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30 giugno 2015

TUTTE LE ABBEY ROAD PIU' BELLE




La banana di Andy Warhol. Il prisma d'arcobaleno dei Pink Floyd. Il neonato che nuota verso il dollaro dei Nirvana. Il basso dei Clash un attimo prima della morte. Non esistono, sono solo immagini fatte di nuvole e polvere. "Abbey Road" invece esiste, è una copertina vivente, respira ancora. E dire che nacque per caso: l'album si sarebbe dovuto intitolare "Everest" (dalla marca di sigarette fumate dal loro fonico) e la copertina - nelle idee di Paul McCartney - avrebbe dovuto raffigurare i Beatles all'ombra dell'imponente montagna. Ringo Starr però si oppose, non aveva alcuna voglia di andare dall'altra parte del mondo a scattare una foto. George e John erano l'ago della bilancia, ma non sapevano decidere da quale parte stare.
"Ma se non andiamo sull'Himalaya a scattarla, dimmi tu dove la facciamo...", chiese Paul.
E Ringo: "Usciamo in strada e intitoliamo l'album 'Abbey Road'". Il resto è storia.

                         ABBEY ROAD - BEATLES di A. Vanzelli e A. Chimenti

15 giugno 2015

LE COPERTINE EROTICHE




Siamo inondati di musica, tsunami di artisti e di nuove proposte ogni giorno che Dio manda in terra. Con l'avvento degli mp3, però, la copertina sta via via perdendo il peso fondamentale che aveva un tempo, quando riusciva ad ammaliarti, a carezzare la mia e tua curiosità. Non tutti però puntavano sulla semplicità, come la mucca dei Pink Floyd di cui abbiamo parlato poco tempo fa qui. Erano in tanti a spingere sull'erotismo, soprattutto in tempi di scarso liberismo sessuale e di censura. Andiamo quindi a vedere le copertine erotiche rimaste nell'immaginario collettivo:

I Roxy Music, tanta grandissima musica ma anche profonda attenzione all'artwork dei propri lavori. Spesso puntavano sul fascino femminile, declinato in chiave trasgressiva (come per "For Your Pleasure", in cui curiosamente compare una giovanissima - e irriconoscibile - Amanda Lear) o fantasy (la strepitosa Jerry Hall di "Sirens"). A volte si spingevano oltre, del resto nel 1974 mettere due modelle seminude in copertina - quella di "Country Life" - era un azzardo non da poco. Nonostante le tenaglie della censura (che rimossero completamente le due affascinanti donzelle Constanze Karoli e Eveline Grunwald), questa copertina è rimasta come una delle più famose e intriganti di sempre.


23 aprile 2015

LE COPERTINE MUUUSICALI




C'è chi piazza il primo piano in copertina, puntando sul proprio accattivante faccino. Chi se la gioca con fotografie suggestive o panorami mozzafiato. C'è poi chi coglie la mela dall'albero della perfezione anche senza strafare: la trasversata sulle strisce di Abbey Road, un bimbo che nuota rincorrendo un dollaro, un prisma di luce. C'è chi invece va dritto al sodo: la patta degli Stones, il culo di Bruce Springsteen, il discutibile nudo di John Lennon e signora.
E c'è anche chi si inventa copertine che all'apparenza sembrano prive di senso. Ecco, quando ho visto quella di "Atom Heart Mother" dei Pink Floyd ho pensato: "Come gli è venuto in mente di metterci una mucca?". Poi mi sono accorto che non sono i soli...

                      MI E' SEMBRATO DI VEDERE UNA MUCCA di A. Vanzelli

17 febbraio 2015

LE 20 COPERTINE ITALIANE PIU' BELLE




Che rumore fa un libro che ti ruba il fiato? Che rumore i tuoi occhi la prima volta che hanno visto l'oceano? Lo stesso rumore che fa il primo amore, lo stesso di una donna che ti sfugge e sai che non la rivedrai più, lo stesso delle parole commosse di tuo nonno mentre ti racconta di come evitò di andare in guerra. E' lo stesso di una bella copertina, che riesce a regalare meravigliose colonne sonore anche a dischi bruttini. Perché alcune cose sanno come assordare rimanendo in silenzio. 

