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6 aprile 2017

L'ULTIMA FOTO DEI GRANDI DELLA MUSICA...



Il rock è sorriso e lacrima insieme, è sesso, è sudore, è una corda che vibra (sugli strumenti e nell'anima), è egomania e esaltazione, è sangue che scorre. Il rock è anche immagine, è Paul Simonon che spacca in due la sua chitarra-basso rimanendo nella storia grazie alla copertina di "London Calling", è Gilmour e McCartney che consegnano Abbey Road all'eternità. Qualche giorno fa, invece, mi è venuta la curiosità di trovare le ultime foto dei grandi artisti prima di passare a miglior vita. Non c'è musica in questo articolo, nessuna canzone, e anche di parole ce ne sono poche, perché a parlare devono essere le immagini. E queste sono come il rock, sorriso e lacrima insieme.

                                       ...PRIMA DEL SIPARIO di A. Vanzelli

18 gennaio 2017

LE SIGLE TELEVISIVE CON CUI SIAMO CRESCIUTI




L'amore non sempre te lo scegli, a volte ti cade addosso, travolgendoti come valanga. L'amicizia no, quella te la scegli, sei conscio di chi vuoi al tuo fianco, sai che quella persona ci sarà ogni volta che hai bisogno di una spalla su cui piangere o di quattro risate spensierate. L'amicizia è Juventus-Roma in pizzeria, circondato da splendide cameriere e tavoli di sole donne, e fregarvene altamente, perché tanto voi avete in testa la musica e passate la serata a cercar di ricordare tutte le sigle televisive più belle. E non fraintendete, noi non cercavamo di ricordare tutte le sigle, ma solo quelle collegate a grandi canzoni. Tutta la sera un continuo scambio: "Oh, quella di Dribbling!" o "Ci siamo dimenticati Meteore!". Che bella l'amicizia... Certo, anche beccare una bella donna ogni tanto non sarebbe male...

                           LE SIGLE PIU' BELLE di A. Vanzelli e A. Chimenti

14 novembre 2016

VINYL, LA SERIE



Mick Jagger e Martin Scorsese: cos’hanno in comune? Sicuramente sono due tipi tosti. Solo questo? No, perché ad accomunarli sul serio c’è la produzione di "Vinyl", la serie tv targata HBO che parla degli Anni ’70, quelli veri, baciati dalla triade perfetta “sesso droga e rock‘n’roll”.
Andata in onda su Sky Atlantic qualche tempo fa, racconta la storia del rock, che passa anche attraverso le vicende di Richie Finestra (interpretato da Bobby Cannavale), un produttore discografico in crisi.

                            UNA SERIE DA RISCOPRIRE di Carmen Schettino

23 giugno 2015

LEGGENDE METROPOLITANE




Viviamo in un perenne Grande Fratello. Si è perso il gusto del mistero, ogni cosa è subito fotografata/ripresa e socialnetworkizzata. Nonostante sia lontano il fascino di qualche decennio fa (quando bastava un'istantanea sfuocata dello Yeti o del Mostro di Loch Ness) resistono piccole leggende metropolitane, pane fresco per chi subisce il canto di sirene di questi argomenti. Leggenda vuole che Hello Kitty sia disegnata così perchè la sua creatrice ebbe una bimba nata senza la bocca. E' ahimè vero, la piccola si chiamava Kitty e morì prematuramente; suo papà scrisse "Ciao Kitty" su un foglietto disegnando una gattina e da lì... Il mare è da sempre foriero di storie ai confini del cinematografico. Non c'è bisogno di arrivare al famigerato Triangolo delle Bermuda: nel 1962 nel canale di Sicilia la Hedia sparì nel nulla con 19 italiani a bordo. Non si è mai saputo che fine abbia fatto, nè cosa trasportasse. L'allora presidente del Consiglio Fanfani disse: "Per venti persone non si può fare una guerra". Uno dei tanti misteri irrisolti del nostro dopoguerra, meglio parlare di altro no?

