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30 marzo 2015
SESSO, DROGA E LEGGENDE METROPOLITANE
Avevo appena passato i 18, al liceo combattevo con i professori per uno sputacchiato 6 e Lady D aveva appena lasciato i suoi sogni in un tunnel. E come lei stava salutandoci anche Videomusic, per lasciar spazio prima a TMC2 e poi a MTV (due tristi surrogati), ed è lì che vidi "The Memory Remains", il nuovo video dei Metallica. Tinte scure e asfittiche, primi piani fuori fuoco, una giostra impazzita a far rotolare immagini e hard rock. Non certo i grandi Four Horsemen dei bei tempi - "ReLoad" è uno dei loro episodi minori - ma quella donna, la sua nenia ipnotica, i suoi capelli platino e gli occhi celeste lago riuscirono ad ammaliarmi. C'era un collegamento tra lei e la canzone, che parlava di una celebrità caduta nell'oblio e finita sul ciglio della pazzia? Si, ma lo scoprii solo dopo: Marianne Faithfull era stata una delle icone del rock, una delle più trasgressive e chiacchierate di sempre...
LASCERESTE USCIRE VOSTRA FIGLIA CON UN ROLLING STONES?
di Antonello Vanzelli
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10 novembre 2014
LE CANZONI SUI MURI
Tra me e Azzurra ci fu un breve flirt un'estate di tanti anni fa. Più piccola di me, mi faceva il filo, ma la vedevo troppo giovane. O forse non ebbi il coraggio per accettare la sua corte, rimbambito com'ero. Passammo un bellissimo Ferragosto a casa di un caro amico, era la serata giusta, ma non trovai il momento. Un idiota.
L'estate finì senza sviluppi, e con molti rimpianti. Ripresi il treno verso l'università, mandandole un sms e dicendole che avrei voluto sentirla e vederla appena tornato. Lei mi disse: "Ma allora sei cretino!?"
Seppi qualche giorno dopo che si era messa con un altro e quel "Ma allora sei cretino!?" è ancora scritto a chiare lettere sul muro del mio cuore. O forse del mio orgoglio.
CANZONI E MURALES di Antonello Vanzelli
Sono andato a scandagliare gugol alla ricerca delle frasi più rappresentative delle canzoni, quelle condivise non sui social, ma sulle mura delle nostre città. E non potevo non cominciare da Fabrizio De Andrè e da un album che mi ha fatto compagnia per anni. "Storia di un impiegato" conteneva si la meravigliosa "Verranno a chiederti del nostro amore", ma anche la strepitosa "Il Bombarolo". Onore a chi ha ripescato questa perla.
19 settembre 2014
EROINA, COMPLOTTISTI E GIOCHI EROTICI
L'avevo sognata sin da quando ero piccolo, l'avevo desiderata nei lunghi pomeriggi adolescenziali (quelli in cui a farti compagnia c'era solo Postalmarket), l'avevo rincorsa negli anni, lei più grande e bella come Ursula Andress quando esce dalle acque di uno 007 ormai troppo lontano.
Luigi mi diceva, un po' acido e con l'aria di chi la sa lunga, "Guarda che quella è meglio se la lasci perdere, vai a farti male", ma a certi desideri non puoi resistere, devi annegarci dentro. Valeria accettò di uscire con me dopo mille proposte, quando avevo venticinque anni, e al solo pensiero vibravo di piacere. Lavai l'auto, tirai fuori la camicia nuova e il dopobarba delle grandi occasioni. Tappetini nuovi, arbre magique, deodorante appena preso che fa molto chic... No, non era così, ma ci andava vicino. Arrivai puntuale, non volevo sembrare lo sfigatello arrapato che venti minuti prima è già sotto casa sua (ma lo ero). Lei uscì in un abitino rosso, con un filo d'oro al collo e un tacco 12 da togliere il fiato: non sapevo dove guardare...
La portai a cena sul lungomare. Arrivati al dessert si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò "Ho voglia di te" e il tiramisù mi andò di traverso. Fu molto bello farlo di fronte al mare, io avevo gli occhi a cuoricino come Gigi la Trottola quando guardava Annina. Non durò molto.
