1 dicembre 2014

CHE FINE HANNO FATTO?




Il  Crystal ball.
Il Pranzo è servito.
Porco il mondo che c'ho sotto i piedi!
L'Amiga 500, gli Sgorbions e l'Uniposca.
Il Burghy, le Zigulì e le Tabù.
Le musicassette e la coccoina. 
Io il 18 lo rifiuto!
A-Team e Genitori in Blue Jeans.
Il succo di frutta Billy, il Soldino e la Girella Motta, il Twister e il Blob.
A Peo, com'è che lo chiamavano? Lo schiantatope? Ma vattenaffanculo!
Benny Hill.
La Pista Polystil e le Hot Wheels.
La Polaroid sventolata e Ciripiripì Kodak!

Non so se gli Anni '80 siano stati migliori o peggiori, ma hanno lasciato dietro tanta nostalgia. Piccole cose, nulla che non abbiamo anche oggi, ma un tempo quelle piccole cose bastavano sul serio a essere sereni. Ti spruzzavi le mani di Vinavil e tiravi via, mentre guardavi Vito Catozzo o Jerry Calà fare gli idioti dall'altra parte dello schermo. Oggi vedo persone con lo sguardo fisso sul cellulare o sul tablet, tirare dritto senza nemmeno degnare gli altri di uno sguardo, abbruttiti dallo stress e incattiviti dal loro stesso - balordo - stile di vita. Li prenderei uno per uno e gli farei giocare a nascondino, a Indovina Chi?, all'Allegro Chirurgo e al Gioco della Bottiglia, per ritirare fuori il bambino che avevano dentro e che hanno perso da tanto tanto tempo.

                                     ICONE PERDUTE di Antonello Vanzelli

Di giochi, cibi, telefilm e programmi tv ne abbiamo persi in quantità, ma che fine hanno fatto e cosa fanno oggi le icone degli Anni '80 e '90?

E' stato uno dei miei sogni erotici adolescenziali, l'olandese Anouk, quella che lanciò la trascinante "Nobody's wife", prima di sparire dai radar musicali italiani. Coerenza saltami addosso, direi, visto che dopo pochi anni la moglie di nessuno si sposò e procreò abbondantemente (tre figli con l'ormai ex marito e un altro dopo una breve storia con un rapper). Lasciando da parte la vita sentimentale, la sua carriera è proseguita senza sosta e consta ormai di nove lavori, che hanno portato buoni riscontri in Olanda e Belgio, ma che da noi sono passati inosservati.


Meteorissima del rock americano sono state le 4 Non Blondes. Sfornarono una hit single strepitosa, quella "What's up" che ancora oggi si ascolta spesso sui network radiofonici. Toccata e fuga, si sciolsero appena dopo il primo disco. L'anima della band era Linda Perry (voce e chitarra) ed è quella che in seguito ha portato a casa le maggiori soddisfazioni. Dopo un paio di produzioni soliste, è diventata una delle maggiori producer americane, sfornando hit per P!nk, Christina Aguilera, Gwen Stefani e Alicia Keys. A trarne beneficio è stata anche la carriera di Giusy Ferreri che ha collaborato anche recentemente con la Perry. Si sente la sua mano in "La scala (The ladder)", uno dei brani migliori di "Gaetana".


Vi ricordate i Kaoma? Come chi, quelli che cantavano "Lambada", il tormentone per eccellenza... Ecco, bravi. Fecero il giro del mondo con il loro sound danzereccio, prima di finire in tribunale. Si, "Lambada" era un plagio clamoroso di una canzone boloviana dei Los Kjarkas e ovviamente la causa la persero. Lanciarono qualche altra hit di medio successo, prima di sparire dalle scene.
E Loalwa Braz, la voce brasiliana del gruppo francese, dov'è finita? E' sposata ed è ospite fisso in un programma televisivo verdeoro. Non posso dire che ne senta la mancanza.

