2 dicembre 2014

STUDENTESSI VS L'ALBUM BIANGO



La prima comitiva del paese aveva degli equilibri tutti suoi. C'era quello navigato, che con l'altro sesso ci sapeva fare e che al Nord era stato in un night club. Io non sapevo nemmeno com'era fatto un night club.
C'era poi l'amico paciarotto, buono ma silenzioso, e quello che parlava solo di calcio, ficcandoci Del Piero anche se si discuteva della crisi in Medioriente. C'era il barzellettiere e il timido, che però quando parlava erano sciabolate. C'era anche il brutto butterato che tornava a casa prima perché su Telecapri davano i porno e il pallonaro, che millantava storie di passione con forestiere: peccato che nella realtà si chiamassero tutte Federica.
Ecco, gli Elio e le Storie Tese sarebbero quegli amici che nella compagnia vorremmo ci fossero sempre, perché con loro la serata svolta e se sai che non escono, stai a casa anche tu. E quando è uscito "L'album Biango" ho ritrovato amici che non vedevo da tempo.

       ELIO E LE STORIE TESE - RECENSIONI FUORITEMPO di Antonello Vanzelli

Le sigle di Mai Dire Gol.
La festa delle medie di Panino, che poi era anche la nostra.
Quel Sanremo in cui stregarono l'Italia.
"Del meglio del nostro meglio" e le canzoni cantate al liceo con Enrico.
"Craccracriccrecr" e "Cicciput" in loop per anni.

Poi qualcosa si ruppe, come in una bella storia d'amore loro dicevano "Cara ti amo" e io "Mi sento confusa". Accadde quando uscì "Studentessi" e ascoltai "Parco Sempione": non riuscì a emozionarmi, rimanendo in bilico sul ciglio dell'indifferenza. Mi feci persino contagiare da pareri contrastanti, per lo più negativi, e allora mi presi del tempo. Poi lo trovai a 2 euro in un Libraccio a Milano, mi guardava con gli occhietti dolci e mi lasciai rapire, finendo nuovamente nel boschetto della mia e della loro fantasia. Dovevo chiudere il cerchio e capire. E infatti finalmente compresi la grandezza di una canzone come "Parco Sempione", che è ora una delle mie preferite in assoluto, con quel crescendo coinvolgente e quel finale cattivo, dedicato ai figli di troia che hanno abbattuto il Parco di Gioia.
La perla assoluta del disco però è "Plafone", uno degli esempi più fulgidi della grandezza musicale degli Elii. I primi due minuti - uno strumentale d'altri tempi - riporta alla mente i grandi momenti del progressive tricolore, dalla PFM passando per le Orme e gli Area (ma ne parleremo dopo). Poi entrano da par loro Antonella Ruggiero e Elio e sono applausi. Molto ispirate anche "Ignudi tra i nudisti" e "Gargaroz".
Ho però anche capito perchè i feedback dei fan siano stati discordanti. E' infatti un disco sovraccarico e non sempre a fuoco, con diversi episodi trascurabili (Tristezza", "Indiani (A caval donando)", "La risposta dell'architetto") e il gioco dei rimandi e delle citazioni musicali a volte sfugge di mano ("Supermassiccio" vs "Supermassive Black Hole" dei Muse). Del resto anche la - troppo - lunga suite "Effetto memoria" ne ha guadagnato non poco nella trasformazione a sigla di "Boris", un bruco diventato farfalla.


Al contrario, il beatlesiano "L'album Biango" regala solo luce, senza angoli in ombra e passi falsi. A Sanremo avevano puntato sul brano d'apertura, la briosa e pungente "Dannati Forever" (lo dimostra il fatto che avessero pronto già il video di questa canzone), ma il pubblico preferì "La canzone mononota", un divertissement degno degli anni d'oro passati con la Gialappa's. Piacevolissima la successiva "Il ritmo della sala prove", che poi è la storia non solo degli Elii ma di tutti i gruppetti di amici che iniziano a fare musica in una sala prove ricoperta di cartoni di uove. Un pelo meno coinvolgenti le successive "Lettere dal WWW" e "Enlarge your penis", probabilmente perché l'ironia sullo spam nel web è arrivata fuori tempo massimo.
Si torna a volare alto con "Lampo", in cui tirano fuori la loro - condivisibile - acidità nei confronti del malcostume dei nostri giorni, quello dei selfie con gli artisti e dei cellulari perennemente al cielo durante i concerti, prima di sparare una ballata delle loro, ovvero "Luigi il Pugilista", la saga sportiva di un quattrocchi - e due stanghette - che evita i pugni grazie agli occhiali. Uno dei migliori episodi del disco, paragonabile alle storiche "Bis", "Fossi figo" o "Caro 2000".
"Una sera con gli amici", pop di maniera che mantiene la sufficienza, apre la strada a "Amore amorissimo", scritta in origine per Fiorello (che appare in un gustoso cameo in apertura del pezzo). La band lombarda la rifà a modo suo, colorando Modugno di tonalità dance: una signora canzone.
Le citazioni fioccano copiose (dai Beatles stessi a Jannacci, da Mina agli Earth Wind & Fire) ed è davvero difficile, come dicevo, trovare zone morte. Lo dimostrano anche "Il tutor di Nerone" e l'incontro con gli Area, sino a dilagare definitivamente prima del sipario, con quella "Il complesso del Primo Maggio" che è già un classico: Elio e soci liberano le briglie e passano dal reggae al folk e al nu metal, oscurando con la loro maestria gran parte dell'attuale scena tricolore. Eugenio Finardi sta al gioco, impreziosendo una canzone dalla lucentezza cristallina.