                        SCAZZI, ANELLI E GIORNI ALL'INFERNO di A. Vanzelli

5 maggio 2015

LE 60 MIGLIORI CANZONI ROCK DEGLI ANNI '90




La vita è fatta di sorrisi finti e vaffanculi non detti, di addii mai cicatrizzati e diari del liceo bagnati da lacrime di nostalgia. Quelle che vengono pensando al rock della fine del millennio. Non starò qui a dire che sia stata l'epoca migliore per il genere - David Gilmour, Robert Plant e Paul McCartney verrebbero a suonarmi a casa ridendomi in faccia -, ma è innegabile come i Novanta abbiano regalato band illuminate e musica senza tempo. Ricordo ancora quando vagavo per il mio negozietto musicale di fiducia senza saper cosa scegliere... In tasca la cinquantamila scucita dal nonno, davanti i R.E.M., i Red Hot, i Green Day e i Depeche Mode. Spesso uscivo a mani vuote, tanta era l'ansia di sbagliare l'acquisto. A distanza di vent'anni ho definitivamente capito che qualunque cosa avessi comprato, sarebbe stata un capolavoro.

                                                GOCCE DI GRANDE ROCK

27 aprile 2015

STORIE DI ROCK E DI BURLONI




Su Keith Moon, il compianto batterista degli Who e uno dei più grandi di sempre, si potrebbero scrivere enciclopedie e forse non basterebbero a racchiudere tutte le sue follie. Se penso che Dio si sta godendo una band con Freddie Mercury alla voce, Jimi Hendrix e Brian Jones alle chitarre, Cliff Burton al basso e Keith Moon dietro le pelli, ci rosico un bel po'. Sto divagando, stavamo parlando di Moon appunto. Non si contano le camere d'albergo sfasciate, gli incidenti, le bombe fatte esplodere qui e là (già, le bombe...) e le volte che ha rischiato la galera per i motivi più disparati. Era però un ragazzo d'oro, benvoluto da tutti, anche perché aveva sempre un sorriso contagioso stampato in volto. Ed era famoso per i suoi scherzi, a volte talmente ingegnosi da lasciare a bocca aperta.

                                            SCHERZI di Antonello Vanzelli

12 marzo 2015

IGGY POP, IL DUCA BIANCO, BERLINO E SID VICIOUS




"La mia natura di fondo mi ucciderà in sei mesi. Voglio essere come Iggy Pop e come lui morire prima dei trent’anni." Parola di Sid Vicious.
Peccato che "L’iguana", il soprannome dello storico leader degli Stooges, fosse (e sia tuttora) ancora in vita. Quando, durante l'intervista, la giornalista provò a spiegarlo al suo interlocutore, la reazione del celebre componente dei Sex Pistols fu: "Raccontala a un’altra, bella mia!".
Già, era ed è davvero quasi impossibile dare una spiegazione razionale alla sopravvivenza dell’artista americano. Un comune mortale sarebbe già passato a miglior vita da un pezzo, con tutta la droga pesante, gli eccessi e le note pazzie commesse dal rocker. Sfuggito dal servizio militare grazie, come dire, a un momento di autoerotismo bellamente esibito di fronte al medico competente, e, per dirne solo una, dopo aver volutamente provocato e affrontato, negli anni a seguire, un’intera gang di bikers durante uno dei suoi concerti con gli Stooges (occasione durante la quale, inutile dirlo, le prese di santa ragione), Iggy Pop non ha mai smesso di stupire.

                                 THE IDIOT - IGGY POP di Carmen Schettino

18 dicembre 2014

IL GRAN RIFIUTO DI DAVID BOWIE




"Però Giovanna io me la ricordo, ma è un ricordo che vale dieci lire e non c'è niente da capire", cantava De Gregori. Io invece ricordo Monica. Era piccina, mi guardava dal basso verso l'alto coi suoi occhioni da manga giapponese, e sorrideva sospettosa, senza mai aprirsi fino in fondo. Eppure riuscii a rubarle un angolo di complicità e diventammo amici. Parlavamo di musica, di ex che non capivano niente, di futuri possibili e sogni impossibili. Fu lei a farmi ascoltare i Coldplay per la prima volta, "Shiver", e fu subito feeling. Da lì a "Yellow" e "Trouble" fu un attimo.
Amici, sempre e solo amici, anche se a me piaceva in quel modo in cui ti piacciono gli arcobaleni, la nutella e la centomila del nonno. Peccato che a lei piacesse molto di più uno di cui non ricordo neppure il nome. Camminava in modo dinoccolato, ma aveva fascino e carisma. Gli piaceva il jazz e a me il jazz ha sempre fatto schifo. Finirono per mettersi insieme e ci perdemmo in fretta. E' rimasta la nostalgia di quei momenti, della musica ascoltata insieme e del cuore che batteva forte, un ricordo che vale dieci lire e non c'è niente da capire.

                     UN RICORDO CHE VALE DIECI LIRE di Antonello Vanzelli