Visualizzazione post con etichetta Beatles. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Beatles. Mostra tutti i post

6 aprile 2017

L'ULTIMA FOTO DEI GRANDI DELLA MUSICA...



Il rock è sorriso e lacrima insieme, è sesso, è sudore, è una corda che vibra (sugli strumenti e nell'anima), è egomania e esaltazione, è sangue che scorre. Il rock è anche immagine, è Paul Simonon che spacca in due la sua chitarra-basso rimanendo nella storia grazie alla copertina di "London Calling", è Gilmour e McCartney che consegnano Abbey Road all'eternità. Qualche giorno fa, invece, mi è venuta la curiosità di trovare le ultime foto dei grandi artisti prima di passare a miglior vita. Non c'è musica in questo articolo, nessuna canzone, e anche di parole ce ne sono poche, perché a parlare devono essere le immagini. E queste sono come il rock, sorriso e lacrima insieme.

                                       ...PRIMA DEL SIPARIO di A. Vanzelli

18 gennaio 2017

LE SIGLE TELEVISIVE CON CUI SIAMO CRESCIUTI




L'amore non sempre te lo scegli, a volte ti cade addosso, travolgendoti come valanga. L'amicizia no, quella te la scegli, sei conscio di chi vuoi al tuo fianco, sai che quella persona ci sarà ogni volta che hai bisogno di una spalla su cui piangere o di quattro risate spensierate. L'amicizia è Juventus-Roma in pizzeria, circondato da splendide cameriere e tavoli di sole donne, e fregarvene altamente, perché tanto voi avete in testa la musica e passate la serata a cercar di ricordare tutte le sigle televisive più belle. E non fraintendete, noi non cercavamo di ricordare tutte le sigle, ma solo quelle collegate a grandi canzoni. Tutta la sera un continuo scambio: "Oh, quella di Dribbling!" o "Ci siamo dimenticati Meteore!". Che bella l'amicizia... Certo, anche beccare una bella donna ogni tanto non sarebbe male...

                           LE SIGLE PIU' BELLE di A. Vanzelli e A. Chimenti

19 dicembre 2016

10 IDEE REGALO A TINTE ROCK




Quando penso al Natale non sento più niente. Non ritrovo più quella magia, è come se lo spirito natalizio che avevo da bambino fosse sfumato, dolcemente, come un pezzo dei Pink Floyd. Oggi Natale è "Una Poltrona per due", è mio padre che borbotta ad ogni manicaretto di mia mamma (per poi lasciare il piatto talmente lucido che Nelsen piatti gli fa un baffo), è il rivedere persone che non vedi tutto l'anno per scelta e il dover annuire al loro ipocrita "Dai, dobbiamo organizzare qualcosa, ci sentiamo eh?", è un albero privo di regali, è un Capodanno in cui non sai mai che fare. Però poi pensi che adesso a Natale non lavori e puoi dormire a oltranza, adesso ti basta una serata a casa con gli amici per essere felice, pensi che "Una Poltrona per due" ti fa ridere sempre e comunque e che adesso puoi finalmente comprarti tutti i dischi che vuoi... e allora capisci che bastano i familiari, gli amici e la musica che desideri per dare al Natale i colori più belli.

                  METTI IL ROCK SOTTO L'ALBERO di A. Vanzelli - A. Chimenti

14 settembre 2016

I MESSAGGI SUBLIMINALI NELLA MUSICA




Qualche mattina fa ero in auto, in un traffico reso ancora più ruvido dalla pioggia. Poi su Virgin Radio è partita "Stairway to Heaven" dei Led Zeppelin e in un attimo è sparito il sonno, il traffic jam e le gocce che cadevano copiose. Ne ho respirato a pieni polmoni. +Ad un tratto, però, un passaggio mi ha fatto sgranare gli occhi: "'Cause you know sometimes words have two meanings" ovvero "Perché come sai, a volte le parole hanno due significati" e una lucina si è accesa.