LE LEGGENDE METROPOLITANE DELLA MUSICA di Antonello Vanzelli
23 maggio 2014
SESSO E CANZONI
I miei colleghi non sfigurerebbero in un libro di Bukowski.
C'era quello che camminava nel corridoio dell'albergo in accappatoio per provarci con le cameriere e le donne delle pulizie. A 70 anni.
C'era quello che, nei paesi arabi, abbordava le donne su skype. Organizzava appuntamenti al buio, nascondendosi poi dietro l'angolo per sbirciare se fossero gnocche o rospi. Erano più le volte che scappava come un ladro.
C'era il sesso-dipendente. Rimase due giorni a Dubai per rinnovare il visto e non alzò le terga dal materasso, godendosi una nera, una russa e una cinese, previa lauta ricompensa.
C'era il ragazzino che si bruciò lo stipendio in prostitute e quando tornò a casa, non aveva i soldi per pagare le tasse. E c'era quell'altro sbarbato che se ne tornò in Italia carico di pasticche blu della felicità e fu fermato in aeroporto: pensò bene di raccontare l'aneddoto ad un pranzo di lavoro con fornitore e cliente (attoniti), quasi fosse una medaglia al valore.
E come dimenticare quello che guadagnava 8mila euro al mese e faceva la fame perchè abituato alla bella vita?
Si lamentava di non riuscire a mantenere figli, X5, i migliori ristoranti e l'amante, e io abbozzavo. Ovviamente all'estero anche lui apriva il portafoglio per non farsi mancare la migliore cinesina sulla piazza. Bukowski lo avrebbe preso a bastonate sul coccige.
QUANDO IL ROCK FLIRTA CON L'EROTISMO
11 marzo 2014
ELVIS, THE KING OF ROCK'N'ROLL
Per lunghi anni sono stato un nerd, uno di quegli sfigati pieni di amici ma che delle donne si doveva accontentare del profumo. Ho recuperato crescendo, ma all'università era un continuo rincorrere gentildonne troppo fidanzate, troppo belle o semplicemente troppo zoccole. E quelle troppo zoccole, si sa, la danno a tutti meno che a te.
Sperimentavo modi per mascherare l'insicurezza e per mettermi in mostra, ma in fatto di look ero all'abc, anzi, la "c" era fin troppo. Non trovai di meglio che smaltarmi le unghie, e non solo di nero: provai il turchese e il verde, roba che se mi avesse visto mio padre me le avrebbe date a due a due fin quando non fossero state dispari.
Giocare al trasgressivo nel 2000 era certo più facile che farlo negli anni '50. C'era un ragazzo che come me mascherava le sue timidezze indossando pantaloni rosa, camicie gialle e giubbotti verde pisello colmi di adesivi. Era solo un giovane che dissimulava il suo malessere con un anticonformismo estetico fuori dal tempo. Il suo nome era Elvis Presley e presto sarebbe diventato il Re del Rock.
ELVIS PRESLEY - L'AMORE, LA DROGA, IL SESSO di A. Vanzelli - A. Chimenti
10 febbraio 2014
SIATE ECCITATI, SIATE FOLLI
Vi arrabbiate se parlo ancora del mio periodo a Doha? Si? Me ne farò una ragione. Ne ho di quisquilie e pinzillacchere da narrarvi. A parte il caldo, nei paesi arabi ciò che non manca sono le prostitute.
"Uff, che palle, ce l'avevi già detto! Torno sul forum di Alessandra Amoroso!"
"Non ti trattengo, salutamela caramente con un bacio con la lingua."
Molti colleghi rincorrevano una calda compagnia differente ogni sera che Dio mandava in Terra. Il giorno dopo, al lavoro, narravano le loro gesta. Attenzione, non sto parlando solo di ventenni con l'ormone scalciante, c'erano fior di pensionati dal ciuffo tinto che si vantavano della notte a sfiancare la occhi a mandorla di turno. Dovevate vederli, tronfi e baldanzosi, a picchiettarti sulla schiena e a fare quattro con le dita. Io sorridevo e pensavo che poi ci si lamenta di Berlusconi: siamo tutti così, altro che storie...
"Che barba, che noia, che noia, che barba!"
"Ah, sei ancora qui?"
