24 novembre 2014

LE COPERTINE CENSURATE DEL ROCK




Quando si parla di copertine, il maestro è l'amico Jen D. che sul suo blog (ve lo consiglio, raisedonmelodies.blogspot.com) ha scritto ottimi articoli sull'argomento, argomento che però è un universo in continua espansione e ricco di curiosità. Salite con noi sul rapido Mexicotears, ce ne sono delle belle.

            PROVOCATORIE, PROFETICHE, MALEDETTE di Antonello Vanzelli

Abbiamo parlato giusto qualche giorno fa dei Lynyrd Skynyrd e dell'incidente che ne tranciò la sfolgorante carriera. Cassie Gaines - vocalist del gruppo - se lo sentiva: quell'aereo era un trabiccolo e andava riparato. Niente da fare, non riusci' a convincere il resto del gruppo a viaggiare col bus insieme ai roadies. L'aereo si schiantò a Gillsburg e questa è la copertina di "Street Survivor", album uscito tre giorni prima dell'incidente. Titolo e copertina profetici. Fu ritirato dal mercato e uscì con una copertina differente (quella del collage in alto), ma a ripensarci un brivido corre lungo la schiena.


L' 11 settembre del 2001 ero nella mia camera singola di Potenza. Il libro di Fisica 1 mi guardava in cagnesco, mentre cazzeggiavo davanti alla tv. D'un tratto il palinsesto impazzì, ma ad impazzire sul serio fu il mondo intero, perso a guardare due aerei schiantarsi contro le Torri Gemelle.
Erano le 8.46. Quel giorno nei negozi di dischi faceva capolino "Live Scenes from New York", il nuovo disco dei Dream Theater (recensiti anche qui). Sulla copertina, una mela cinta dal filo spinato e le Totti Gemelle - insieme alla Statua della Liberta - in fiamme. Incredibile. Nei negozi giusto 45minuti prima che la Grande Mela si tingesse di rosso sangue e lacrime. La casa discografica corse ai ripari, richiamando le copie in commercio e sostituendo la cover, sotto lo sguardo di Mr. Destino che bastardamente se la rideva.


E veniamo ad uno dei casi più noti, ovvero alla storica copertina di "Nevermind" dei Nirvana. Negli States a farla da padrone sono le grandi catene come Wal Mart e K-Mart, che non volevano distribuire il disco, a causa del... ehm... pistolino del bimbo. Il divieto fu aggirato con un adesivo che copriva le nudità. Del resto, anche la Geffen, casa discografica di Kurt Cobain e soci, aveva subito capito che quell'immagine avrebbe potuto creare problematiche di mercato. La risposta del frontman? Attaccateci sopra un adesivo con su scritto "Se ti senti offeso da questo sei un potenziale pedofilo".


La prossima è una copertina davvero contraddittoria, di cui davvero in pochi ricordano. E' il lontano 1972 e sugli scaffali arriva "Ben", il secondo album di un giovanissimo Michael Jackson. Penso ve lo sarete chiesto tutti, cosa ci fa un ratto enorme, schifoso ed incazzato sotto il viso del Re del Pop? "Ben" era il titolo di un film in cui un ragazzo fa amicizia con un topone assassino, che guida una schiera di simpatici roditori altrettanto pericolosi. La canzone era stata scritta proprio per il film, quindi eccovi servito il collegamento. Ovviamente poi la casa discografica capì che la cover era brutta, ma di un brutto raro, ed eliminò gli animaletti, lasciando in copertina solo Michael.

Blind Faith, un dream team formato da Eric Clapton, Steve Winwood e Ginger Baker, a cui poi si aggiunse Rich Gregh. Un solo album, ma splendido, prima di correre verso nuovi sentieri musicali. Peccato che quel disco avesse una copertina molto discutibile: una ragazzina nuda con un aereo in mano, evidente simbolo fallico. Caduta di stile. Fu tolta dal commercio e soppiantata da una molto più sobria, una semplice foto del gruppo.


Quando comprai "Appetite for Destruction" dei Guns 'n' Roses, non avevo la minima idea che quella non fosse la sua copertina originale. Bellissima, intendiamoci, ma la copertina censurata, per quanto forte, è davvero una meraviglia. L'album prese il nome proprio dal quadro di Robert Williams, raffigurante una donna svenuta, mentre un mostro volante cerca di difenderla da un robot che vorrebbe stuprarla. Fu tolta dal mercato quasi subito e soppiantata dal tatuaggio di Axl Rose. Del resto Williams disse che la band non aveva neppure pagato i diritti, violandone il copyright.


Nella morsa dei benpensanti finirono anche i Pink Floyd. Ci riferiamo all'immagine di "Wish you were here", ovvero ai due uomini d'affari - di cui uno in fiamme - che si stringono la mano. La cover ha un elevato significato simbolico (il nascondere i propri sentimenti per paura di rimanere scottati), ma fu ritenuta troppo violenta. L'unico però a rischiare sul serio fu uno dei due stuntman della foto: il vento cambiò improvvisamente e le fiamme dell'altro arrivarono a lambirgli il volto, bruciacchiandogli i baffi...


Dei Beatles ne avevamo parlato già nell'articolo sulle copertine più brutte del rock (qui), ma quella era nulla a confronto di "Two Virgins" di John Lennon. Il suo primo album solista fu registrato in una sola notte con Yoko Ono, approfittando dell'assenza dell'allora moglie di Lennon, in vacanza. I due pensarono bene di piazzare in copertina i loro poco aggraziati nudi, creando ovvi malumori in seno alla casa discografica. Con l'assenso della neocoppia, impacchettarono tutto con un involucro marrone che lasciava visibili solo i volti. Allo sperimentale album (modo gentile di dire "inascoltabile"), non bastò nemmeno quella provocante copertina a far breccia nelle vendite: solo 5.000 le copie smerciate in terra britannica.


