, con poche cose davvero felici da ricordare. Eppure, se pensiamo alla musica, Dio quanta bellezza...

                   I DISCHI CHE COMPIONO 20 ANNI - PRIMA PARTE di A. Vanzelli

3 marzo 2017

I NOMADI, UN GRUPPO ALLO SBANDO




La mia è stata una generazione senza vento, in balia di una corrente priva di onde, di colori e di certezze. Quelle che avevamo sono tutte miseramente fallite, dal posto fisso al matrimonio. Abbiamo iniziato a remare incontro al futuro grazie alle birre con gli amici, alle parole di libri senza tempo, ai viaggi senza meta e ai tramonti in spiaggia suonando una chitarra. La musica, quella c'è e ci sarà sempre... Tutti noi ci siamo sentiti vivi grazie a quell'artista o a quella band e anche se non stiamo parlando dei Pink Floyd o di David Bowie, i Nomadi hanno rappresentato - e continuano a rappresentare - un punto di riferimento per più di una generazione. Prima con Augusto Daolio, personaggio unico del nostro panorama musicale, e poi con Danilo Sacco, che ne aveva raccolto degnamente il testimone. Poi, la sua uscita dal gruppo ha di fatto scorrere i titoli di coda a quella che credevamo essere una favola senza fine. Qualcosa lì si è rotto, poco da fare. Danilo cantava "Toccami il cuore e senti com'è vivo", ma io quel cuore ormai non lo sento più.

                              IL QUARTO TEMPO DEI NOMADI di A. Vanzelli

28 febbraio 2017

10 COSE CHE MI MANCANO DEGLI ANNI '90



"Non si esce vivi dagli Anni '80" cantavano gli Afterhours. Io quel decennio l'ho vissuto da bambino, ho ricordi vaghi, non come i Novanta, quelli si che li ho presi a piene mani. Se ci ripenso, cancellerei le lacrime dopo la sconfitta ai Mondiali contro il Brasile, e quel rigore di Baggio in curva. Non mi manca l'alzarsi alle 6.45 per prendere il pullman per la scuola e quella paura fottuta ogni volta che entravo in classe. Non mi manca la solitudine del bruttino e sfigato, non mi manca l'avvento del compact disc e i lettori cd portatili. Non mi mancano le siringhe sporche di sangue camminando per strada a Taranto, o la convinzione che Tangentopoli potesse cambiare davvero tutto. Non mi mancano le mattine con l'ansiogena sigla del TG5 e quei servizi sulla Guerra del Golfo. Cancellerei tanto degli Anni '90, ma sono stati grandi anni, ne siamo usciti vivi, sicuramente felici e, se provi a ripensarci ti accorgi che la nostalgia è proprio lì davanti a te, che ti prende a schiaffi. E anche se fanno male, sai che li hai vissuti appieno e questo basta.

                                       CHE NE SANNO I 2000? di A. Vanzelli

22 febbraio 2017

SANREMO 2017 - I VINCITORI NELLE VENDITE



Sanremo è come un uragano, per una settimana travolge tutto e tutti, per poi tornare al suo letargo annuale. Sono passati dieci giorni, il carrozzone è di nuovo in garage e a mente fredda è possibile fare qualche considerazione un pelo più obiettiva. Francesco Gabbani non ha vinto, ha stravinto! La giuria demoscopica aveva premiato la Mannoia, quella di qualità Ermal Meta ma è stato il televoto a sancire il trionfo di "Occidentali's Karma", segno che alla gente ha colpito subito e continua a piacere. Per non parlare del balletto del gorilla, che è diventato subito virale. Tutto bello, tutto giusto, ma chi la sta spuntando nelle vendite?

