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15 giugno 2015

LE COPERTINE EROTICHE




Siamo inondati di musica, tsunami di artisti e di nuove proposte ogni giorno che Dio manda in terra. Con l'avvento degli mp3, però, la copertina sta via via perdendo il peso fondamentale che aveva un tempo, quando riusciva ad ammaliarti, a carezzare la mia e tua curiosità. Non tutti però puntavano sulla semplicità, come la mucca dei Pink Floyd di cui abbiamo parlato poco tempo fa qui. Erano in tanti a spingere sull'erotismo, soprattutto in tempi di scarso liberismo sessuale e di censura. Andiamo quindi a vedere le copertine erotiche rimaste nell'immaginario collettivo:

I Roxy Music, tanta grandissima musica ma anche profonda attenzione all'artwork dei propri lavori. Spesso puntavano sul fascino femminile, declinato in chiave trasgressiva (come per "For Your Pleasure", in cui curiosamente compare una giovanissima - e irriconoscibile - Amanda Lear) o fantasy (la strepitosa Jerry Hall di "Sirens"). A volte si spingevano oltre, del resto nel 1974 mettere due modelle seminude in copertina - quella di "Country Life" - era un azzardo non da poco. Nonostante le tenaglie della censura (che rimossero completamente le due affascinanti donzelle Constanze Karoli e Eveline Grunwald), questa copertina è rimasta come una delle più famose e intriganti di sempre.


8 aprile 2015

GROUPIES




Quando un uomo forma una band non lo fa per puro amore della musica, non lo fa nemmeno per i soldi o per la gloria: l'uomo pensa in primis alle ragazze. Su un palco anche Thom Yorke dei Radiohead ha il suo fascino (o quasi). Lo sa bene Anthony Kiedis, il carismatico frontman dei Red Hot Chili Peppers, da sempre abituato ad annegare nei piaceri più sopraffini della vita. Quella volta era a New Orleans. Il concerto è appena finito quando una ragazza attira la sua attenzione: bionda platino, le labbra rosse come mele mature e quel fascino irresistibile della lolita. Non perde tempo e ci prova, lei non aspettava altro. La porta nel backstage e si fa una doccia per rinfrescarsi. Esce ancora gocciolante e si trova davanti il più bel panorama del mondo: lei, tutta nuda e vogliosa. Lo fanno per terra, lo fanno per tutta la notte, con una passione insaziabile che brucia senza spegnersi mai. Lui le chiede di seguirlo nella prossima tappa della tournèe e lei accetta con entusiasmo. Una volta finito il concerto, però, lei lo prende da parte, gli deve dire qualcosa: "Mio padre è il capo della polizia di New Orleans. Secondo, l'intero stato della Louisiana mi sta cercando perché non sono tornata a casa. Ah si, ho solo quattordici anni..."

                                LE DONNE DEL ROCK di Antonello Vanzelli

30 marzo 2015

SESSO, DROGA E LEGGENDE METROPOLITANE




Avevo appena passato i 18, al liceo combattevo con i professori per uno sputacchiato 6 e Lady D aveva appena lasciato i suoi sogni in un tunnel. E come lei stava salutandoci anche Videomusic, per lasciar spazio prima a TMC2 e poi a MTV (due tristi surrogati), ed è lì che vidi "The Memory Remains", il nuovo video dei Metallica. Tinte scure e asfittiche, primi piani fuori fuoco, una giostra impazzita a far rotolare immagini e hard rock. Non certo i grandi Four Horsemen dei bei tempi - "ReLoad" è uno dei loro episodi minori - ma quella donna, la sua nenia ipnotica, i suoi capelli platino e gli occhi celeste lago riuscirono ad ammaliarmi. C'era un collegamento tra lei e la canzone, che parlava di una celebrità caduta nell'oblio e finita sul ciglio della pazzia? Si, ma lo scoprii solo dopo: Marianne Faithfull era stata una delle icone del rock, una delle più trasgressive e chiacchierate di sempre...

           LASCERESTE USCIRE VOSTRA FIGLIA CON UN ROLLING STONES? 
                                                     di Antonello Vanzelli

19 settembre 2014

EROINA, COMPLOTTISTI E GIOCHI EROTICI





L'avevo sognata sin da quando ero piccolo, l'avevo desiderata nei lunghi pomeriggi adolescenziali (quelli in cui a farti compagnia c'era solo Postalmarket), l'avevo rincorsa negli anni, lei più grande e bella come Ursula Andress quando esce dalle acque di uno 007 ormai troppo lontano.
Luigi mi diceva, un po' acido e con l'aria di chi la sa lunga, "Guarda che quella è meglio se la lasci perdere, vai a farti male", ma a certi desideri non puoi resistere, devi annegarci dentro. Valeria accettò di uscire con me dopo mille proposte, quando avevo venticinque anni, e al solo pensiero vibravo di piacere. Lavai l'auto, tirai fuori la camicia nuova e il dopobarba delle grandi occasioni. Tappetini nuovi, arbre magique, deodorante appena preso che fa molto chic... No, non era così, ma ci andava vicino. Arrivai puntuale, non volevo sembrare lo sfigatello arrapato che venti minuti prima è già sotto casa sua (ma lo ero). Lei uscì in un abitino rosso, con un filo d'oro al collo e un tacco 12 da togliere il fiato: non sapevo dove guardare...
La portai a cena sul lungomare. Arrivati al dessert si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò "Ho voglia di te" e il tiramisù mi andò di traverso. Fu molto bello farlo di fronte al mare, io avevo gli occhi a cuoricino come Gigi la Trottola quando guardava Annina. Non durò molto.