                               VERSI NASCOSTI E SATANISTI di A. Vanzelli

28 luglio 2015

QUELLO CHE (FORSE) NON SAPEVI SUI PINK FLOYD




Gli hotel nell'immaginario del rock? Una fucina di aneddoti a luci rosse, piscine colme di ragazze vogliose e di sostanze di ogni tipologia, camere sfasciate, e piccole incredibili leggende metropolitane. Raramente i Pink Floyd hanno fatto parlare di se per questioni di questo tipo, anzi. Era il 1970 ed era appena uscito "Atom Heart Mother". Waters, Gilmour, Wright e Mason si trovavano a New Orleans per un concerto, quando la loro roba venne rubata. Tutta la strumentazione - dal valore di 40mila dollari, cifra enorme per l'epoca - sparì nel nulla. La polizia le provò tutte, ma di strumenti e amplificatori nemmeno l'ombra. Caddero tutti nello sconforto, il concerto non si sarebbe potuto tenere e qualcuno iniziò a pianificare il ritorno in Gran Bretagna. Poi sbucò una ragazza che lavorava nel loro hotel e disse: "Mio padre lavora nell'FBI, se volete io ci provo...". Che avevano da perdere? Waters e soci acconsentirono. Dopo poche ore tutta la strumentazione era tornata al proprio posto. Nessuna orgia, niente ragazze vogliose, una storia normale in una carriera che di normale non ha nulla, solo colori meravigliosi, quelli di un arcobaleno senza fine.

               TUTTI I COLORI DELL'ARCOBALENO PINK FLOYD di A. Vanzelli

16 luglio 2015

SEPARATI ALLA NASCITA




Da ragazzino la mia lettura preferita in spiaggia era Topolino: si, banale. Poi sono passato a Tex Willer e Dylan Dog. Mai amato le parole crociate, men che meno il Sudoku, la morte. Ora invece è una coltivazione intensiva di umani smartphonizzati, ormai nascono già con l'Iphone in mano. E visto che al mare la voglia di leggere è sempre meno (o confinata alle frasette concise di twitter, sia mai che il cervello inizi a funzionare...), ecco un articolo scacciapensieri sulle somiglianze nel mondo della musica, dello sport e dello spettacolo.
Iniziamo con una piuttosto curiosa: Ringo Starr dei Beatles e Yasser Arafat:

30 giugno 2015

TUTTE LE ABBEY ROAD PIU' BELLE




La banana di Andy Warhol. Il prisma d'arcobaleno dei Pink Floyd. Il neonato che nuota verso il dollaro dei Nirvana. Il basso dei Clash un attimo prima della morte. Non esistono, sono solo immagini fatte di nuvole e polvere. "Abbey Road" invece esiste, è una copertina vivente, respira ancora. E dire che nacque per caso: l'album si sarebbe dovuto intitolare "Everest" (dalla marca di sigarette fumate dal loro fonico) e la copertina - nelle idee di Paul McCartney - avrebbe dovuto raffigurare i Beatles all'ombra dell'imponente montagna. Ringo Starr però si oppose, non aveva alcuna voglia di andare dall'altra parte del mondo a scattare una foto. George e John erano l'ago della bilancia, ma non sapevano decidere da quale parte stare.
"Ma se non andiamo sull'Himalaya a scattarla, dimmi tu dove la facciamo...", chiese Paul.
E Ringo: "Usciamo in strada e intitoliamo l'album 'Abbey Road'". Il resto è storia.

                         ABBEY ROAD - BEATLES di A. Vanzelli e A. Chimenti

8 giugno 2015

LE CANZONI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE




Maria Grazia era di Avetrana, paese che non ha bisogno di presentazioni. Lei ed io abbiamo avuto una storia molto dolce tanti anni fa, ne conservo polaroid di gioia. Quando sorrideva il mio mondo si fermava, eppure il suo sguardo era velato da un alone di tristezza. L'intimità con lei era difficoltosa e col tempo riuscì ad aprirsi, spiegandomi il perché: era stata molestata da un suo zio appena ragazzina. Non lo sapeva nessuno, nemmeno i suoi genitori: se suo padre l'avesse scoperto, l'avrebbe ucciso di botte. Tra me e lei non funzionò, giravo per il mondo per lavoro e lei aveva bisogno di una persona vicino. Ci risentimmo l'ultima volta nel 2010, quando ero in Norvegia: mi disse di aver trovato quello giusto e le augurai tanta felicità. Non so se sia Avetrana ad essere un posto malato o sia solo una triste combinazione, ma mi piace immaginarla felice, con due marmocchietti che le corrono intorno con i suoi stessi occhi cielo, che spero finalmente si siano liberati di quell'alone di tristezza.

            CANZONI CONTRO GLI ABUSI SULLE DONNE di Antonello Vanzelli

25 maggio 2015

I 15 MIGLIORI MASH-UP DELLA RETE


Il mash-up è una tecnica nata addirittura negli Anni '50 e via via sviluppatasi negli ultimi decenni: consiste nell'unire due o più canzoni, spesso sovrapponendo la parte vocale di una alla traccia musicale dell'altra. Il primo che ascoltai fu "Boulevard of Broken Dreams" dei Green Day sovrapposta a "Wonderwall" degli Oasis, forse uno dei casi più noti. Ma la rete brulica di mash-up, lascio a voi decidere se piacevoli come li ho trovati io o meno.

