18 gennaio 2017

LE SIGLE TELEVISIVE CON CUI SIAMO CRESCIUTI




L'amore non sempre te lo scegli, a volte ti cade addosso, travolgendoti come valanga. L'amicizia no, quella te la scegli, sei conscio di chi vuoi al tuo fianco, sai che quella persona ci sarà ogni volta che hai bisogno di una spalla su cui piangere o di quattro risate spensierate. L'amicizia è Juventus-Roma in pizzeria, circondato da splendide cameriere e tavoli di sole donne, e fregarvene altamente, perché tanto voi avete in testa la musica e passate la serata a cercar di ricordare tutte le sigle televisive più belle. E non fraintendete, noi non cercavamo di ricordare tutte le sigle, ma solo quelle collegate a grandi canzoni. Tutta la sera un continuo scambio: "Oh, quella di Dribbling!" o "Ci siamo dimenticati Meteore!". Che bella l'amicizia... Certo, anche beccare una bella donna ogni tanto non sarebbe male...

                           LE SIGLE PIU' BELLE di A. Vanzelli e A. Chimenti

Ed ecco allora le dieci sigle più belle, quelle rimaste nell'immaginario collettivo e che appena uno le ascolta rimandano alla mente una certa trasmissione. Partiamo proprio da "Dribbling", il programma calcistico di Rai Due che da sempre è collegata ad un grandissimo pezzo dei Pink Floyd, "One of These Days" (tratta da "Meddle" del 1971). Gli autori di "Dribbling" ne estrapolarono un frammento, ma quel basso che picchia è inconfondibile.
Curiosità? Nel pezzo Gilmour e soci inserirono un estratto della sigla di "Doctor Who".


Quando ero piccolo, a casa avevamo una sola televisione e la sera si stava tutti insieme. Il lunedì poi, non c'erano storie, categoricamente Rai Uno, sempre su "Lunedì Cinema". Come dimenticare il volatile fartto di pellicola cinematografica e la voce inconfondibile di Lucio Dalla, che colorava le musiche degli Stadio? Per venti lunghi anni ha accompagnato gli italiani, ha resistito sino al 2002, prima di lasciare spazio alle solite noiosissime fiction. A risentirla mi vengono i lucciconi...


A volte basta un'idea semplice per mettere su un programma simpatico, come era "Matricole", programma di Simona Ventura andato in onda a cavallo del 2000. Come sigla fu scelta una canzone molto vecchia, non certo famosa, ma solare e che trasmetteva subito allegria: "Shout" dei The Isley Brothers (1959). Riascoltarla fa un bell'effetto.


E se vi dicessi "I Bellissimi di Rete 4"? No, non mi riferisco agli appetitosi seni di Emanuela Folliero (bellissimi appunto), ma ad una delle sigle più belle e conosciute, ovvero "If It Makes You Happy" di Sheryl Crow. Risalente al 1996, devo dire che non ha mai raggiunto il livello "mi ha rotto, cambiatela!": non stanca mai. Prima ancora c'era "The Best" di Tina Turner: no, molto meglio il rock della Crow.


Rimaniamo in zona "rigori a porta vuota". Cosa vi viene in mente se vi dico "Lucignolo"? Già, "Smoke on the Water" dei Deep Purple. Programma mai sopportato, con uno spessore culturale pari a quello di una cena tra uno scimpanzè e Barbara D'Urso. Spazio curiosità: la canzone è tratta da un episodio reale, quello che accadde a Montreux nel 1971 durante un concerto di Frank Zappa, quando uno spettatore lanciò un razzo che causò un incendio al casino. Da lì il "fumo sull'acqua" del lago di Ginevra appunto... Ahimè, devo però ammettere (a costo di ricevere scudisciate) che a differenza di "If It Makes You Happy", il riff di "Smoke on the Water" è talmente usurato da risultarmi irritante.


Tante trasmissioni sportive in questo articolo, forse perché siamo un paese di fissati col pallone, ovvio che poi certe canzoni restino. Come quella di "90° Minuto", condotto dall'indimenticato Paolo Valenti. La sigla era "Pancho", una canzone del lontano 1927 di Jan Stoeckart e poi campionata dal grande Frankie Hi NRG in "Rap Lamento". "Pancho" però non era una canzone di chissà quale livello qualitativo, molto più esile rispetto a "Stadium" di Oscar Prudente (ex leader dei Delirium di Ivano Fossati) e che da anni è la sigla de "La Domenica Sportiva". Leggenda narra che nacque in modo molto naif, reclutando al volo musicisti e impiegati che erano negli studi CGD al momento di registrarla. Altri tempi...


