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19 dicembre 2016
10 IDEE REGALO A TINTE ROCK
Quando penso al Natale non sento più niente. Non ritrovo più quella magia, è come se lo spirito natalizio che avevo da bambino fosse sfumato, dolcemente, come un pezzo dei Pink Floyd. Oggi Natale è "Una Poltrona per due", è mio padre che borbotta ad ogni manicaretto di mia mamma (per poi lasciare il piatto talmente lucido che Nelsen piatti gli fa un baffo), è il rivedere persone che non vedi tutto l'anno per scelta e il dover annuire al loro ipocrita "Dai, dobbiamo organizzare qualcosa, ci sentiamo eh?", è un albero privo di regali, è un Capodanno in cui non sai mai che fare. Però poi pensi che adesso a Natale non lavori e puoi dormire a oltranza, adesso ti basta una serata a casa con gli amici per essere felice, pensi che "Una Poltrona per due" ti fa ridere sempre e comunque e che adesso puoi finalmente comprarti tutti i dischi che vuoi... e allora capisci che bastano i familiari, gli amici e la musica che desideri per dare al Natale i colori più belli.
METTI IL ROCK SOTTO L'ALBERO di A. Vanzelli - A. Chimenti
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14 novembre 2016
VINYL, LA SERIE
Mick Jagger e Martin Scorsese: cos’hanno in comune? Sicuramente sono due tipi tosti. Solo questo? No, perché ad accomunarli sul serio c’è la produzione di "Vinyl", la serie tv targata HBO che parla degli Anni ’70, quelli veri, baciati dalla triade perfetta “sesso droga e rock‘n’roll”.
Andata in onda su Sky Atlantic qualche tempo fa, racconta la storia del rock, che passa anche attraverso le vicende di Richie Finestra (interpretato da Bobby Cannavale), un produttore discografico in crisi.
UNA SERIE DA RISCOPRIRE di Carmen Schettino
10 novembre 2016
QUEL CHE (FORSE) NON SAPEVI SULLA MUSICA CHE AMI
Ogni viaggio mi ha lasciato addosso una canzone. Se penso a Dubai mi vengono in mente "Upside Down" di Jack Johnson e la meravigliosa "Here without you" dei 3 Doors Down. Il Qatar mi ricorda gli album solisti di John Frusciante e "Shock" di Omar Pedrini. E poi la Germania, che mi fa suonare dentro "Summer Wine" di Ville Valo, frontman degli Him, con Natalia Avelon. Ricordo di averla beccata per radio tornando a casa e fu colpo di fulmine. E il cuore tornò a battere quando dieci anni dopo mi sono innamorato di una donna che la amava come me, una delle poche a conoscerla in Italia: non poteva che essere amore... Si, da noi non ebbe grossi riscontri, mentre in Germania fu il quarto singolo più venduto dell'anno. Una cover della canzone portata al successo da Nancy Sinatra, peraltro molto fedele all'originale, ma la sua bellezza resta immutata. Il testo, all'apparenza frivolo, nasconde infatti un retrogusto erotico: l'offerta da parte di lei di vino estivo non sarebbe che un invito amoroso. Ma erano altri tempi e quindi era meglio rendere tutto più soffuso...
CURIOSITY BAZAR di A. Vanzelli
19 maggio 2015
TUTTO PUO' CAMBIARE
La musica, una storia d’amore, un produttore discografico sulla via del tramonto, la rinascita personale e professionale di due dei protagonisti... Di cosa stiamo parlando? Magari alcuni di voi hanno già intuito qualcosa. "Begin again" è un film del 2013 diretto da John Carney, proiettato qui da noi nell’ottobre dell’anno scorso con il titolo "Tutto può cambiare". Voi direte: sì, ma questo non è un blog di musica? La musica c’entra, eccome. Non solo per la partecipazione di Adam Levine (leader dei Maroon 5) nel classico ruolo dell’aspirante rockstar, quanto per i continui riferimenti al mondo musicale e discografico e per la magia di un album interamente registrato per le vie di New York.