"Si, noi ragazze moderne siamo multitasking, cosa credi? Anvedi sto bambacione!"
La strozzo. Comunque, uno dei miei colleghi più giovani - sposato ma con la fissazione del triangolino che ci esalta - iniziò a frequentare in modo fisso una prostituta molto carina, una cinese alta e formosa: un'eccezione! Si trovavano bene insieme, non che lui si stesse innamorando - non era proprio il tipo, a lui interessava solo farlo ogni santo giorno, altrimenti gli veniva il mal di testa - ma ci si trovava molto bene.
Peccato lei fosse troppo invitante ed iniziò ad attirare gli sguardi di tutti gli altri colleghi...
IL SESSO NEL PAESE NEL ROCK
4 novembre 2013
I MOMENTI HOT DELLA MUSICA
Mio nonno ha venduto la casa di campagna tanti anni fa ormai. Ho già raccontato di quanto sia stato difficile staccarsi da quei luoghi. Lì sono conservati infiniti momenti di gioco - partite a pallone, a tennis e addirittura a baseball con dei tronchetti di legno indegni - ma anche di lavoro, come le estati passate a mandare avanti le piantagioni di verdure e ortaggi. Erano estati ormonali - quelle di teenager infiammato dai bollori del sesso - che trovavano sfogo sui giornaletti porno o sui doposerata televisivi delle reti private. Altri tempi, altro che youporn.
Quando la vendette, una delle cose più complicate fu il trasloco. Tra le altre cose, c'erano da portare i trattori dalla campagna al mio paese, oltre quindici chilometri da percorrere per strade sterrate e viuzze dissestate. Non erano assicurati e se ci avessero fermato sarebbero stati cazzi.
L'aria di quella mattina settembrina era frizzante, il sole sonnecchiava dietro le nuvole. Nonno Minguccio veleggiava davanti col mitico "Landini" azzurro, io tenevo botta col più piccolo "Same" arancione. Eravamo a metà strada, in un tratturo di pietrisco bianco, quando notai la Uno blu ferma a bordo strada. Sgranai gli occhi: dentro c'era una coppia in atteggiamenti che poco lasciavano all'immaginazione.
L'uomo si accorse di noi e fermo il suo spingere, imprecando. Mio nonno accellerò - è sempre stato pudico - mentre io non potei fare a meno di indugiare sugli abbondanti seni della signorina stesa sul sedile posteriore. Quella mattina ebbi una delle più violente erezioni della mia vita. Altro che youporn.
DA JIMI A KYLIE, QUANDO LA TEMPERATURA SI FA BOLLENTE
28 ottobre 2013
SESSO E CANZONI
I ricordi della mia infanzia hanno tinte tutte loro, i pastelli sbiaditi delle foto degli album impolverati e che nessuno apre più. Ogni tanto vado a riguardarle, mi fa stare bene. Io a tre anni, in piedi sulla cucina col pistolino di fuori e il più bel sorriso di sempre. La foto sul canotto a mare. Quel psichedelico pallone giallo con palle verdi e blu, mai visto un altro così. E poi il primo grembiule blu a scuola e la motoretta da poliziotto.
Conservo pochissime foto delle colonie estive passate in Toscana, ed è un peccato: furono giorni incredibili. La prima volta che ci andai avevo appena compiuto sei anni; quei venti giorni volarono senza nemmeno capire cosa stesse succedendo. L'anno dopo ero già più arzillo, col mio (orribile) codino di cui ero tanto orgoglioso. Le ragazze? Erano intralci, null'altro. Io volevo solo giocare a pallone, a pallavolo, e stare a contatto con gli animali e la natura.
Non comprendevo il tempo sprecato da alcuni amici in mezzo alle donnine di tredici anni, e tutte quelle dinamiche ormonali, ero troppo piccolo. Una sera, uno dei più scafati ci prese da parte e cominciò a raccontarci della vita e del sesso. "Il sesso?", pensai, "Sono maschio, cos'altro dovrei sapere?": ero senza speranza.
Ascoltavo con noia, cosa potevano avere di interessante le ragazze? Lui ci chiese se ci eravamo mai... ehm, toccati, e io chiesi: "Cosa mi devo toccare?": senza speranza, al quadrato e col fiocchetto in testa.
