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28 marzo 2020

TO LOVE SOMEBODY




E' tanto tempo che non passavo da qui. Una parte di me - quella che aveva creato questo blog insieme ad un amico e ci si era dedicata anima e corpo - ha smesso di respirare. Mexicotears, però, non se lo meritava, e nemmeno i lettori che col tempo ci si erano affezionati. Mi fa quindi piacere ogni tanto dare un segno di vita, come a dire "Ci siamo e ci saremo sempre, con i nostri 340 articoli e un passato che vuole rimanere presente e futuro". E così volevo raccontarvi cosa mi è accaduto durante questa quarantena, un qualcosa di piccolo ma che, in questo periodo di clausura, mi ha regalato un soffio di vita.

                          "UN BELLISSIMO MODO DI INVECCHIARE" di A. VANZELLI

6 aprile 2017

L'ULTIMA FOTO DEI GRANDI DELLA MUSICA...



Il rock è sorriso e lacrima insieme, è sesso, è sudore, è una corda che vibra (sugli strumenti e nell'anima), è egomania e esaltazione, è sangue che scorre. Il rock è anche immagine, è Paul Simonon che spacca in due la sua chitarra-basso rimanendo nella storia grazie alla copertina di "London Calling", è Gilmour e McCartney che consegnano Abbey Road all'eternità. Qualche giorno fa, invece, mi è venuta la curiosità di trovare le ultime foto dei grandi artisti prima di passare a miglior vita. Non c'è musica in questo articolo, nessuna canzone, e anche di parole ce ne sono poche, perché a parlare devono essere le immagini. E queste sono come il rock, sorriso e lacrima insieme.

                                       ...PRIMA DEL SIPARIO di A. Vanzelli

3 marzo 2017

I NOMADI, UN GRUPPO ALLO SBANDO




La mia è stata una generazione senza vento, in balia di una corrente priva di onde, di colori e di certezze. Quelle che avevamo sono tutte miseramente fallite, dal posto fisso al matrimonio. Abbiamo iniziato a remare incontro al futuro grazie alle birre con gli amici, alle parole di libri senza tempo, ai viaggi senza meta e ai tramonti in spiaggia suonando una chitarra. La musica, quella c'è e ci sarà sempre... Tutti noi ci siamo sentiti vivi grazie a quell'artista o a quella band e anche se non stiamo parlando dei Pink Floyd o di David Bowie, i Nomadi hanno rappresentato - e continuano a rappresentare - un punto di riferimento per più di una generazione. Prima con Augusto Daolio, personaggio unico del nostro panorama musicale, e poi con Danilo Sacco, che ne aveva raccolto degnamente il testimone. Poi, la sua uscita dal gruppo ha di fatto scorrere i titoli di coda a quella che credevamo essere una favola senza fine. Qualcosa lì si è rotto, poco da fare. Danilo cantava "Toccami il cuore e senti com'è vivo", ma io quel cuore ormai non lo sento più.

                              IL QUARTO TEMPO DEI NOMADI di A. Vanzelli

28 febbraio 2017

10 COSE CHE MI MANCANO DEGLI ANNI '90



"Non si esce vivi dagli Anni '80" cantavano gli Afterhours. Io quel decennio l'ho vissuto da bambino, ho ricordi vaghi, non come i Novanta, quelli si che li ho presi a piene mani. Se ci ripenso, cancellerei le lacrime dopo la sconfitta ai Mondiali contro il Brasile, e quel rigore di Baggio in curva. Non mi manca l'alzarsi alle 6.45 per prendere il pullman per la scuola e quella paura fottuta ogni volta che entravo in classe. Non mi manca la solitudine del bruttino e sfigato, non mi manca l'avvento del compact disc e i lettori cd portatili. Non mi mancano le siringhe sporche di sangue camminando per strada a Taranto, o la convinzione che Tangentopoli potesse cambiare davvero tutto. Non mi mancano le mattine con l'ansiogena sigla del TG5 e quei servizi sulla Guerra del Golfo. Cancellerei tanto degli Anni '90, ma sono stati grandi anni, ne siamo usciti vivi, sicuramente felici e, se provi a ripensarci ti accorgi che la nostalgia è proprio lì davanti a te, che ti prende a schiaffi. E anche se fanno male, sai che li hai vissuti appieno e questo basta.

                                       CHE NE SANNO I 2000? di A. Vanzelli

23 dicembre 2016

BUON NATALE!