BEGIN AGAIN di Carmen Schettino
5 marzo 2014
GLI UOMINI NON CAMBIANO
Quelli che "Che ne vuoi sapere tu di musica..."
Quelli che "I neri hanno il ritmo nel sangue".
Quelli che "La canzone più bella dei Beatles è Imagine".
Quelli che "I Metallica sono morti con il Black Album".
Quelli che in spiaggia continuano a cantare solo Battisti, da vent'anni.
Quelli che un gruppo sfonda e "Si sono venduti, che schifo".
Quelli che si fottono i tuoi cd e se li reincontri per strada fanno finta di non vederti.
Quelli che se osi criticare il loro gruppo preferito prendono il broncio.
Quelli che continuano a tenere cd ammuffiti in vendita a 15euro e poi chiudono per fame.
Quelli che continuano a scaricare e poi dicono "Che tristezza vedere i negozi di cd che chiudono".
Quelli che ascoltano solo indie, che fa figo.
Quelli che "Eh, ma le note sono solo sette".
Quelli che tengono i capelli lunghissimi sino a 40anni, con la stempiatura che arriva al culo.
Quelli che "Io l'unica cosa che so suonare è il campanello".
Quelli che "Chissà che fine ha fatto il biondino degli 883".
Quelli che "Il rock è morto".
Quelli che "Ma tu tra Vasco e Ligabue chi preferisci?"
Quelli che "Ma tu sei di destra, com'è che ti piacciono i Modena City Ramblers?"
Quelli che "Chissà come fa Ozzy Osbourne a essere ancora vivo."
Quelli che "Ma il cantante degli Aerosmith è il padre di quella di Armageddon no?"
Quelli che shazammano l'ovvio.
YESTERDAY BOM BOM BOM
12 dicembre 2013
THROUGH THE NEVER, THROUGH THE BUSINESS
Il torneo universitario di calcetto del 2004 rimarrà sempre ben impresso nei miei ricordi. Lo organizzarono dei miei coinquilini, grandi figli di buona donna. Non ci andavo molto d'accordo, erano più piccoli oltre che più stupidi: passavano le giornate a dormire e a cercare un modo per fottere il prossimo. E si, riuscirono a fottere anche me...
Avevo tirato su una bella squadretta, tutti grandi amici quindi risate a non finire. Zero campioni ma eravamo ben messi, e poi lo facevamo per divertirci. Caso vuole che finiamo nel girone dei miei compagni di casa. Entrambi vinciamo le prime due partite. La terza è in programma il lunedi mattina, ma durante il weekend, ricevo una strana telefonata. Numero anonimo... Il tizio, presentatosi come uno degli organizzatori, mi dice che la partita è stata spostata dalla mattina al pomeriggio. Va bene, dico, no problem. Giro di telefonate e avviso tutti.
In casa i miei coinquilini non ci sono per chiedere conferma ma mi fido. E faccio malissimo: era tutto un bluff per farci fuori. La partita era sempre per il lunedi mattina e noi ovviamente non ci presentiamo: perdiamo a tavolino. Quegli stronzi avevano organizzato tutto alla perfezione.
Non è finita. L'ultima partita loro dovevano giocarla con noi, e non erano ancora qualificati. Noi eravamo già fuori ma loro dovevano vincere. Da una parte noi, incazzatissimi; dall'altra loro, tranquilli e tronfi. Andarono sotto 2 a 0 riuscendo a rimontare solo nel finale, ma non oltre il 2 a 2. Giocammo alla morte, e io la ricordo come una delle mie migliori partite di sempre. Non ci qualificammo noi, ma neppure loro, e rosicarono ancora di più, convinti com'erano di essere già ai quarti.
Entrambi i miei coinquilini, qualche giorno dopo, si ritrovarono l'auto con le quattro gomme bucate. Non si venne mai a sapere chi fosse stato...
IL FILM DEI METALLICA - FLOP O NO?
18 novembre 2013
MALEDETTO IL GIORNO CHE T'HO INCONTRATO
Ho un amico, un caro vecchissimo amico a cui voglio molto bene. Con la sua movimentata vita, è sempre riuscito a strapparmi sorrisi e cose buone. Una volta mi raccontò di aver incontrato una spaesata ragazza spagnola e di averla ospitata a casa. Convinto di concludere, si era ritrovato in casa il fidanzato: e mentre rosicava, questi avevano finito per testare il letto di sua madre.