"The Man Who Sold the World" dei Nirvana, "The Sound of Silence" dei Disturbed, "Turn the Page" dei Metallica... Sono solo alcune delle cover più belle di sempre, e tra queste non può certo mancare "Live and Let Die" dei Guns N' Roses, rifacimento del comunque splendido originale di Paul McCartney con i Wings. Era la colonna sonora dell'omonimo film di James Bond del 1973, e in tempi recenti è stata scelta come sigla di "Matrix", il programma nato con Enrico Mentana su Canale 5. Stacco musicale imperioso, i miei complimenti a chi la scelse. No perché, diciamolo, c'è anche chi sceglie "Ancora" di Eduardo De Crescenzo, che come invito al suicidio è una mano santa.


Per chi come me negli Anni '90 era un ragazzino a cavallo dell'adolescenza, "Mai Dire Gol" era un appuntamento immancabile. Nico, Frengo, Tafazzi, Caccamo, Epifanio... e potrei andare avanti ancora a lungo: quanti ricordi! E indimenticabili restano anche le sigle degli Elio e le Storie Tese. Tra le tante perle, un gradino sopra le altre resta "Il Concetto di Banana" del 1995. Non so voi ma l'ho rivista dopo anni e mi sono messo a ridere da solo come un cretino. Quando esce Peppino Di Capri poi, morto...


Citata "Matricole", non poteva mancare anche "Meteore", due programmi che poi si sono fusi in un unico format. La portata delle due sigle, però, era molto differente. Perché "Shout", come detto, era un pezzo quasi misconosciuto e fu un'intuizione degli autori, mentre per "Meteore" si andò sul sicuro, ovvero "Starman" di David Bowie, un diamante senza tempo che non ha certo bisogno degli altisonanti aggettivi di un bloggerucolo come me...


E chiudiamo alla grande con un'accoppiata storica, quella tra "Stranamore" e "All You Need is Love" dei Beatles, esempio di come a volte basti poco a trovare la sigla perfetta. Il programma che lanciò Alberto Castagna fece scuola, e aprì la strada a tanti formati simili di lega inferiore. Ricordo bene mia madre e mia sorella rimanere incollate alla tv... Per loro come per tanti altri, la canzone dei Fab Four sarà sempre accomunata a "Stranamore". E' una delle magie della musica, quella di associare ogni momento della tua vita ad una canzone che ami...


Sicuramente ne avremo dimenticata qualcuna, è normale. Facciamo un gioco, diteci le vostre preferite e quelle che secondo voi mancano, e questo articolo ne uscirà certo arricchito...

8 commenti:

Hammer ha detto...

Premessa: standing ovation per questo articolo! CLAP CLAP CLAP!

Aggiungo "Baba O'Riley" come sigla di CSI NY e "Take the A Train" come sigla di Anicaflash.

Antonello Vanzelli ha detto...

Grazie mille Hammer, troppo buono!
Guarda, abbiamo volutamente evitato le sigle dei telefilm e delle serie tv, altrimenti figurarsi se non citavamo quel capolavoro degli Who... Invece quella di Anicaflash è un evergreen, ci sarebbe stata benissimo :-)

Hammer ha detto...

Me n'è venuta in mente un altra!

Baker Street di Gerry Rafferty come introduzione ai film in prima TV di Canale 5.

-Alma- ha detto...

Che belle sigle! Proprio qualche giorno fa ne stavo ricordando qualcuna come "Live and let die" o l'intramontabile "Smoke on the water" (tranquillo, niente scudisciate per te, se ti metti in malattia poi non scrivi :-P)

Non c'entra nulla con le sigle ma la settimana scorsa facendo zapping becco Amici di Maria De Filippi proprio nel momento in cui entra un ragazzo (roba di sfide, che ne so) e lo "stacchetto" del momento era nientemeno che "Sad but true" dei Metallica. Me sbigottita :-O

Mi unisco ai complimenti, c'è sempre originalità negli articoli, non sono mai scontati :-)

Antonello Vanzelli ha detto...

"Sad but true" ad Amici? Stiamo degenerando, anche se la cosa non può farmi che piacere. Del resto, ho visto una sontuosa versione di "Money" dei Pink Floyd fatta dai The Kolors nel programma di Bonolis, quindi magari le cose stanno un po' cambiando, o almeno me lo auguro... :-)

-Alma- ha detto...

Vista anch'io quell'esibizione (come avrai già capito aspettavo il Pelù che, tra l'altro, ha buttato giù lo studio) e devo dire che non mi è dispiaciuta, anzi. Ho pensato che magari tanti ragazzini sarebbero andati sul web a cercare la canzone originale :-)

Antonello Vanzelli ha detto...

Si si, ho visto l'esibizione di Pierotten, ha spaccato, ma tanto di cappello anche a Nek che ha rifatto i suoi amati Police alla grandissima e a Manuel Agnelli, autore di una cover dei Beatles al bacio. Peccato per Renga e la sua di cover, ormai è la brutta copia di quel che era, ma questa è un'altra storia...

-Alma- ha detto...

Vero, Nek e Manuel Agnelli sono piaciuti anche a me e aggiungerei anche un ottimo Morgan!