Da quando ho riaperto il blog mi sento più vivo, come se una parte di me che dormiva nell'ombra fosse tornata a correre nel sole. Non avevo alcuna intenzione di tornare a scrivere, lo ammetto, sono stati gli amici a darmi di nuovo la spinta. E avevano ragione loro, perché il blog è davvero una bella avvventura, per me e Antonio Chimenti (l'autore della splendida caricatura qui sotto) e anche...



31 luglio 2015

BUONA ESTATE A TUTTI!




Mare a oltranza. Vagabondaggi in mountain bike, sempre col walkman a regime. Partite a calcio per strada sino all'immancabile "E' pronto!". Serate in giro con gli amici, col paese che pian piano si svuotava e rimanevi lì a goderti la pace delle tre di notte e la libidine dell'ultima birra. Ah, la mia adolescenza... Ora invece bisogna lottare per due settimane di ferie, in cui spesso non vuoi far altro che riposarti e passare un po' di tempo con i tuoi familiari. E anche se ogni anno tocca sorbirsi tormentoni sempre più ruffiani e inutili, per fortuna ci sono ancora i Dave Grohl, che - anche con una gamba rotta - riescono a far capire anche alle nuove generazioni che il cuore del rock batte ancora, sempre più forte. E proprio lui è venuto ad salutarvi per la pausa estiva. Antonello Vanzelli, Antonio Chimenti (autore della splendida caricatura) e tutto lo staff di Mexicotears vi augurano una meravigliosa estate!

24 luglio 2015

DUE DA RICORDARE




Stavano arrivando i quindici anni, erano lì, a portata di mano. Ero un ragazzino a modo, solare e tranquillo. Quella sera, a fine cena, era passato Vito, un vicino di casa, a salutare. Il telegiornale volgeva al termine quando diedero la notizia della morte di Alessandro Bono per Aids. E proprio Vito - che non aveva mai brillato per apertura mentale - commentò con un caustico: "Madonna che cose, lo avevano pure fatto andare a Sanremo..." e io scossi il capo, come se fosse una colpa portare addosso un male tanto terribile. Mi alzai da tavola e andai via...

                    IN RICORDO DI FEIEZ E ALESSANDRO BONO di A. Vanzelli

2 luglio 2015

CANZONI CONTRO LA GUERRA




Questa è una storia vera, non è Hollywood. Nel 1942, in un campo di concentramento di Kiev, furono segregati dei calciatori ucraini di alto livello. Quando i nazisti lo vennero a sapere, li sfidarono per dimostrare la loro superiorità. Gli ucraini sapevano che avrebbero dovuto perdere, ma quando videro sugli spalti il loro popolo festante, non ce la fecero a metter da parte l'orgoglio: dominarono, vincendo 5 a 1 e regalando una speranza di riscatto alla propria gente. I tedeschi ingoiarono, proponendo una rivincita. Il mese dopo, lo Start (così si chiamava la selezione ucraina) affrontò un team di ufficiali nazisti, in uno stadio blindato dalle forza di occupazione. Il primo tempo si chiuse sul 3 a 1 per i prigionieri, che durante l'intervallo subirono minacce per perdere la partita. L'orgoglio e l'amor proprio però vincono ogni minaccia e dopo il 3 a 3 tedesco, gli ucraini dilagarono, vincendo 5 a 3. Questa storia ha ispirato il meraviglioso "Fuga per la Vittoria" con Sylvester Stallone e Pelè, film dal lieto fine: i detenuti infatti riescono ad evadere. La realtà è che i prigionieri con quella vittoria siglarono la loro condanna: furono fucilati o estradati in un lager, solo in due si salvarono. La vita non è Hollywood, nella guerra non c'è mai un lieto fine.

                  NON E' LA ROSA NON E' IL TULIPANO di Antonello Vanzelli

8 giugno 2015

LE CANZONI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE




Maria Grazia era di Avetrana, paese che non ha bisogno di presentazioni. Lei ed io abbiamo avuto una storia molto dolce tanti anni fa, ne conservo polaroid di gioia. Quando sorrideva il mio mondo si fermava, eppure il suo sguardo era velato da un alone di tristezza. L'intimità con lei era difficoltosa e col tempo riuscì ad aprirsi, spiegandomi il perché: era stata molestata da un suo zio appena ragazzina. Non lo sapeva nessuno, nemmeno i suoi genitori: se suo padre l'avesse scoperto, l'avrebbe ucciso di botte. Tra me e lei non funzionò, giravo per il mondo per lavoro e lei aveva bisogno di una persona vicino. Ci risentimmo l'ultima volta nel 2010, quando ero in Norvegia: mi disse di aver trovato quello giusto e le augurai tanta felicità. Non so se sia Avetrana ad essere un posto malato o sia solo una triste combinazione, ma mi piace immaginarla felice, con due marmocchietti che le corrono intorno con i suoi stessi occhi cielo, che spero finalmente si siano liberati di quell'alone di tristezza.

