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23 giugno 2015

LEGGENDE METROPOLITANE




Viviamo in un perenne Grande Fratello. Si è perso il gusto del mistero, ogni cosa è subito fotografata/ripresa e socialnetworkizzata. Nonostante sia lontano il fascino di qualche decennio fa (quando bastava un'istantanea sfuocata dello Yeti o del Mostro di Loch Ness) resistono piccole leggende metropolitane, pane fresco per chi subisce il canto di sirene di questi argomenti. Leggenda vuole che Hello Kitty sia disegnata così perchè la sua creatrice ebbe una bimba nata senza la bocca. E' ahimè vero, la piccola si chiamava Kitty e morì prematuramente; suo papà scrisse "Ciao Kitty" su un foglietto disegnando una gattina e da lì... Il mare è da sempre foriero di storie ai confini del cinematografico. Non c'è bisogno di arrivare al famigerato Triangolo delle Bermuda: nel 1962 nel canale di Sicilia la Hedia sparì nel nulla con 19 italiani a bordo. Non si è mai saputo che fine abbia fatto, nè cosa trasportasse. L'allora presidente del Consiglio Fanfani disse: "Per venti persone non si può fare una guerra". Uno dei tanti misteri irrisolti del nostro dopoguerra, meglio parlare di altro no?

                        SCAZZI, ANELLI E GIORNI ALL'INFERNO di A. Vanzelli

30 marzo 2015

SESSO, DROGA E LEGGENDE METROPOLITANE




Avevo appena passato i 18, al liceo combattevo con i professori per uno sputacchiato 6 e Lady D aveva appena lasciato i suoi sogni in un tunnel. E come lei stava salutandoci anche Videomusic, per lasciar spazio prima a TMC2 e poi a MTV (due tristi surrogati), ed è lì che vidi "The Memory Remains", il nuovo video dei Metallica. Tinte scure e asfittiche, primi piani fuori fuoco, una giostra impazzita a far rotolare immagini e hard rock. Non certo i grandi Four Horsemen dei bei tempi - "ReLoad" è uno dei loro episodi minori - ma quella donna, la sua nenia ipnotica, i suoi capelli platino e gli occhi celeste lago riuscirono ad ammaliarmi. C'era un collegamento tra lei e la canzone, che parlava di una celebrità caduta nell'oblio e finita sul ciglio della pazzia? Si, ma lo scoprii solo dopo: Marianne Faithfull era stata una delle icone del rock, una delle più trasgressive e chiacchierate di sempre...

           LASCERESTE USCIRE VOSTRA FIGLIA CON UN ROLLING STONES? 
                                                     di Antonello Vanzelli

16 dicembre 2014

IL MISTERO DELLA MORTE DI BRIAN JONES




Un uomo, il suo uomo, è lì. Sgrana gli occhi e lo vede, vicino al bordo della piscina, con le braccia larghe come se fosse in croce. Si muovono solo i suoi boccoli biondi cullati delle acque. Anna, la fidanzata di Brian Jones, grida. Il panico vibra veloce nelle vene, poi si tuffa, mentre quell’uomo, Frank Thorogood, rimane quasi impassibile. Lo porta in superficie, il cuore del polistrumentista e mente creativa dei Rolling Stones non batte più. Quando arrivano i soccorsi, Anna sta provando la respirazione bocca a bocca, dice che sente ancora il battito, continua, continuano anche loro, ma per l'uomo non c’è più niente da fare. Com’è morto Brian Jones? E’ stato davvero un incidente? E chi è Frank Thorogood?

                           INCIDENTE O ASSASSINIO? di Antonello Vanzelli

13 ottobre 2014

IL FANTASMA DI JIM MORRISON





Questo non è Voyager, o Mistero, ma la storia del fantasma di Jim Morrison ha davvero i contorni sfumati dell'inspiegabile.
Brett Meisner è - era, pace all'anima sua - un giornalista musicale. Non è uno famoso nell'ambiente, no, ma ne parleremo dopo. Adora il rock e, trovandosi in viaggio di piacere a Parigi, non può non andare a dare il suo saluto a Jim Morrison. La tomba del leader dei Doors è al Pere-Lachaise e come ogni turista che si rispetti, si fa scattare delle foto ricordo. Solo che quando torna a casa, prende la foto in mano e alle sue spalle... No, non può essere.