                                           VINCITORI E VINTI di A. Vanzelli

12 febbraio 2017

SANREMO 2017 - PROMOSSI E BOCCIATI




La musica non è una scienza esatta. Le migliori canzoni non sono progettate a tavolino come si fa con ponti e grattacieli, spesso sono doni del cielo che arrivano per caso. Ma a questo bisogna anche aggiungerci del proprio, con la giusta malizia, dote che a Francesco Gabbani non manca. Ha capito che a Sanremo oltre alla canzone conta anche altro. Ha quindi fatto tesoro di ciò che avvenne con "Salirò" di Daniele Silvestri nel 2002: ve lo ricordate il balletto tormentone con Fabio Ferri? Spopolò! Ecco, lui ha fatto la stessa cosa con un gorillone, mossa perfetta per farsi notare subito e per ergersi dal piattume sanremese. E come accadde per Nek con Il Volo, anche Fiorella Mannoia, super favorita alla viglia, viene beffata sul filo di lana da uno che all'inizio non godeva dei favori del pronostico. Due situazioni molto diverse, perché il vincitore di questa edizione ha messo d'accordo un po' tutti, critica e pubblico, a cui si aggiungeranno anche le radio. "Occidentali's Karma" ha l'appeal ideale per girare per parecchi mesi, tormentone cotto e mangiato, di certo migliore di "Amen" che a me era piaciuta pochino.

                       SANREMO 2017 - IL PAGELLONE FINALE di A. Vanzelli

9 febbraio 2017

SANREMO 2017 - LE PAGELLE DELLA SECONDA SERATA



Italia, popolo di allenatori e di critici musicali. Sanremo è paragonabile ad una partita della Nazionale di calcio, tutti si sentono in diritto di urlare la propria opinione, anche se sino al giorno prima hanno ascoltato solo Rovazzi e il Pulcino Pio. I social hanno dato potere all'ignoranza e tutti lo guardano non per la musica in sé ma per poter dire la propria: ormai il Festival è anche questo, e le canzoni perdono sempre più importanza. Ieri si è iniziato con i giovani: eliminato Braschi (pessima la sua "Nel mare ci sono i Coccodrilli") e Marianne Mirage, che invece vedevo bene (e che per radio può funzionare). Passano Leonardo Lamacchia con "Cio che Resta", con un pezzo fin troppo sanremese, e Francesco Guasti con "Universo", musicalmente godibile quanto basta. E i Big? Poche sorprese e tanta noia.

                                SANREMO 2017 - LE PAGELLE di A. Vanzelli

8 febbraio 2017

SANREMO 2017 - LE PAGELLE




Il Sanremo dello scorso anno mi è piaciuto non poco, lo ammetto. C'erano parecchi nomi intriganti, dai Bluvertigo ad Enrico Ruggeri, dagli Elii a Neffa e Patty Pravo: un cast variegato e con un certo spessore. Quest'anno non vedo lo stesso livello qualitativo; ci sono sì dei picchi non da poco - penso al grande ritorno della Mannoia o a Samuel - ma ci sono anche Fosse delle Marianne in quantità, stolen arms to agricolture, e alla traduzione potete arrivarci da soli. Per dirla in breve, è stata una serata molto lunga. E dire che non si era partiti nemmeno malaccio: silenzio, buio e poi atmosfere in bianco e nero per un grande Tiziano Ferro, che onora il ricordo di Luigi Tenco con una intensa "Mi sono innamorato di te". E poi? E' calato di nuovo il buio purtroppo, soprattutto sulla musica.

           SANREMO 2017 - LE PAGELLE DELLA PRIMA SERATA di A. Vanzelli

7 febbraio 2017

SANREMO - I MOMENTI DA RICORDARE




Non è tempo per noi, per noi che speriamo che qualcosa nella musica italiana cambi davvero, per noi che continuiamo a credere che non c'è solo Amici e X-Factor, per noi che ogni anno prima di Sanremo diciamo le stesse cose. Sergio Sylvestre? Elodie? Raige e Giulia Luzi? Alice Paba? Lodovica Comello? Ma che davero davero? Questa secondo Carlo Conti è la crema della nostra musica? Il Vanzcattivo che è in me sta esplodendo, devo tenerlo a bada per non esagerare, ma qui siamo davvero alla deriva. Per non parlare di Bianca Atzei: l'hanno piazzata a destra e a manca, le stanno provando tutte per farla esplodere, inutilmente. E intanto la vera musica emergente italiana - a parte Ermal Meta - langue: dove sono i Motta, i Thegiornalisti, i Levante, i Calcutta o i Brunori Sas? A casa, a continuare a combattere contro i mulini a vento...

