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26 giugno 2014

I CD PIU' RARI





Quando parlo con i ventenni di oggi mi sembra di appartenere ad un'epoca lontanissima, un periodo storico morto e già mangiato dai vermi. "Comprare i cd? Non sono mica cretino!", è la risposta più comune. E questo vale anche quando gli spieghi che al Libraccio a Milano i cd usati (a volte persino sigillati) li vendono a 2 euro. Si, solo 2 euro, ma non vogliono spendere neppure quelli. Le nuove generazioni non hanno il concetto del supporto fisico, si cibano di mp3, di video iutubiani, di spotifai e via dicendo. A me il cd continua ad appassionare, quando passo dal Libraccio m'illumino, al pensiero di scovare questo o quel cd ormai fuori produzione. E francamente m'importa poco se c'è qualche graffio, un cd è come un buon libro, la cultura più è vissuta più regala vita.

                                            I GIOIELLI DI CASA EBAY

12 febbraio 2014

CD RARI VS EMOZIONI





Ci sono canzoni che ti ricordano il banco del liceo. Altre la Smemoranda.
Altre ancora la Fiat Uno del tuo amico insozzata di briciole e pacchetti vuoti di Marlboro.
E' quella ricciolina a cui l'avevi dedicata, mentre lei di nascosto si faceva un altro.
O il compagno cazzone di università che non sai che fine abbia fatto eppure continui a volergli bene.
Una canzone è tuo padre che ti dice: "Ascolta questi, ti piaceranno."
E' Pang e Pacman. E' un fiordifragola, altre è l'odore pungente di cloro della piscina comunale. E' una partita a pallone per strada e tua madre che urla "E' pronto!".
Sono le lacrime quando ti ha mollato senza spiegazione. Sono le lacrime quando la rivedi per caso dopo dieci anni.
Una canzone è un preservativo che si rompe, le figurine Panini e il walkman impolverato. E' quella stronza della prof di italiano che ti interroga quando non hai aperto libro. E' una Pasquetta a mare con gli amici e una chitarra.
Ogni canzone è un lampo personale di vita, e per quelli shazam non può farci nulla. Basta prendersi un pò di tempo e non permettere al presente di cancellare quanto c'è che ancora profuma di buono nel nostro passato.

                                           MUSICA E COLLEZIONISMO

7 gennaio 2014

I CD PIU RARI





Il cd è un vecchio moribondo col fegato spappolato. Se ne vendono sempre di meno, soffocati dal download selvaggio, legale o illegale che sia, da Spotify e dal tubo. Non c'è più la cultura del comprare e goderselo, quasi fosse un onanistico atto d'amor proprio. Il concerto rimane un'avventura collettiva da ricordare, è ancora un'emozione rara. Il cd no, comprarli è sempre più considerato un gesto stupido, " tanto lo scarico in pochi minuti con Fastweb, perchè sprecare soldi?".
Non voglio addentrarmi nei meandri della crisi e dei tagli alle spese superflue, ma io continuo ad amare l'originale. Negli anni, la mia passione per il collezionismo e quella per il cd originale si sono fuse in un curioso amplesso. Sì perchè molti ignorano il frizzante mercato che esiste riguardo i cd, edizioni limitate, box o singoli che siano.
Dieci anni fa mi aggiravo poco convinto tra gli scaffali colmi di cd dell'Ipercoop di Taranto. Non cercavo nulla di particolare, cazzeggiavo mentre mia madre decideva tra Barilla e Divella o se prendere plumcake o nastrine. L'occhio mi cadde su "Giro d'Italia" di Luciano Ligabue, il live acustico nei teatri. Mi ci fiondai, era l'introvabile edizione limitata in tre cd, quella normale ne ha solo due. Costava la bellezza di 30euro, ma capii subito che non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione, sarebbe diventata preda ambita dei collezionisti. E cosi fu.

                                          MUSICA E COLLEZIONISMO