            CANZONI CONTRO GLI ABUSI SULLE DONNE di Antonello Vanzelli

11 maggio 2015

QUELLA VOLTA CHE GEORGE HARRISON...




Ho sempre avuto un debole per quelli che restano dietro le quinte anche se meriterebbero il centro del palco. George Harrison è stato uno di quelli, suonare al fianco di due fottutissimi geni come Paul McCartney e John Lennon gli ha tolto luce e carati. Lui, così schivo e introverso, costretto a giocare a pallone nella stessa squadra di Maradona e Platini. "Non deve esser stato facile per lui lavorare con due egomaniaci come me e Paul" ammise Lennon. Chi conosce la musica, però, sa che grandioso chitarrista fosse George Harrison, canzoni come "Something", "While My Guitar Gently Weeps" e "Here Comes The Sun" dicono più di tanti articoli come questo. Molti però non sanno che anche lui ha rischiato di finire proprio come John Lennon, assassinato da un folle...

                   ...VENNE AGGREDITO DA UN FOLLE di Antonello Vanzelli

16 marzo 2015

QUANDO UN PRODUTTORE CAMBIA LA STORIA




Justin Timberlake ha sfondato nella musica, ha fatto centro al cinema, ha soldi a palate, fama e donne meravigliose. Eppure c'è un neo nel suo presente: nel 2011 ha comprato Myspace per 35milioni di dollari sperando di rilanciarlo, ma ha fallito miseramente. L'antesignano social network non ha retto all'esplosione di Facebook e Twitter e, nonostante un profondo restyling e la possibilità di creare una propria web radio, ormai cammina sul ciglio del baratro. Peccato, ho bellissimi ricordi a lui legati, avevo creato una mia pagina davvero sfiziosa, con musica rock di sottofondo, le copertine dei miei dischi preferiti e via dicendo. Insomma, il papà di questo blog. Mi feci nuove amicizie, ma anche qualche nemico. Come quella volta che scrissi un post piuttosto pesante sulla bacheca di Francesco Renga...

                 IN RICORDO DI CARLO UBALDO ROSSI di Antonello Vanzelli

9 marzo 2015

L'INFINITA QUERELLE VASCO - LIGABUE




"Chiedo scusa a Vasco Rossi e a chi sta vivendo il lutto per la scomparsa di Massimo Riva: non sono stato sufficientemente "scafato" da immaginare che qualcuno potesse speculare sulla morte di un musicista, imbastendo polemiche di bassa lega. Io non ho mai espresso giudizi morali sull'uso di droghe, nè mi sento di fare valutazioni su ciò che è giusto e ciò che non lo è, come si poteva invece dedurre da un'intervista pubblicata su un altro quotidiano che mi attribuiva frasi da me mai pronunciate.
Quello che serve invece è, secondo me, che ognuno abbia corrette informazioni per poter fare liberamente le sue scelte. Mi soffermo su questa parte perchè vorrei fosse chiaro: non sono pro o contro la droga. Sono contro la cattiva informazione che se ne fa. Sono amareggiato dal fatto che Vasco, che pure ha una certa esperienza su certe speculazioni, abbia creduto che fossi in malafede. Voglio pensare che tutto dipenda dal carico emotivo che si porta dietro questa tragedia e dalla impossibilità di viverla in silenzio. A farne le spese, però, è proprio chi merita di riposare in pace. E per questo sono mortificato." Luciano Ligabue - 5 Giugno 1999, Corriere della Sera