                                         SQUARCI NEL BUIO di A. Vanzelli

1 febbraio 2017

JOE STRUMMER E LA MARATONA




Io non ho mai amato correre. Al liceo, quando la prof di educazione fisica ci faceva correre fuori dalla palestra, appena voltato l'angolo dell'isolato mi fermavo e iniziavo a camminare. Per poi tornare a corricchiare appena arrivato dall'altra parte. Se c'è un pallone o una pallina qualsiasi (anche di carta e scotch come da piccoli), posso fare la trottola per ore, torno bambino. Ma uscire di mattina presto per farmi 10km, no, preferisco vivere! Del resto lo sport mi ha sempre guardato in cagnesco. Lo scorso ottobre mi ero finalmente deciso a usare sul serio la mia cyclette, ho fatto 25km in 55minuti, nemmeno malaccio. Peccato che la sera stessa mi sia venuta una colica renale devastante, un dolore pari a dieci volte il mignolo del piede contro lo stipite. Curiosando ho scoperto che una delle cause scatenanti delle coliche sono proprio gli sforzi intensi. Poco da fare, lo sport per me è la maratona, ma sul divano.

               STORIE DI BIRRE E DI ALLENAMENTI PARTICOLARI di A. Vanzelli

18 gennaio 2017

LE SIGLE TELEVISIVE CON CUI SIAMO CRESCIUTI




L'amore non sempre te lo scegli, a volte ti cade addosso, travolgendoti come valanga. L'amicizia no, quella te la scegli, sei conscio di chi vuoi al tuo fianco, sai che quella persona ci sarà ogni volta che hai bisogno di una spalla su cui piangere o di quattro risate spensierate. L'amicizia è Juventus-Roma in pizzeria, circondato da splendide cameriere e tavoli di sole donne, e fregarvene altamente, perché tanto voi avete in testa la musica e passate la serata a cercar di ricordare tutte le sigle televisive più belle. E non fraintendete, noi non cercavamo di ricordare tutte le sigle, ma solo quelle collegate a grandi canzoni. Tutta la sera un continuo scambio: "Oh, quella di Dribbling!" o "Ci siamo dimenticati Meteore!". Che bella l'amicizia... Certo, anche beccare una bella donna ogni tanto non sarebbe male...

                           LE SIGLE PIU' BELLE di A. Vanzelli e A. Chimenti

11 gennaio 2017

L'EPOPEA DEI DALTON BROTHERS




Il rock è un parco giochi popolato da bambinoni cresciuti poco e male, per fortuna direi. Alcuni continuano a divertirsi e a divertire, il trucco è riuscire a non prendersi sempre dannatamente sul serio. Esempi? I più attenti non hanno certo dimenticato i Foxboro Hot Tubs, che apparvero su Myspace nel 2007. Sulle prime li notarono in tre, poi pian piano qualcuno si accorse che qualcosa non tornava: la voce era troppo simile a quella di Billie Joe Armstrong e anche il sound aveva un che di familiare. E infatti altro non era che un side project dei Green Day, che si divertirono a cambiare registro, il tutto nel volgere di un solo long playing. Come sempre succede in questi casi, il progetto musicale - non associato al nome originale della band - ottenne poco successo, eppure resta fresco e frizzante, un garage rock godibile. Avevano forse bisogno di staccare dopo l'enorme successo di "American Idiot"? Erano canzoni non in linea col successivo "21th Century Breakdown"? Non lo so, e nemmeno mi interessa, ad ogni band, per ricaricare le pile, serve ogni tanto una boccata d'aria fresca.

                                QUELLA VOLTA CHE GLI U2... di A. Vanzelli

23 dicembre 2016

BUON NATALE!


Da quando ho riaperto il blog mi sento più vivo, come se una parte di me che dormiva nell'ombra fosse tornata a correre nel sole. Non avevo alcuna intenzione di tornare a scrivere, lo ammetto, sono stati gli amici a darmi di nuovo la spinta. E avevano ragione loro, perché il blog è davvero una bella avvventura, per me e Antonio Chimenti (l'autore della splendida caricatura qui sotto) e anche...