                                 I MASH-UP PIU' BELLI di Antonello Vanzelli

11 maggio 2015

QUELLA VOLTA CHE GEORGE HARRISON...




Ho sempre avuto un debole per quelli che restano dietro le quinte anche se meriterebbero il centro del palco. George Harrison è stato uno di quelli, suonare al fianco di due fottutissimi geni come Paul McCartney e John Lennon gli ha tolto luce e carati. Lui, così schivo e introverso, costretto a giocare a pallone nella stessa squadra di Maradona e Platini. "Non deve esser stato facile per lui lavorare con due egomaniaci come me e Paul" ammise Lennon. Chi conosce la musica, però, sa che grandioso chitarrista fosse George Harrison, canzoni come "Something", "While My Guitar Gently Weeps" e "Here Comes The Sun" dicono più di tanti articoli come questo. Molti però non sanno che anche lui ha rischiato di finire proprio come John Lennon, assassinato da un folle...

                   ...VENNE AGGREDITO DA UN FOLLE di Antonello Vanzelli

8 aprile 2015

GROUPIES




Quando un uomo forma una band non lo fa per puro amore della musica, non lo fa nemmeno per i soldi o per la gloria: l'uomo pensa in primis alle ragazze. Su un palco anche Thom Yorke dei Radiohead ha il suo fascino (o quasi). Lo sa bene Anthony Kiedis, il carismatico frontman dei Red Hot Chili Peppers, da sempre abituato ad annegare nei piaceri più sopraffini della vita. Quella volta era a New Orleans. Il concerto è appena finito quando una ragazza attira la sua attenzione: bionda platino, le labbra rosse come mele mature e quel fascino irresistibile della lolita. Non perde tempo e ci prova, lei non aspettava altro. La porta nel backstage e si fa una doccia per rinfrescarsi. Esce ancora gocciolante e si trova davanti il più bel panorama del mondo: lei, tutta nuda e vogliosa. Lo fanno per terra, lo fanno per tutta la notte, con una passione insaziabile che brucia senza spegnersi mai. Lui le chiede di seguirlo nella prossima tappa della tournèe e lei accetta con entusiasmo. Una volta finito il concerto, però, lei lo prende da parte, gli deve dire qualcosa: "Mio padre è il capo della polizia di New Orleans. Secondo, l'intero stato della Louisiana mi sta cercando perché non sono tornata a casa. Ah si, ho solo quattordici anni..."

                                LE DONNE DEL ROCK di Antonello Vanzelli

30 marzo 2015

SESSO, DROGA E LEGGENDE METROPOLITANE




Avevo appena passato i 18, al liceo combattevo con i professori per uno sputacchiato 6 e Lady D aveva appena lasciato i suoi sogni in un tunnel. E come lei stava salutandoci anche Videomusic, per lasciar spazio prima a TMC2 e poi a MTV (due tristi surrogati), ed è lì che vidi "The Memory Remains", il nuovo video dei Metallica. Tinte scure e asfittiche, primi piani fuori fuoco, una giostra impazzita a far rotolare immagini e hard rock. Non certo i grandi Four Horsemen dei bei tempi - "ReLoad" è uno dei loro episodi minori - ma quella donna, la sua nenia ipnotica, i suoi capelli platino e gli occhi celeste lago riuscirono ad ammaliarmi. C'era un collegamento tra lei e la canzone, che parlava di una celebrità caduta nell'oblio e finita sul ciglio della pazzia? Si, ma lo scoprii solo dopo: Marianne Faithfull era stata una delle icone del rock, una delle più trasgressive e chiacchierate di sempre...

           LASCERESTE USCIRE VOSTRA FIGLIA CON UN ROLLING STONES? 
                                                     di Antonello Vanzelli

16 marzo 2015

QUANDO UN PRODUTTORE CAMBIA LA STORIA




Justin Timberlake ha sfondato nella musica, ha fatto centro al cinema, ha soldi a palate, fama e donne meravigliose. Eppure c'è un neo nel suo presente: nel 2011 ha comprato Myspace per 35milioni di dollari sperando di rilanciarlo, ma ha fallito miseramente. L'antesignano social network non ha retto all'esplosione di Facebook e Twitter e, nonostante un profondo restyling e la possibilità di creare una propria web radio, ormai cammina sul ciglio del baratro. Peccato, ho bellissimi ricordi a lui legati, avevo creato una mia pagina davvero sfiziosa, con musica rock di sottofondo, le copertine dei miei dischi preferiti e via dicendo. Insomma, il papà di questo blog. Mi feci nuove amicizie, ma anche qualche nemico. Come quella volta che scrissi un post piuttosto pesante sulla bacheca di Francesco Renga...