                           SCUSE DIMENTICATE E LACRIME di Antonello Vanzelli

25 dicembre 2014

BUON NATALE



I Dire Straits, Otis Redding e Aretha Franklin, i Creedence Clearwater Revival, Lucio Battisti e Lucio Dalla... E Joe Cocker. Mio padre mi ha cresciuto così. Ama ricordare di quando ero piccolo, mi avvicinavo allo stereo perché volevo ascoltare i suoi dischi.
E quella cassettina di Joe che sparì quando ci rubarono la vecchia Golf...
E "With a little help from my friends" come sigla di "Blue Jeans"...
E la biografia di Zucchero e i passaggi sull'amicizia con Cocker.
E Verdone che va al concerto di Joe in "L'amore è eterno finchè dura".
Piccoli grandi ricordi. Oggi sono tornato a casa e una delle prime cose che papà mi ha detto è stata proprio su di lui. Fosse ancora qui, non saprebbe che farsene degli articoli come questo e dei servizi su di lui e se ne andrebbe al bar a festeggiare il Natale con una bottiglia di whisky.
E allora durante questi festeggiamenti, facciamo un brindisi in suo ricordo.
E' stato un 2014 colmo di soddisfazioni e non possiamo che ringraziarvi dell'affetto mostrato a questo piccolo blog, augurandovi Buone feste, e che il Natale vi regali bei momenti con le persone che amate e tanta buona musica. Auguri!

28 novembre 2014

KURT, DAVE E IL VERO IDIOTA




Quando arrivai in quell'ufficio, la prima persona che notai fu Nina. Capelli lunghi lisci, un filo di trucco intorno agli occhi, grandi e di un verde intenso, un neo vicino al lobo e un braccialetto d'argento. La sua bellezza profumava l'aria, ma vibrava di malinconia. Lavoravamo insieme e ogni tanto mi giravo verso di lei, scorgendola con lo sguardo a mezz'aria, vuoto. A volte non sentiva nemmeno il telefono, persa com'era a rincorrere chissà quale nuvola. Anche lei era nuova e non dava molta confidenza. I giorni passavano, ma non c'era verso di scalfire le sue barriere immaginarie, non veniva neppure a prendere il caffè.
"E' bellissima, ma a dir poco strana...", dissi ad Aldo, mentre lui le guardava di sottecchi l'invitante scollatura.
"Lasciala perdere, le manca qualche rotella."
Anni dopo la reincontrai casualmente...

                                              MAI GIUDICARE di Antonello Vanzelli

13 novembre 2014

GLI SCHERZI DI MISTER DESTINO




Sara è una mia vecchia amica, una di quelle che vedi poco ma sai che c'è e tanto basta a renderti più sereno. Quando l'ho conosciuta ero in Germania per lavoro, dalle parti di Wittingen. Dov'è preciso? Lasciate perdere, meglio un soggiorno tutto spesato sulla Salerno-Reggio Calabria.
L'inverno era talmente rigido che ogni mattina dovevo fare la respirazione bocca a bocca alla batteria della mia vecchia Polo e le serate le passavo a guardare vecchi film o a chattare. E' così che ci conoscemmo e nacque subito una bella amicizia. Era strano vedere come fosse facile parlare di tutto sin dall'inizio. Ed era strano come, pur non vedendolo, il suo sorriso riusciva a riscaldare.
Ci regalammo ricordi, confidandoci le nostre vite con semplicità, e difficilmente dimenticherò quello che sto per raccontarvi.
Poco tempo prima di me aveva conosciuto un'altra persona su internet. C'era del feeling, irrobustito dalla passione comune per le moto. Si diedero appuntamento proprio in moto, a metà strada: lui però a quell'appuntamento non arrivò mai.
Lo aspettò e aspettò, ma nulla, lui correva già verso un altrove privo di contorni: aveva avuto un incidente. Riuscì a incontrarlo solo al suo funerale. Fu traumatico dover dare le condoglianze al suo fratello gemello, identico in tutto e per tutto all'uomo per cui aveva iniziato a provare qualcosa.
Non è una trama hollywoodiana, solo uno scherzo di pessimo gusto di Mister Destino, che però non ha scalfito la sua gioia di vivere. Sara ora è felice, circondata dall'affetto della persona giusta e da quello dei suoi cani. Basta sorridere sempre e il ciel t'aiuta, e la mette a quel posto al destino.

                         GLI INCIDENTI NELLA MUSICA di Antonello Vanzelli

16 luglio 2014

¡ADIOS AMIGO!