Iniziò ad andare nello specifico, spiegandoci come raggiungere il piacere aiutandosi da soli, in attesa di trovare la compagnia femminile per ovviare alla solitudine. Non capii nulla. E mentre loro si ficcavano tra le lenzuola delle belle del campo, io - illuminato - giocavo a pallone. Ho capito tutto ad anni di distanza. Sono però contento così, a sette anni meglio godersi quella cretina ma sana innocenza. Su una cosa aveva dannatamente ragione, il mondo gira e girerà sempre intorno a quella cosa. Cosa? L'asse terrestre no? Maliziosi...
QUANDO MUSICA ED EROTISMO S'INTRECCIANO 25 settembre 2013
STORIE DI TRADIMENTI E DI COERENZA
"La regola dell'amico non sbaglia mai!" cantava Max Pezzali. E' sempre stato due passi avanti, uno slogan terra terra ed eccoti servito il tormentone easy-listening. Probabilmente dell'argomento era un super sayan di terzo livello ma a quel punto io sarei Vegeta.
Si, anche io sono caduto nella ragnatela, vittima di un rapporto ingarbugliato come un gomitolo. Una decina di anni fa ero solito frequentare la casa di una mia compagna di corso, fidanzatissima.
Non è per lei che partii per la tangente - ero molto amico del fidanzato e le donne degli amici non si toccano - ma per la sua coinquilina. Riccia, slanciata, occhi mori da cerbiatta: dopo due volte che l'avevo vista ero cotto marcio, dannazione.
Era troppo bella per me, che a quel tempo avrei fatto invidia a Steve Urkel. Ed era fidanzata, o meglio, frequentava un potentino piacione e pieno di sè, menefreghista come pochi. Aveva già la ragazza, quindi per lui era solo un passatempo.
Mi ritrovai ad essere il confidente e la mia spalla il Kleenex che asciugava le sue lacrime. Quella storiella passò in fretta ma la situazione degenerò. Tornò insieme ad un suo ex, per poi fargli le corna con un altro ex.
Non ci state capendo nulla? Eh, nemmeno io ai tempi. Io ero l'amico, poi c'era il ragazzo cornuto, poi c'era l'ex che tornava a riscuotere una razione extra di quintessenza sessuale.
Fu un periodo strano, uscivamo insieme ma ero l'unico a guardare, quasi fossimo di fronte ad una vetrina di dolci. Lei sceglieva le squisitezze migliori, gli altri spiluccavano di gusto, io restavo con la bava alla bocca.
IL TRIANGOLO SI, ERA MEGLIO CONSIDERARLO
29 luglio 2013
IL SESSO NEL PAESE DEL ROCK
Ho sempre invidiato i ragazzi nati nelle grandi città. Le dinamiche e gli orizzonti sono differenti. Nei piccoli paesi, quando esci, sai già chi incontrerai. Ci sono i pensionati che giocano a carte davanti al bar, bestemmiando su calcio e politica: non si spostano mai, hanno il loro posticino - sedia o panchina che sia - e capisci solo dal movimento della bocca - e dagli sputi catarrosi - che il cuore batte ancora.
Imbalsamate sembrano anche quelle coppie fidanzate da millemila anni. Stanno insieme per inerzia, diventando pian piano due fratelli. Nonostante i dubbi non si lasciano per paura di rimanere soli, nel paese è una delle paure peggiori. Poi si sposano e dopo un anno scoppiano. Un film più visto di Pretty Woman.
E che dire delle veline de noaltri, quelle troppo belle per i morti di faiga del borgo. Aspirano ad altro, sempre mantenendosi dietro ad una facciata di irreprensibilità. Le vedi poi sul Mercedes del forestiero brizzolato che, già sposato, testa i sedili in pelle a dovere e poi tanti saluti. Alla fine anche loro si ritrovano a raccattare un amore di ripiego, una volta capito che, in un posto di 10mila anime, starlette o donna comune è uguale e lo snobismo è meglio se lo usi per lavarci i pavimenti.