         LE LEGGENDE METROPOLITANE DELLA MUSICA di Antonello Vanzelli

23 maggio 2014

SESSO E CANZONI





I miei colleghi non sfigurerebbero in un libro di Bukowski.
C'era quello che camminava nel corridoio dell'albergo in accappatoio per provarci con le cameriere e le donne delle pulizie. A 70 anni.
C'era quello che, nei paesi arabi, abbordava le donne su skype. Organizzava appuntamenti al buio, nascondendosi poi dietro l'angolo per sbirciare se fossero gnocche o rospi. Erano più le volte che scappava come un ladro.
C'era il sesso-dipendente. Rimase due giorni a Dubai per rinnovare il visto e non alzò le terga dal materasso, godendosi una nera, una russa e una cinese, previa lauta ricompensa.
C'era il ragazzino che si bruciò lo stipendio in prostitute e quando tornò a casa, non aveva i soldi per pagare le tasse. E c'era quell'altro sbarbato che se ne tornò in Italia carico di pasticche blu della felicità e fu fermato in aeroporto: pensò bene di raccontare l'aneddoto ad un pranzo di lavoro con fornitore e cliente (attoniti), quasi fosse una medaglia al valore.
E come dimenticare quello che guadagnava 8mila euro al mese e faceva la fame perchè abituato alla bella vita?
Si lamentava di non riuscire a mantenere figli, X5, i migliori ristoranti e l'amante, e io abbozzavo. Ovviamente all'estero anche lui apriva il portafoglio per non farsi mancare la migliore cinesina sulla piazza. Bukowski lo avrebbe preso a bastonate sul coccige. 

                                   QUANDO IL ROCK FLIRTA CON L'EROTISMO

16 maggio 2014

LE 25 COPERTINE PIU' TRASH DELLA MUSICA




La banana warholiana e il neonato che nuota verso il dollaro nella piscina nirvanica.
Le strisce pedonali di Abbey Road e il crocifisso distruttivo dei Guns.
Il prisma che sprigiona colori e l'uomo in fiamme dei Pink Floyd.
Gli Who che si chiudono la patta dopo essersi liberati la vescica.
Le due invitanti giovinette in deshabillè dei Roxy Music.
Le mani al cielo de "Il mio canto libero" e Mina e Celentano in versione Walt Disney.
L'uomo impaurito dei King Crimson e il bambino incazzato di Bono e soci.
La bambina triste con i fiori in mano nel testamento sonoro di Faber.
Paul Simonon che spacca il basso su "London Calling".

Quante volte abbiamo comprato un album solo perchè ammaliati dalla sua copertina? E quante volte queste sono entrate nell'immaginario collettivo, al punto da diventare arredamento, magliette, tatuaggi... Insomma, vita?
Peccato che a volte si esageri, lasciando spazio al kitsch più esasperato. Non ci credete? Date un'occhiata, c'è roba da far hpponare la pelle. Ecco a voi la classifica delle 25 copertine più trash di sempre:

25° POSTO:
24° POSTO: Chi non ha mai voluto ascoltare le "Canzoni per cani omosessuali"?

23 dicembre 2013

BUON NATALE




Natale era la canzone della Coca Cola, le scuole chiuse e i regali sotto l'albero. Era la pasta al forno di nonna, la tombolata coi parenti e il nonno che ti sgancia furtivamente la 50mila. Era la poesia da recitare in piedi sulla sedia. Ora Natale non è più niente. Si cresce e diventa un giorno come un altro.
Per un'ultima volta, però, voglio tornare in piedi sulla sedia. Voglio infatti ringraziare chi ha seguito questo blog, chi ha scritto e chi ha avuto la pazienza di leggerci, chi ci ha criticato e chi invece ci ha fatto una carezza. Si dice che a fine anno si debbano tirare le somme. Beh, stiamo per tagliare il traguardo delle 60mila visite, un risultato insperato quando io e Antonio Chimenti abbiamo iniziato, quindi non possiamo che abbracciarvi uno ad uno e augurarvi un felice Natale e un ancor più felice 2014.
Si, il Natale non è più quello di una volta. Però la pasta al forno di nonna c'è sempre, e anche il nonno che furtivamente ti sgancia la 50euro. Se poi arrivano gli AC/DC a farci gli auguri, come si fa a non farsi prendere dallo spirito del Natale?