                                I GRANDI MISTERI DEL ROCK di Antonello Vanzelli

19 settembre 2014

EROINA, COMPLOTTISTI E GIOCHI EROTICI





L'avevo sognata sin da quando ero piccolo, l'avevo desiderata nei lunghi pomeriggi adolescenziali (quelli in cui a farti compagnia c'era solo Postalmarket), l'avevo rincorsa negli anni, lei più grande e bella come Ursula Andress quando esce dalle acque di uno 007 ormai troppo lontano.
Luigi mi diceva, un po' acido e con l'aria di chi la sa lunga, "Guarda che quella è meglio se la lasci perdere, vai a farti male", ma a certi desideri non puoi resistere, devi annegarci dentro. Valeria accettò di uscire con me dopo mille proposte, quando avevo venticinque anni, e al solo pensiero vibravo di piacere. Lavai l'auto, tirai fuori la camicia nuova e il dopobarba delle grandi occasioni. Tappetini nuovi, arbre magique, deodorante appena preso che fa molto chic... No, non era così, ma ci andava vicino. Arrivai puntuale, non volevo sembrare lo sfigatello arrapato che venti minuti prima è già sotto casa sua (ma lo ero). Lei uscì in un abitino rosso, con un filo d'oro al collo e un tacco 12 da togliere il fiato: non sapevo dove guardare...
La portai a cena sul lungomare. Arrivati al dessert si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò "Ho voglia di te" e il tiramisù mi andò di traverso. Fu molto bello farlo di fronte al mare, io avevo gli occhi a cuoricino come Gigi la Trottola quando guardava Annina. Non durò molto.

         LE LEGGENDE METROPOLITANE DELLA MUSICA di Antonello Vanzelli

28 novembre 2013

MI HA DETTO MIO CUGGINO




Anni fa avevo un'amica che mi usava come confessore. Di combinare qualcosa nemmeno a parlarne: dopo un 110 e lode in Scienze del "Che grande amico che sei, mi piace proprio tanto parlare con te", avevo ormai conseguito il master in "Spalla su cui piangere". 'Sta cretina - perchè era una cretina - venne a disperarsi perchè il tizio con cui aveva avuto una breve liaison doveva farsi operare alla testa. Sulle prime accolsi le sue copiose lacrime con molta amarezza d'animo: sembrava sinceramente innamorata e si meritava solo gioia. Quando aggiunse che il tizio doveva andare a farsi operare in Thailandia, qualche dubbio mi venne.
"Si, è un'operazione difficilissima, la fanno solo lì.."
Ora, io non mi intendo di neurochirurgia planetaria, ma a Pukhet il massimo a cui aspirano sono il Dottor Pivetta e il Dottor Alzheimer di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Nonostante le dissi di stare attenta, lei imperterrita passò le due settimane successive a contorcersi per il dolore, aspettando buone notizie. Peccato che il tizio fosse in Italia e si fosse inventato tutto. Lei cominciò a farsi venire qualche dubbio quando lo beccò in giro con un'altra, senza cicatrici e con la sua bella coda di cavallo con le meches. Era la dimostrazione di come le donne innamorate si bevano qualunque cazzata e che alcuni uomini ne sanno una più del diavolo, e che andrebbero presi a cinghiate, anche solo per avere una coda di cavallo nera con i colpi di sole biondi.

                                                      LE LEGGENDE METROPOLITANE

2 settembre 2013

LE LEGGENDE METROPOLITANE DELLA MUSICA - "P.I.D."




