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14 marzo 2017

I GRANDI ALBUM DEL 1997 - PART II



Quante hit immortali in quel 1997. Non entro nel merito della qualità, solo della canzoni che sono rimaste nell'immaginario collettivo. "I'll be missing you" di Puff Daddy e Faith Evans fu il singolo più venduto dell'anno, ma come dimenticare pezzi come "Around the World" dei Daft Punk (testo profondissimo, va detto), l'uragano rock di Anouk con la sua "Nobody's Wife" e l'allegra "Tubthumping" dei Chumbawamba, il ruffianissimo singolo di Elton John in ricordo di Lady Diana e i tormentoni esagerati di Max Pezzali e del suo "La Dura Legge del Gol". Era la golden age della dance, oltre a "Come into my Life" di Gala (che continua a piacermi la matti), come dimenticare "Bailando" dei Paradisio o "Stay" di Sash feat. La trec. E poi le parabole descritte da Backstreet Boys e Spice Girls, che ai tempi tutti consideravano di serie b e ora sono stati giustamente sdoganati. Nulla che secondo me meriti di entrare nei 20 dischi dell'anno, ma tutta roba che ricordo con affetto. Che cosa fa la nostalgia...

             I DISCHI CHE COMPIONO 20 ANNI - SECONDA PARTE di A. Vanzelli

20 luglio 2015

"EDO RINNEGATO" - EDOARDO BENNATO




Quel giorno la sveglia suonò che i galli erano ancora nella fase R.E.M.. Il cielo iniziava a stiracchiarsi nel suo letto di nuvole minacciose, mostrando i denti dell'inverno. Niente scuola, stavamo andando in montagna, che per uno che viene da Taranto vuol dire emigrare: la meta erano i monti lucani. C'erano anche gli zii e i cugini. Ricordo distintamente la BMW di mio zio Giuseppe che si conteneva, per non seminare la nostra malandata Ritmo. Flashback sparsi: mio cugino Nico che vomitò sangue (poi si capì che era una caramella gommosa alla fragola annegata nel caffèllatte); sciammo e facemmo la battaglia a pallate di neve, con una colpimmo la macchina della Polizia che non aveva di meglio da fare che venire a spaccar le balle a dei bambini che si divertivano. E poi ricordo la musica di quel viaggio: i Sanremo di Baudo, Gianni Togni, le canzonette Anni '60. Musica ingenua, alla fine papà mi ascoltò: mise su Edoardo Bennato e il viaggio cambiò.

                                   RECENSIONI FUORITEMPO di A. Vanzelli

3 luglio 2015

NOMADI & OMNIA SYMPHONY ORCHESTRA LIVE 2007




Scusa Luciana, se non ho avuto la pazienza di aspettarti.
Scusami Mina, se non mi sono comportato da uomo. Mi piacevi molto, ma non ero pronto.
Scusami Aileen, per non avere avuto il coraggio di crederci.
Scusami Azzurra, ero ancora un bambino.
Scusami Diana, dicevo di amarti e non era vero.
Scusa Stefania, per non aver preso quel treno.
Scusami Rosa, se non ci fosse stata la differenza d'età, allora... Forse...

                                          OCCASIONI PERSE di A. Vanzelli

10 giugno 2015

2020 SPEEDBALL - TIMORIA




Sarà stato il 1996, o forse era il '97. Non ero bravo a scuola, non ero abile nello sport ed ero bruttino, di quel bruttino che le ragazze sanno a malapena che esisti. Ma c'era la musica, c'erano i vinili dei miei di Battisti e di Mina, c'erano i Dire Straits e il beat italiano, c'erano i cantautori e le cassettine copiate dagli amici, quegli stessi amici che suonavano i Timoria. Non sapevo neppure chi fossero. Sarà stato il 1996, o forse... Già, poco importa. Angelo Pio, Frank ed io a casa di Giovanni e una chitarra: partì "Sangue Impazzito" e pensai "Porco Giuda, che musica!". Non rimpiango l'adolescenza, sono molto più sereno oggi, ma quei momenti mi mancano, attimi in cui la musica c'era e non scappava via su nuvole che non pioveranno mai. Quelle canzoni rimanevano ad abbracciarti e nonostante siano passati vent'anni, quando vuoi sono ancora lì, un angolo di cielo, un blu infinito come il cuore di una rosa bianca, un blu che porta ad Europa 3.

                               RECENSIONI FUORI DAL TEMPO di A. Vanzelli

30 aprile 2015

RACCOLTI - MODENA CITY RAMBLERS




Ho un debole per chi si ferma a giocare con ogni randagio che incontra, per chi usa la vibrazione sul cellulare (si, esiste), per chi ai concerti continua ad alzare al cielo l'accendino.
Ho un debole per le donne che arrossiscono, per quelle che fanno il tiramisù e le polpette, per quelle che "Mi piace l'uomo con un po' di pancetta", per quelle che il bicchiere lo vedono sempre mezzo pieno e se lo bevono d'un fiato.
Ho un debole per gli uomini che ancora regalano dischi, per quelli che "Oh quanto tempo...Come stai? Dai, allora ci si vede!" e poi ti chiamano sul serio, per quelli che sono più pettegole di una comare di paese.
Ho un debole per chi aiuta un anziano, per chi torna nei posti in cui è cresciuto e si commuove, per chi ogni tanto va in garage a togliere la polvere dai giochi della sua infanzia. E si, ho un debole per quegli album che profumano di pane appena sfornato. Come "Raccolti" dei Modena City Ramblers.