                 IN RICORDO DI CARLO UBALDO ROSSI di Antonello Vanzelli

5 marzo 2015

QUELLO CHE (FORSE) NON SAPEVI SULLE CANZONI CHE AMI




Roberta la conobbi al mare. Quella sera sulla litoranea di Taranto c'era mezza provincia: c'era chi giocava a pallavolo nella penombra della spiaggia, chi ci provava con la cameriera della frutteria - piccolina ma con un seno che ti sorrideva - e chi limonava appoggiato al muretto. Roberta aveva degli occhi chiari, limpidi, che ricordavano lo Jonio di settembre, quando il mare rimane immobile a guardare l'estate che se ne va. Non era la classica bellona, aveva qualche chilo in più, ma anche una simpatia strabordante di cui ti innamoravi subito. Una ragazza frizzante ma a modo, e che sapeva bene quello che voleva: una storia seria. Iniziammo a sentirci spesso, ma c'era qualcosa che non girava, un angolo che non riuscivo proprio a illuminare. Poi una domenica la chiamai, era appena tornata dal mare e nella voce risuonava prepotente la birra bevuta. Stordita dall'alcool, ammise di essersi divertita, anche troppo. Sul pedalò con gli amici la situazione era sfuggita di mano: avevano fatto un'orgia, e non era neppure la prima volta. Si era creata un'immagine fittizia pur di non perdermi, aveva capito che ero un bravo ragazzo e la vera Roberta non mi sarebbe mai interessata. La mollai in fretta, capendo che i suoi occhi non riflettevano lo splendido Jonio di settembre, ma solo quello fasullo e inquinato dagli scarichi dell'Ilva.

                          PICCOLO SPAZIO CURIOSITA' di Antonello Vanzelli

12 dicembre 2014

BRUTTE FIGURE





Vacanze natalizie di un'inverno già troppo lontano. Io, Antonio, Mino e una birra che ci sta aspettando. Varchiamo la soglia del "Piazza del Congo", il locale straripa di gente e di risate. D'un tratto ci troviamo davanti un viso conosciuto.
CiaoTerrycomestai?Beneevoi?Quantotempo,chebellovedervi e bla bla bla.
Al che, io ho la brillante idea di chiederle: "E Gildo?"
Ecco, lei e Gildo si erano lasciati mesi e mesi prima e io non ne sapevo un beneamato organo riproduttore maschile. Vedo il sorriso di Terry contrarsi in una smorfia indefinibile, che nemmeno Munch avrebbe saputo ritrarre, mentre una palla enorme di pelo rotola via, portandosi la mia boccaccia maledetta.
Ovviamente Antonio e Mino lo sapevano, ma gli amici a cosa servono, se non a riderci insieme quando fai una solenne figura emmè? Beh, anche a ricordartele vita natural durante, si...

                                           LE GAFFE IN MUSICA di Antonello Vanzelli

24 novembre 2014

LE COPERTINE CENSURATE DEL ROCK




Quando si parla di copertine, il maestro è l'amico Jen D. che sul suo blog (ve lo consiglio, raisedonmelodies.blogspot.com) ha scritto ottimi articoli sull'argomento, argomento che però è un universo in continua espansione e ricco di curiosità. Salite con noi sul rapido Mexicotears, ce ne sono delle belle.

            PROVOCATORIE, PROFETICHE, MALEDETTE di Antonello Vanzelli

Abbiamo parlato giusto qualche giorno fa dei Lynyrd Skynyrd e dell'incidente che ne tranciò la sfolgorante carriera. Cassie Gaines - vocalist del gruppo - se lo sentiva: quell'aereo era un trabiccolo e andava riparato. Niente da fare, non riusci' a convincere il resto del gruppo a viaggiare col bus insieme ai roadies. L'aereo si schiantò a Gillsburg e questa è la copertina di "Street Survivor", album uscito tre giorni prima dell'incidente. Titolo e copertina profetici. Fu ritirato dal mercato e uscì con una copertina differente (quella del collage in alto), ma a ripensarci un brivido corre lungo la schiena.