Mi narrò di quando aveva mandato a quel paese tutto il seggio elettorale e di quando uno dei suoi primi amori, spazientita dalla sua pignoleria, era fuggita con un altro.
Tanti anni fa optò per il mare e si imbarcò su un cargo battente bandiera liberiana: un giorno scoprì trasportare droga. Ne uscì bene, mangiando olive greche - specialità del suocero manesco - e perdendo la testa per una divertente svampita fissata con Lucio Dalla.
Con un sorriso ingrigito, mi raccontò di quando rivide tutti i suoi vecchi compagni di scuola, in una maldestra rimpatriata finita in melodramma. E mi confidò dei suoi amori tormentati, per una donna in carrozzina e per un'affascinante burina a cui piaceva farlo strano.
Nel suo momento peggiore si salvò rifugiandosi nella musica di Jimi Hendrix e nei medicinali, per combattere una decennale ansia. Ci riuscì, grazie all'aiuto di una bionda complicata e farmaco-addicted come lui.
Ho imparato tanto da lui. Mi ha insegnato le miserie umane, la dignità, il colore sfumato dell'amore e quello più nitido dell'amicizia, ma soprattutto mi ha insegnato che un sorriso è sempre il film più bello che si possa ammirare. Ho un amico, un caro vecchissimo amico a cui voglio molto bene. Si chiama Carlo Verdone.
CARLO VERDONE - TRA FILM E MUSICA
21 giugno 2013
SENZA FUTURO MA CON UN PASSATO IN CUI PERDERSI
Negli anni Ottanta i giovani avevano ancora un futuro. C'erano i sogni, cominciavano a scarseggiare si ma c'erano. Montavano voglia e aspirazione, il Muro crollava e le persone si stringevano.
Io ero piccolo, giusto, ma arrivavano gli echi di ottimismo, di un qualcosa di migliore che sarebbe prima o poi giunto a noi. E invece il treno è passato ma ha saltato stazione, lasciandoci con un palmo di naso e con ceffoni volanti, alla Amici Miei, ma stavolta dai vagoni a noi astanti.
Quel futuro ha tirato dritto, clacsonandoci in faccia ed in balia di triste passato a venire. Quello stesso futuro che sognavamo vedendo film come Blade Runner non c'era più. Non c'erano cyborg redenti e colombe bianche da liberare.
QUANDO MICHAEL J. FOX INVENTO' IL ROCK
11 aprile 2013
RADIOFRECCIA - LUCIANO LIGABUE
"Mi colpisce molto l'accusa di incoraggiare alla droga. Il messaggio del film va nella direzione opposta. La scena in cui Freccia viene iniziato all'uso dell'eroina da parte di una bella ragazza mostra il sangue di lei ancora nella siringa che viene passata. La scena è forte per il semplice motivo che farsi una pera è un atto forte.
La presa di distanza dal gesto è immediata. Mentre si buca s'odono le note di "Rebel rebel" di Bowie. Come la droga entra in circolo la musica cessa di colpo. Silenzio. Il resto del film è l'odissea di una generazione, quella di gente come me che si è salvata per il rotto della cuffia. Freccia è l'esempio di questa odissera e morirà di eroina. Vi sembra che questo sia un incoraggiamento all'uso della droga o la santificazione di un drogato?"
Luciano Ligabue, 1998 - Corriere della Sera.
RADIOFRECCIA - Pt. 2
10 aprile 2013
RADIOFRECCIA - LUCIANO LIGABUE
"Ohhh, non ve lo ripeto più eh! La vita non è perfetta, le vite nei film sono perfette... Belle o brutte ma perfette... Nelle vite dei film non ci sono tempi morti, mai! E voi ne sapete qualcosa di tempi morti eh?"
Bonanza, dritto in camera. Buio.
"Meno male che questa radio di merda chiude."
RADIOFRECCIA - Pt. 1 di A. Vanzelli - A. Chimenti
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