Cancelliamo dalla mente quel doppio discutibile nudo, che ne dite? I Queen erano dei gran mattacchioni e se ne fregavano altamente della stampa e di ciò che avrebbero detto, andavano dritti per la loro strada. Lo fecero anche con la cover del singolo di "Fat Bottomed Girls", con delle natiche femminili di tutto rispetto piazzate in primo piano. L'ombra della censura costrinse ad aggiungere delle mutandine scarlatte, persino troppo striminzite per cotanta mediterranea formosità.


I Rolling Stones alzarono un polverone ai tempi con la copertina di "Beggars Banquet", ritraente il muro alle spalle di un water e parte della tavoletta alzata. Nulla di oltraggioso, ma non furono della stessa idea le case discografiche inglesi e americane, che la bocciarono. Mick Jagger tentò di mediare, proponendo che il disco fosse inserito in una busta marrone con l'adesivo "non adatto ai bambini", ma anche quella soluzione fu scartata. Alla fine l'album uscì con una banalissima cover che sembrava un biglietto da visita, ma per fortuna l'originale fu rispolverato per le successive ristampe.


"You Give Love a Bad Name", "Livin' on a Prayer", "Wanted Dead or Alive"... "Slippery When Wet", terzo disco dei Bon Jovi, non ha certo bisogno di presentazioni. E la copertina originale? Autoensurata! L'idea originale del gruppo - che spesso si fermava in uno striptease club nel periodo delle registrazioni - era quella di pubblicare un bel paio di abbondanti seni femminili, che richiamassero una frase gridata da uno di loro durante una di quelle serate, "Scivolose se bagnate" appunto. Peccato che rischiavano una denuncia da un'associazione moralista americana e ripiegarono sulla più anonima copertina che tutti conoscono. Leggenda tramanda che Jon Bon Jovi la scrisse con un dito su un sacco della spazzatura.


"Diamond dogs" di David Bowie è un altro caso ormai molto noto. Era il 1974 e Bowie venne ritratto come se fosse metà uomo e metà cane dall'artista belga Guy Peelaert. Il controverso dipinto mostrava degli organi genitali ibridi e venne coperto da sfumature di nero. La prima versione è ovviamente molto richiesta tra i collezionisti e raggiunge spesso cifre considerevoli.


Per "Electric Ladyland" Jimi Hendrix aveva le idee chiare: voleva in copertina una foto di Linda Eastman (ancora non coniugata McCartney) con la band e dei bambini intorno, tutti seduti su una scultura tratta dal romanzo "Alice nel paese delle meraviglie". Tutto inutile. L'etichetta americana virò su un'immagine di Hendrix di Karl Ferris, mentre quella britannica provò la giocata "hot" ad effetto, piazzandoci venti donne nude, una con un ritratto del chitarrista tra le mani. Non piacque all'opinione pubblica e nemmeno allo stesso Jimi ("Non mi rappresenta per nulla"), e si virò anche li sulla copertina U.S.A..


Ho recentemente scoperto che anche Lucio Battisti subì delle forti censure, in particolar modo all'estero. Considerato un fascista (vai a capire perché), i suoi dischi erano osteggiati nella Spagna franchista. In Argentina invece pensarono bene - come successo ai Queen - di coprire l'aggraziato fondoschiena femminile di "Amore e non amore", consurandolo alla bell'e meglio.


Direi di chiudere alla grande, ricordando il caso di "Paparock", firmato Enrico Ruggeri, allora ancora nei Decibel. Nel primo album "Punk", non lesinarono in cattiveria, partendo subito con una strepitosa "Figli di...", a cui seguiva appunto "Paparock". Eravamo durante il Pontificato di Paolo VI e la censura agì con la stessa rabbia punk del gruppo, cancellando impietosamente tutta la parte vocale, distorta in fase di missaggio (come potete ascoltare nel link sottostante). Stesso trattamento riservato alla copertina, con la scritta "Testo Censurato" a coprire le parole del testo. Circola una registrazione di un live del gruppo del 1978, unico modo per ascoltarla senza opinabili sforbiciate.
Qualcuno si chiederà, perché i vinili dei Decibel non sono ancora stati ripubblicati su compact disc? Si vocifera che chi ne detiene i diritti stia aspettando la dipartita di Ruggeri per lucrarci sopra. E io gli avvoltoi spero sempre muoiano prima della preda che vogliono spolparsi...


4 commenti:

Roberto Paglia ha detto...

Nei primi anni '80 l'album dei Blind Faith veniva ristampato a prezzo economico con la cover originale, lo so per certo perché lo comprai! Quanto ad Appetite, ero già più grandicello e la prima stampa non mi sfuggì. Va bene, i soldi li spese mia sorella ma fa lo stesso, dai. Two Virgins (uno dei dischi più brutti della storia)con la busta marrone faceva parte della mia collezione di vinili, un peccato averlo venduto. Grande post! Tra l'altro non sapevo che Ben avesse quella copertina, in origine... è assurda! :)

Antonello Vanzelli ha detto...

Ciao caro Roberto, sempre un piacere leggere la tua opinione e i tuoi ricordi... L'ideatore della copertina di Ben andrebbe studiato per capire come abbia potuto concepire un simile obbrobrio. Peccato tu abbia venduto Two virgins ma musicalmente non hai perso proprio nulla :-)

Jen D. ha detto...

Sono onorato dalla tua citazione e francamente credo tu abbia fatto un gran lavoro in questo post. Continua così, Antonello!

alice ha detto...

io ho la copertina dei guns roses la prima che fu cambiata e mi chiedo ancora se ha un valore!!!