Il loro amico Enrico Ruggeri una volta ha detto che gli Elio e le Storie Tese dovrebbero pensare meno a dimostrare quanto - tanto - siano bravi tecnicamente e dare maggior spazio alla loro vena surreal-demenziale. Il punto è proprio questo: in "Studentessi" non ci sono riusciti mentre ne "L'album biango" l'equilibrio è perfetto. Sembra quasi che nel primo avessero voglia di strafare (lo dimostrano anche i tanti, troppi duetti), cercando nuove strade musicali ("Heavy Samba" ad esempio) e terreni meno battuti, mentre nel secondo ogni mattoncino è al suo posto, e forse consci dei bianchi e dei neri del lavoro precedente, qui regalano solo colori vividi, pastello.
Non ce la faccio però a non amare ugualmente "Studentessi", e il merito è di "Single" cantata da Luigi Piloni. Luigi Piloni non esiste, è uno dei tanti pseudonimi usati da Paolo Feiez Panigada e risentire la sua voce e vedere la sua splendida foto giovanile inserita nel libretto non può che farmi scendere una lacrima...
Ecco, gli Elii sono quegli amici che nella comitiva vorresti ci fossero sempre perchè con loro la serata svolta, sia che si tratti di ridere insieme o ascoltare dell'ottima musica, sia che si tratti di ricordare un amico che non c'è più, e manca. Ciao Panino, e sereno, sei sempre qui.

6 commenti:

Nella Crosiglia ha detto...

Questa recensione è da manuale, prima cosa perchè è fatta benissimo e seconda cosa per la conoscenza perfetta di questo gruppo, difficilissimo da conoscere e da recensire..
Standing ovation amico mio...
Chapeau!!!
E..sicuramente bacissimo...

Antonello Vanzelli ha detto...

Ma ciao Nella, i complimenti di chi se ne intende di musica valgono doppio :-))) Gli Elii sono una mosca bianca nel panorama italiano, conoscerli per bene (e innamorarsene) è un atto d'amore verso se stessi :-) Bacio!

Beastwars ha detto...

Ottima recensione, curata nei minimi dettagli e resa ancora più godibile dalla passione e dalle emozioni che trasudano dalle parole.
Se posso dare la mia opinione, innanzitutto volevo sottolineare la presenza di un grande della musica nostrana, ovvero Fabio Treves, in "Il Ritmo Della Sala Prove", e infine volevo anche dare il giusto tributo a "Una Sera Con Gli Amici" che trovo assolutamente geniale nella sua ironia.
Ancora complimenti ;)

Antonello Vanzelli ha detto...

Ciao Beastwars, grazie davvero del tuo bel commento, dimostra che le mie parole e le mie emozioni sono arrivate.
Giusta la puntualizzazione su Fabio Treves e visto che ci sono, direi due parole anche su Paola Folli, che da tanti anni ormai segue l'allegro complessino. Spesso rimane nell'ombra, ma ha una voce che incanta.

Anonimo ha detto...

Personalmente trovo "Studentessi" un capolavoro, il miglior album della band. De gustibus...

Seenax Baerd ha detto...

Ottima recensione, condivido a pieno tutto, ma secondo me anche "Enalarge" e "Una Sera.." meritano un giusto riconoscimento: per la prima ritengo che il modo in cui vengono considerate le email, come se fossero una nuova tecnologia, è geniale solo per il fatto di aver fatto finta di essere andati fuori sincrono col mondo intero di 20 anni. Per la seconda invece è necessario controllare i crediti del disco perché, da quanto ho visto, "Una Sera con gli Amici" è stata scritta interamente dal solo Faso!