11 Luglio 2014: una data che gli amanti del punk e della musica in generale di certo non potranno facilmente dimenticare. Se n’è andato anche Tommy Ramone (al secolo Tom Erdelyi), l’ultimo dei componenti dei Ramones ad essere ancora in vita. Ha perso la sua battaglia contro il cancro, esattamente come già Joey nel 2001 e Johnny nel 2004. Strana e triste coincidenza. Aveva poco più di sessant’anni.

               TOMMY RAMONE (29.01.1952 - 11.07.2014) di Carmen Schettino

6 luglio 2014

ADDIO SIGNOR TENENTE




La radio diceva che ci vuole un fisico bestiale, di stare attenti al lupo e di estati italiane mondiali, quando Mirko, compagno delle scuole medie, mi passò la cassettina di "Disperato ma non serio", il primo disco di Giorgio Faletti. Non sono andato a riprenderla e ad ascoltarla, perchè quel disco - ricco di humour nonsense e di pennellate letterarie geniali - continua a farmi compagnia da oltre vent'anni.
E continuano a farmi compagnia le battute di Vito Catozzo a Drive In.
E continuano a farmi stare bene i suoi romanzi.
E continuano a farmi stare bene i film - pochi per la faccia da cinema che aveva - che ha interpretato.
Non era uno come gli altri per me, proprio perché aveva fatto parte della mia vita in tanti piccoli grandi momenti. Proprio per questo la ferita è più profonda. Non ci sarà più l'attesa verso un suo libro, non ci saranno altre canzoni da amare. Ci sarà però un grande passato a cercar di stemperare le lacrime.

                                          GIORGIO FALETTI (25.11.1950 - 04.07.2014)

18 marzo 2014

VOLA PIANO





Frank Zappa diceva: "Gli articoli dei giornalisti di musica rock sono scritti da gente che non sa scrivere, che intervista gente che non sa parlare, per gente che non sa leggere". Una delle sue provocazioni, ma non credo sia così. Ho cominciato con questo blog per divertimento e passione, ispirandomi a gente che ha trattato la musica con il pennino intinto sempre nei colori giusti. Penso a Fausto Pirito, a Massimo Cotto, a Franco Zanetti, a Ernesto Assante o a Luca Valtorta, tutti giornalisti capaci di elevare la musica a cultura, in un Paese come l'Italia che continua a tenere l'Iva al 22% sui cd non considerandola alla stregua dei libri, l'unica forma di cultura secondo qualcuno.
Stefano Ronzani era uno di questi giornalisti, ma prima ancora era una persona a cui era facile volere bene. E' volato via troppo presto, a causa di una bastardissima leucemia, ma è ancora qui, nelle canzoni che gli dedicarono i suoi amici e nei ricordi di chi ebbe la fortuna di averlo vicino.

                               STEFANO RONZANI - 18.03.1955 - 14.08.1996

18 maggio 2013

LETTERA A P.




"In "Nome e Cognome" racconto quello che mi è successo negli ultimi tre anni. Come la morte di mio cugino Gianni a causa di una brutta malattia. Per me lui è stato come un fratello, abbiamo condiviso sogni e desideri. Ma non sono riuscito a dirgli tutto quello che avrei voluto. Così l'ho scritto in Lettera a G." Luciano Ligabue

Questo non è un articolo per voi, no, queste parole sono per me e per pochi altri. Avete sicuro di meglio da fare, non vi trattengo. Questa è una lettera a Pasquale ma lui non potrà mai leggerla: se n'è andato qualche anno fa e non l'ho nemmeno salutato.

                                                       BUON VIAGGIO

5 aprile 2013



MEXICO, NUVOLE E LACRIME





Non è una novità. E' già successo e succederà ancora.
Un cantante praticamente dimenticato da tutti viene riscoperto e rivalutato solo dopo la morte.
I dischi di Franco Califano non li comprava praticamente nessuno, men che meno quelli di Enzo Jannacci. In tempi in cui si arriva in classifica vendendo 5mila copie in una settimana, loro dubito vendessero 5mila copie in un anno.
Forse qualcuno si scaricava illegalmente le loro raccolte, certo venivano guardati con quel misto di sufficienza di chi ormai ha fatto il suo tempo ed è meglio si tolga dalle palle.
In Francia artisti così li avrebbero portati sul palmo della mano. Saranno antipatici e supponenti ma hanno rispetto per i propri cantanti, per i personaggi che hanno fatto la storia. Noi no. Preferiamo dimenticare, o metterli da parte, come si fa con le foto scolorite.

                                              AVVOLTOI E IPOCRISIA