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30 settembre 2014

LE CANZONI CHE SHAZAM NON RICONOSCE




A Mina piacevo molto, moltissimo. Era una splendida donna mediterranea, formosa, vitale e con un mare di capelli ricci in cui annegare. Non so cosa ci vedesse in me una decina d'anni fa, ero sgraziato e poco curato, eppure mi fece una corte discreta ma insistente. Io ero tuttavia troppo insicuro per fare il primo passo, persino quando mi invitò a casa: io e lei in camera sua, ad ascoltare musica. Metteva le canzoni e io le indovinavo, quasi fosse Sarabanda. Nemmeno lei ebbe il coraggio di provarci, o forse capì quanto fossi imbranato e lasciò perdere. Se ci ripenso mi farei prendere a sberle da Bud Spencer...
Cambiando discorso - che è meglio -, quel pomeriggio le indovinai tutte, sembravo l'Uomo Gatto o Coccinella, o meglio, Shazam. Talvolta però anche alla famosa applicazione capita di perdere qualche colpo...

         LE 15 CANZONI CHE SHAZAM SI E' DIMENTICATA di Antonello Vanzelli

7 maggio 2014

LE 100 CANZONI ITALIANE PIU' SOTTOVALUTATE





Io abito la nostalgia, ne sono cittadino onorario da anni. E' una località che mi regala sempre i panorami più suggestivi. Sono andato in cantina a mangiare polvere e umidità pur di ridare uno sguardo alla mia collezione di vecchie musicassette. Ci ho trovato dentro canzoni riposte in ripostigli chiusi a chiave nella memoria, melodie ed emozioni che giacevano appassite e che mi sono rifiorite dentro.
Mi sono accorto di come molte canzoni siano state erose dallo scorrere del tempo, al punto da essere trascurate dal grande pubblico. Io abito la nostalgia, ma c'è chi abita il rimpianto di non avercela fatta, e questa classifica è dedicata a loro, a chi avrebbe meritato maggior luce.

             LE CANZONI CHE AVREBBERO MERITATO MAGGIOR FORTUNA

2 giugno 2013

ONE SHOT BAND





Il primo giorno delle scuole medie fu una follia. Io e Mimmo prendemmo l'autobus da Monteiasi per andare a Taranto. Io avevo occhi da bimbo in una mente da bimbo, pensai "Meno male che c'è Mimmo", era molto più smaliziato di me, o semplicemente più maturo.
Non avevo mai preso l'autobus, avevo le scuole elementari dietro casa. Ero spaesato, c'era così tanta gente e io odio la folla, mi ha sempre creato ansia. Fortuna che c'era Mimmo...
"Non preoccuparti, so io la fermata." disse con fare sicuro. Io mi fidavo.
"Eccola, è questa, dobbiamo scendere", sempre sicuro. Io continuai a fidarmi e scesi tranquillo.
Quando realizzai fu troppo tardi. Eravamo all'ingresso di Taranto, al parco Cimino: la fermata non era assolutamente quella, panico! A mezzora dall'inizio delle lezioni del primo giorno di scuola, eravamo a QUATTRO chilometri dall'istituto Cesare Battisti.
Gocce di sudore colavano dalla fronte e, con l'ascella sempre più pezzata, vedevo Mimmo chiedere informazioni a destra e a manca alla vicina stazione dei bus urbani.
I minuti passavano, l'orologio ci guardava e si faceva due risate, accellerando.
Mentre provavo a chiedere informazioni ad un autista, Mimmo sparì. Controllai ovunque ma niente, volatilizzato. Le gocce che scivolavano dalla fronte aumentarono, l'ascella divenne un lago fetido e l'orologio iniziò a scompisciarsi: mancava un quarto d'ora. Mio padre mi uccide.

                                          LE METEORE DELLA MUSICA

27 maggio 2013

ONE SHOT BAND





Il 1998 mi porta sempre alla mente odori familiari, odori di prati e di buono. Era estate, ogni tanto uscivo a Grottaglie con i compagni di scuola ma, perlopiù, me la facevo al paese.
Mio padre lavorava, mia madre e mia sorella andavano a mare e io poltrivo sino a tardi, avendo poi casa libera. Cazzeggiavo amabilmente e spesso mi raggiungeva Ivan, un caro amico, siamo cresciuti insieme.
Quell'estate era single, si era lasciato da non molto, e nella compagnia c'era fermento perchè cresceva una reciproca simpatia tra lui e una ragazza del gruppo. Lui veniva da me a confidarsi, parlavamo per ore, risate e ricordi in naftalina.
Era combattuto, non sapeva se proporsi, impaurito da un rifiuto. Io lo tranquillizzavo, gli facevo coraggio (come se ne avessi mai avuto...) e gli dicevo di farsi avanti che sarebbe andato tutto bene. E così fu, tempo qualche giorno e scoppiò l'amore. La storia non durò, a causa di minchiate che non centravano proprio nulla col loro sentimento, ma oggi poco importa. Credo che tutti ricordino con piacere quei giorni d'estate, tra sinceri battiticuore e vita che entra.

                                         LE METEORE DELLA MUSICA