Rotterdam non è Amsterdam, è una città piacevole ma la vita vera è altrove. Ci ho passato quasi due mesi per lavoro, risiedendo in periferia in uno squallido alberghetto di infima categoria. Le pareti avevano la consistenza dei pavesini e la stanza era grande quanto la cabina di una nave. Una sera i miei vicini, alticci, ci diedero dentro, mancavano solo un buco nella parete e i popcorn.
Per combattere la noia, cercavo compagnia virtuale in chat e conobbi una ragazza campana, spigliata e autoironica: si chiamava Patrizia e aveva 24anni. Passammo diverse serate a chiacchierare online, momenti di sorrisi e buone vibrazioni, e dalla chat passammo presto a Skype. Iniziai a morire di curiosità: volevo vederla. Le chiesi una foto ma lei nicchiò, non se la sentiva. I giorni scivolavano ma nulla, ogni volta trovava una scusa diversa. Era cessa? Aveva un quadro futurista al posto dei denti? O un occhio che guardava a San Giuseppe e l'altro alla Madonna?
Dubbi da piovose notti olandesi in solitudine. Alla fine la foto arrivò ma era vera come una banconota da 8euro: non era lei.
"Ma cosa dici? Quella sono io! Non ti fidi di me, grazie eh... Ciao!"
E chiuse la conversazione. Non mi fidavo e facevo bene. Alla fine sparì, completamente. Non diede più cenni di vita. Passò una settimana e mentre i vicini battevano il record olimpico di karatè kamasutrico, riapparve.

               LA STORIA DELLA PRESUNTA MORTE DI PAUL McCARTNEY


3 luglio 2013

LE LEGGENDE METROPOLITANE DELLA MUSICA




Quando ero piccolo, l'America era veramente lontana. Se abitavi in un piccolo paese, la tua vita era tutta lì: il bar e la sala giochi col flipper e il biliardo, la cassiera del supermercato dai seni che ti fanno elevare un Alleluia al cielo e le partite a pallone per strada. E se il pallone finiva oltre il muro di recinzione di una qualsiasi casa, allora si che l'America era ancora più lontana e più che Alleluia al cielo partivano santi e Madonne.
Era un'epoca differente, di polaroid e di macchinette fotografiche moderne come Ratzinger. Era più facile fare delle cazzate e sperare di farla franca. Era più semplice fare cornuto il marito o la fidanzata, anche se le comari di paese - c'è da dirlo - spesso sono peggio di Tgcom e Dagospia.
La tv aveva pochi dannatissimi pulsanti da schiacciare e internet non era neppure stata inventata. Ora si che l'America è vicina, ora puoi parlare con l'altra parte dell'Oceano o vedere New York in webcam, delizia per stolti...
Gli anni '80 avevano ancora quel retrogusto di avventura, di cose da cercare e di tesori alla Goonies da scovare. Quegli anni avevano delle tonalità più calde ma anche più oscure per altri versi. C'era ancora il senso del mistero.
C'era l'Amazzonia ancora da esplorare e il mito del mostro di Loch Ness, c'erano abissi in cui scendere per ripescare navi, ori e gioielli. E poi i coccodrilli nelle fogne di New York (e forse ci sono ancora...) e teschi di diamante spuntati chissà dove, c'erano i misteri dei templari e Yeti/Piedoni da inseguire...
Leggevo l'almanacco del Mistero - un albo a fumetti Bonelli di Martin Mystere ricco di mirabolanti facezie - e sognavo di diventare come Indiana Jones, io che abitavo a Monteiasi, dove l'unica cosa da scoprire era chi si fotteva l'uva dalla vigna di mio nonno.
L'aura era diversa. Ora no, c'è sempre un telefonino a riprendere il meteorite che cade, o una digitale puntata sul mostro marino arenato. Allora c'era ancora il senso del mistero, oggi c'è solo una più realistica tristezza che ha fatto appassire la voglia di sognare. Prima gli occhi di bimbo resistevano anche sui visi degli adulti, ora si è vecchi a trent'anni.

                                 LA GRANDE BEFFA DI JIM MORRISON