20 novembre 2014

QUELLO CHE (FORSE) NON SAPEVI SUI BEATLES




"Come si intitola il brano dei Beach Boys in cui appare Paul McCartney mentre sgranocchia una carota?"
Questa la domanda che lancia il conduttore di "Breakfast with the Beatles", fortunato programma che va in onda in quel di Los Angeles. Paul McCartney in una canzone dei Beach Boys, e per giunta mentre fa un assolo di... carota? Quesito quantomeno curioso, e nessuno dei partecipanti riesce a portarsi a casa i premi. Sino a quando non arriva la risposta corretta: "La canzone in cui appare Paul McCartney mentre mangia una carota è 'Vegetables' e compare in Smile, album del 1967."
"Risposta esatta", esclama con entusiasmo il deejay. "Complimenti, non era facile. Posso sapere come si chiama?"
"Il mio nome è Paul McCartney."
Si, era proprio Macca in persona, incredibile. Non oso immaginare l'emozione dello speaker e degli ascoltatori, che rimasero deliziati dal racconto di come nacque quello strano featuring insieme a Brian Wilson e soci. Prima di salutare, chiese di poter ascoltare "Here Today", che scrisse per John Lennon. Degna conclusione di un momento da ricordare.

                           BEATLES FIELDS FOREVER di Antonello Vanzelli

10 novembre 2014

LE CANZONI SUI MURI




Tra me e Azzurra ci fu un breve flirt un'estate di tanti anni fa. Più piccola di me, mi faceva il filo, ma la vedevo troppo giovane. O forse non ebbi il coraggio per accettare la sua corte, rimbambito com'ero. Passammo un bellissimo Ferragosto a casa di un caro amico, era la serata giusta, ma non trovai il momento. Un idiota.
L'estate finì senza sviluppi, e con molti rimpianti. Ripresi il treno verso l'università, mandandole un sms e dicendole che avrei voluto sentirla e vederla appena tornato. Lei mi disse: "Ma allora sei cretino!?"
Seppi qualche giorno dopo che si era messa con un altro e quel "Ma allora sei cretino!?" è ancora scritto a chiare lettere sul muro del mio cuore. O forse del mio orgoglio.

                                  CANZONI E MURALES di Antonello Vanzelli 

Sono andato a scandagliare gugol alla ricerca delle frasi più rappresentative delle canzoni, quelle condivise non sui social, ma sulle mura delle nostre città. E non potevo non cominciare da Fabrizio De Andrè e da un album che mi ha fatto compagnia per anni. "Storia di un impiegato" conteneva si la meravigliosa "Verranno a chiederti del nostro amore", ma anche la strepitosa "Il Bombarolo". Onore a chi ha ripescato questa perla.


27 ottobre 2014

LE COPERTINE PIU' BRUTTE DEL ROCK





La copertina di "The Endless River", il prossimo disco dei Pink Floyd (in uscita il 10 novembre) ha spaccato critica e pubblico. Molti fan l'hanno apprezzata da subito, altri hanno storto la bocca, reputandola modesta e già vista. La mia idea? E' una cover suggestiva, ma sono lontani i fasti di Storm Thorgerson e delle sue visioni surreali che bucavano la pupilla. Il brutto però è altrove e la storia del rock brulica di copertine davvero trascurabili, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

                                  COVER FUORI FUOCO di Antonello Vanzelli

20 ottobre 2014

DA ARNOLD LAYNE A LOUDER THAN WORDS





Poche note, poche note ancora e la canzone che ami terminerà. E poi invece le corde di chitarra vibrano ancora, per un assolo splendido e inaspettato, come quello che arriverà il prossimo 10 novembre. Sto parlando del nuovo lavoro dei Pink Floyd "The Endless River", un disco inatteso, visti i decennali dissapori tra i cuori pulsanti della band, David Gilmour e Roger Waters.
Mai mi sarei aspettato nuovo materiale dopo la scomparsa di Rick Wright e forse per questo è ancor più emozionante risentire per radio un loro inedito, il primo singolo "Louder than words". La sto riascoltando adesso, regalandomi la calda voce di David Gilmour, quel retrogusto alla "Confortably Numb" e quel suono avvolgente che ti riporta nei colori del prisma di "Dark Side of the Moon", passare tra i riflessi di un diamante pazzo sino a scavalcare "The Wall", e ritrovarti a Pompei e poi agli Abbey Road, dove tutto cominciò.

              UN NUOVO COLORE DELL'ARCOBALENO di Antonello Vanzelli