                               RECENSIONI FUORI DAL TEMPO di A. Vanzelli

23 marzo 2015

IL RE DELLE TRE - FILIPPO MALATESTA




Alcuni film li guardi e riguardi, anticipi i dialoghi, aspetti le battute che conosci e non ti stancano mai. Un disco che ami è come uno di quei film, e ti perdi nei suoi personaggi, nella sua fotografia, nelle sottotrame della sceneggiatura musicale, nei riflessi accecanti di ogni parola e di ogni ritornello. "Il Re delle Tre" di Filippo Malatesta è un film che non in molti hanno visto, e avresti voglia di condividerlo, di dire a tutti che è splendido, che ti farà ridere, emozionare, commuovere.
E' un cyborg che libera una colomba bianca al cielo, è una casa volante trainata da palloncini che arriva alle Cascate Paradiso, è un triello in un vecchio cimitero e una Delorean che viaggia a 88miglia orarie regalandoti ricordi di un passato che è ancora presente e sai che ti accompagnerà nel futuro ogni volta che vorrai.

                                          PROMESSE di Antonello Vanzelli

20 gennaio 2015

BLACKBIRD FLY AWAY




Prendete una strada, una strada tra le città di Detroit e Grosse Pointe, in Michigan. Prendete un ponte, non un ponte qualsiasi, ma quello che ancora oggi vive nei ricordi di infanzia di Mark Tremonti. E infine aggiungeteci il richiamo del rock, quello che sale dal di dentro e brucia, pulsando sempre più forte. Miscelate bene il tutto con la straordinaria voce di Myles Kennedy, il basso di Brian Marshall e le bacchette di Scott Philips. Scommetto che già avete indovinato di chi stiamo parlando... Sì, proprio loro: gli Alter Bridge.

                         "BLACKBIRD" - ALTER BRIDGE di Carmen Schettino

2 dicembre 2014

STUDENTESSI VS L'ALBUM BIANGO



La prima comitiva del paese aveva degli equilibri tutti suoi. C'era quello navigato, che con l'altro sesso ci sapeva fare e che al Nord era stato in un night club. Io non sapevo nemmeno com'era fatto un night club.
C'era poi l'amico paciarotto, buono ma silenzioso, e quello che parlava solo di calcio, ficcandoci Del Piero anche se si discuteva della crisi in Medioriente. C'era il barzellettiere e il timido, che però quando parlava erano sciabolate. C'era anche il brutto butterato che tornava a casa prima perché su Telecapri davano i porno e il pallonaro, che millantava storie di passione con forestiere: peccato che nella realtà si chiamassero tutte Federica.
Ecco, gli Elio e le Storie Tese sarebbero quegli amici che nella compagnia vorremmo ci fossero sempre, perché con loro la serata svolta e se sai che non escono, stai a casa anche tu. E quando è uscito "L'album Biango" ho ritrovato amici che non vedevo da tempo.

       ELIO E LE STORIE TESE - RECENSIONI FUORITEMPO di Antonello Vanzelli

17 novembre 2014

LE 10 COVER PIU' BELLE




Nel giardino del rock sono spuntati fiori tutti troppo simili tra loro negli ultimi anni. C'è stato il boom - a cavallo dei millenni - dei greatest hits, ortiche spesso buone solo per rimpolpare le casse delle etichette discografiche. E c'è stato anche il momento degli album di cover (ovvero di reinterpretazioni di un brano musicale), che raramente hanno regalato tulipani, e più frequentemente margherite appassite. Si, perché spesso hanno malamente celato la mancanza di creatività di alcuni artisti, che hanno regalato cover fin troppo simili all'originale (per non dire sciatte), e solo talvolta sono arrivate rivisitazioni davvero meritevoli. A volte una cover nasconde un sincero omaggio ad un artista amato, e anche questo articolo vuole essere un omaggio alle cover che ci hanno emozionato di più.

                                                    COVER TO DISCOVER

31 ottobre 2014

THROUGH MY WORDS




Sono passati quindici anni e sembra ieri. Era l'ottobre del 1999 e i Dream Theater diedero alla luce un album che ha rappresentato una delle più belle espressioni di progressive metal di tutti i tempi, se non la più bella, un lavoro che sfiora la perfezione. Forse esagero - colpa del tanto amore che provo per questa band - ma "Metropolis Pt. II: Scenes from a Memory" (il loro quinto disco di studio) regala quasi 80 minuti di panorami musicali da lasciar senza fiato, tra tecnicismi esasperati e ballate incantevoli senza tempo.

           METROPOLIS PT.2: SCENES FROM A MEMORY - DREAM THEATER 
                                                  di Antonio Chimenti

2 luglio 2014

CANZONI PER VOLARE SENZA VENTO





La mia attività principale all'università non era studiare. Non era nemmeno giocare alla playstation a PES (anche se ci andava vicino...) o rincorrere la donzelletta di turno: era cercare cd e fumetti rari con cui sovvenzionare i miei sfizi. In quel periodo stavo con una ragazza siciliana. Solo che io ero in Basilicata e lei a Catania, 10 ore di treno, con cambio a Salerno: un viaggio della speranza. E, soprattutto, il biglietto costava uno sproposito.
Così, oltre al volantinaggio, giravo di negozietto musicale in fumetteria, cercando il colpaccio da piazzare su ebay. Puntavo in particolar modo i singoli e le compilation, cd che spesso erano tirati in un numero tot di copie e mai più ristampati.
Feci un bel pò di soldini con alcune compilation di Rock Targato Italia pagate 5 euro e rivendute a cinque volte tanto, solo per la presenza di Ligabue, perchè il resto era inascoltabile. E 5 euro pagai "Asfalto - Musica dalla strada", compilation che mi fece impazzire sin dal primo ascolto. Poi però la prospettiva cambiò: mi offrirono 35 euro. Era introvabile e molto appetita, visto il carnet di artisti in tracklist. Ci pensai su tre giorni e poi cedetti.

                                    ASFALTO - MUSICA DALLA STRADA