IPSE DIXIT - BUGIE, INGORDI E SFIGATI
15 luglio 2013
SESSO E CANZONI: L'AUTOEROTISMO
"Io, a sedici anni, mi facevo le pippe, mi facevo le canne e andavo in giro in Vespa. Oh, io c'ho 53anni, e la mia vita cos'è? Vado in ufficio con la Vespa, mi faccio le canne e mi faccio le seghe davanti al computer... Questa è la mia vita!"
Diego Abatantuono - Happy Family (2010)
Non voglio fare l'ipocrita, spesso lo sono fin troppo nella vita di tutti i giorni. A volte vorresti dare un calcio nel culo a chi maltratta un cane per strada. Vorresti prendere a schiaffi sulle labbra quella che mentre guida, con una mano tiene il cellulare all'orecchio e con l'altra si sistema i capelli. Vorresti perfino persino dire a quello zingaro che fa l'elemosina con un cartello con su scritto "Ho 8 figli, aiutatemi" che a fare figli siamo tutti bravi.
Prima di divagare dicevo che non voglio essere ipocrita anche qui. Noi uomini siamo tutti - o quasi - come lo strepitoso Diego Abatantuono del film di Salvatores. Se sentite qualcuno sostenere il contrario, dategli un ceffone da parte mia.
I film porno piacciono al 90% di noi maschietti, siamo animali semplici, primitivi, che vivono di stimoli visivi. A volte basta una foto, a volte un bel fondoschiena per strada. Quando eravamo ragazzi bastavano ed avanzavano Postalmarket o Vestro, grandissimi amici d'infanzia.
Le gentildonne mi perdoneranno per l'argomento toccato ma dubito si scandalizzino quando cantano alcune delle canzoni più importanti della musica italiana, canzoni che spesso parlano di auto-erotismo.
L'AMORE CON QUALCUNO CHE STIMI DAVVERO, IN MUSICA
1 luglio 2013
SESSO E CANZONI
La spiaggia era sonnolenta, quella mattina di inizio luglio di tanti anni fa. Dormiva anche il mare, increspandosi nel suo lento russare. Io mi annoiavo, perso tra le solite facce e i pochi amici che c'erano. Tutto scorreva banalmente: bagno, partita a racchettoni, passeggiata cercando qualche faccia amica, ghiacciolo e capatina nella scarna sala giochi dello stabilimento.
Mancava qualcosa... E' inutile che la tiro per le lunghe, mancavano le ragazze. L'età media rasentava la sessantina, ero circondato da piacevolezze estetiche alla Rosi Bindi.
C'erano delle procaci quarantenni che stuzzicavano i miei ormoni adolescenziali, ribollenti come un vulcano hawaiano, ma di coetanee poche e niente.
Quella mattina ero steso al sole quando vidi arrivare un gruppetto piuttosto frizzante. C'erano tre ragazzine vispe e allegre che fecero appena in tempo a spogliarsi che erano subito in acqua. Belle, bellissime, avevo l'espressione di Homer Simpson quando pensa alle ciambelle...
Non era passato nemmeno un minuto che, sotto il mio ombrellone, arrivò Marco, uno di quei pochi amici. Mi ridestò dal mio homerico rimbambimento, aveva il luccichio negli occhi di Rocco Siffredi ad un addio al nubilato con venti donne.
Mi tirò in acqua e in pochi minuti facemmo amicizia, tutto molto easy, senza menate, senza paranoie.
Si chiamavano Elisa, Maria e Erika ed erano davvero una più bella dell'altra. Giocammo per ore, facendo la lotta, soffocandoci sott'acqua, facendo le capriole. A me piaceva Elisa e io piacevo a lei. Andammo a mangiare un Lemonissimo, parlavamo e scherzavamo, piccoli momenti che da adolescente fanno tutta la differenza del mondo, anzi, fanno tutto il mondo.
Era maliziosa, giocava coi doppi sensi, mi provocava. Si avvicinò e mi sussurrò che aveva voglia, mi dava un bacio e scappava via. Alla fine ci baciammo, sul serio, e poi facemmo l'amore dentro ad una cabina. Aveva un seno piccolo e sodo e mi mordicchiava il collo, eccitandomi ancora di più. Pochi minuti ed ero in estasi. Fu bellissimo.
QUANDO MUSICA ED EROTISMO S'INTRECCIANO
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