             LE COVER PIU BELLE DELLA NOSTRA MUSICA di Antonello Vanzelli

24 novembre 2014

LE COPERTINE CENSURATE DEL ROCK




Quando si parla di copertine, il maestro è l'amico Jen D. che sul suo blog (ve lo consiglio, raisedonmelodies.blogspot.com) ha scritto ottimi articoli sull'argomento, argomento che però è un universo in continua espansione e ricco di curiosità. Salite con noi sul rapido Mexicotears, ce ne sono delle belle.

            PROVOCATORIE, PROFETICHE, MALEDETTE di Antonello Vanzelli

Abbiamo parlato giusto qualche giorno fa dei Lynyrd Skynyrd e dell'incidente che ne tranciò la sfolgorante carriera. Cassie Gaines - vocalist del gruppo - se lo sentiva: quell'aereo era un trabiccolo e andava riparato. Niente da fare, non riusci' a convincere il resto del gruppo a viaggiare col bus insieme ai roadies. L'aereo si schiantò a Gillsburg e questa è la copertina di "Street Survivor", album uscito tre giorni prima dell'incidente. Titolo e copertina profetici. Fu ritirato dal mercato e uscì con una copertina differente (quella del collage in alto), ma a ripensarci un brivido corre lungo la schiena.


27 ottobre 2014

LE COPERTINE PIU' BRUTTE DEL ROCK





La copertina di "The Endless River", il prossimo disco dei Pink Floyd (in uscita il 10 novembre) ha spaccato critica e pubblico. Molti fan l'hanno apprezzata da subito, altri hanno storto la bocca, reputandola modesta e già vista. La mia idea? E' una cover suggestiva, ma sono lontani i fasti di Storm Thorgerson e delle sue visioni surreali che bucavano la pupilla. Il brutto però è altrove e la storia del rock brulica di copertine davvero trascurabili, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

                                  COVER FUORI FUOCO di Antonello Vanzelli

3 ottobre 2014

LE COPERTINE ITALIANE PIU' BRUTTE





Se c'è una cosa che mi trasmette serenità è vagabondare in un negozio di dischi. Guardare le copertine, risconoscere gli album storici e cercarne sempre nuovi dettagli, incuriorirsi di fronte alle nuove, immaginandone i paesaggi musicali. E ogni volta è come girare per un museo, con le tele appese alle pareti e la storia della musica ad abbracciarti.
Peccato però che a grandi album talvolta corrispondano copertine non all'altezza, e se qualche tempo fa avevamo parlato delle cover più trash, stavolta, molto più semplicemente, parliamo di quelle brutte o banali che hanno costellato il panorama tricolore. Perché a volte capita che un album rimanga sullo scaffale per una copertina che proprio non ci piace.

                      QUANDO LA COPERTINA STONA di Antonello Vanzelli

16 maggio 2014

LE 25 COPERTINE PIU' TRASH DELLA MUSICA




La banana warholiana e il neonato che nuota verso il dollaro nella piscina nirvanica.
Le strisce pedonali di Abbey Road e il crocifisso distruttivo dei Guns.
Il prisma che sprigiona colori e l'uomo in fiamme dei Pink Floyd.
Gli Who che si chiudono la patta dopo essersi liberati la vescica.
Le due invitanti giovinette in deshabillè dei Roxy Music.
Le mani al cielo de "Il mio canto libero" e Mina e Celentano in versione Walt Disney.
L'uomo impaurito dei King Crimson e il bambino incazzato di Bono e soci.
La bambina triste con i fiori in mano nel testamento sonoro di Faber.
Paul Simonon che spacca il basso su "London Calling".

Quante volte abbiamo comprato un album solo perchè ammaliati dalla sua copertina? E quante volte queste sono entrate nell'immaginario collettivo, al punto da diventare arredamento, magliette, tatuaggi... Insomma, vita?
Peccato che a volte si esageri, lasciando spazio al kitsch più esasperato. Non ci credete? Date un'occhiata, c'è roba da far hpponare la pelle. Ecco a voi la classifica delle 25 copertine più trash di sempre:

25° POSTO:
24° POSTO: Chi non ha mai voluto ascoltare le "Canzoni per cani omosessuali"?