Ho seguito con piacere la scorsa edizione di The Voice. Mi sono piaciute tante cose, in particolare i giudici, che però sono platealmente scivolati di fronte all'esibizione di Alessandra Drusian, la voce dei Jalisse, quelli di "Fiumi di Parole". Trionfarono a Sanremo e poi finirono nell'ombra. Nessuna dei giudici del talent l'ha scelta, nonostante una ottima prova vocale su un pezzo di Laura Pausini. Considerando quanti ragazzi acerbi sono stati scelti durante l'annata, la cosa mi ha infastidito non poco, sarebbe potuta essere una buona chance di rilancio per la Drusian, la cui classe vocale è indiscutibile. Non si è persa d'animo e insieme al suo compagno di avventura Fabio Ricci ci sta riprovando. E' infatti uscita da pochi mesi "L'alchimista, per sempre tuo cavaliere", dalle sonorità che ammiccano alla pop-dance con influenze fantasy. In bocca al lupo!

Quante volte vi siete chiesti "Che fine avrà fatto Eagle-Eye Cherry?" Della voce svedese di "Save Tonight" - che gli fece vendere 4 milioni di copie nel mondo - non si è più sentito molto parlare da quel lontano 1997. Una collaborazione con Santana nel fortunato "Supernatural" e alcuni dischi solisti che non hanno bissato quell'exploit. Insomma, il fratello di Neneh Cherry e figlio del trombettista jazz Don Cherry ha continuato a suonare, con risultati molto altalenanti.
Ho però scoperto che i suoi inizi furono nel mondo del cinema. Ha infatti partecipato a pellicole come "Nato il 4 Luglio" e "The Doors", più varie apparizioni televisive tra cui "I Robinson". Insomma, ha davvero un grande futuro, alle spalle...


"Der Kommissar" e "Rock me Amadeus" sono classici Anni '80 ancora oggi amati e molto suonati dalle radio. Le cantava Falco, artista austriaco di fama mondiale. La sua stella andò via via appannandosi, restando però immutata in Austria e Germania. Si trasferì in Repubblica Domenicana per motivi fiscali, trovando la morte in un incidente stradale a nemmeno 41 anni. Una parabola troppo veloce la sua.

Gli amanti del metal non hanno mai dimenticato Paul Di'Anno, voce degli Iron Maiden tra la fine dei '70 e l'inizio del decennio successivo. Allontanato per gravi problemi di alcool e droghe, intraprese una lunga carriera discografica, fondando una moltitudine di gruppi, sempre con scarso successo, e ancora oggi continua a cantare. Si è fatto anche due mesi di carcere per frode, visto che percepiva una pensione d'invalidità e nel frattempo si esibiva sui palchi di tutto il mondo. E poi qualcuno si chiede perché certi personaggi restino perennemente ai margini del successo...

Poi però capita anche che un gruppo sul tetto del mondo scivoli via senza un vero perché. Di one hit band è piena la storia del rock e l'esempio più calzante è quello dei The Knack della immarcescibile "My Sharona". Milioni e milioni di copie vendute, dominio nelle chart di tutto il mondo e poi? Il secondo disco non bissò quel grande successo e col terzo andò anche peggio. Qualcuno dice che furono osteggiati, come accadde ai Monkees. Penso invece che probabilmente pagarono l'essere esplosi fuori tempo, nel periodo d'oro della dance e del punk. Peccato.


"Cerca nel cuore" è stata la prima e unica canzone che io abbia scritto a quattro mani. Il testo in effetti è mio mentre la musica è metà mia e metà di Gianfranco Fornaciari. Un esperimento, uno dei vari di questo mini cd ("A che ora è la fine del mondo?", ndr). Il pezzo venne scritto per l'occasione e devo dire che è una canzone che è rimasta, piace, ha avuto anche un video piuttosto riuscito". Luciano Ligabue (Vivere a orecchio, Ligabue si racconta a Riccardo Bertoncelli - Giunti Editore, 2005)

Quella canzone mi ha sempre preso bene, ma chi era e che fine ha fatto Gianfranco Fornaciari? I fan della prima ora non avranno certo dimenticato i Clan Destino (di cui Fornaciari era voce e tastiere), il gruppo col quale il Liga arrivò al successo, prima che stress e tensioni interne portassero ad una clamorosa scissione. Ricercando notizie su Fornaciari - suo l'inconfondibile giro di piano di "Ho messo via" - ho scovato un suo blog musicale ormai abbandonato ma molto interessante. Curioso, l'ho contattato tramite i social network e lui molto carinamente mi ha risposto: si occupa di comunicazione digitale e continua a suonare con "Lassociazione" (scritto proprio così) insieme a Gigi Cavalli Cocchi (ex batterista dei Clan Destino).
Il cerchio con il Liga si è chiuso nel 2011 quando Fornaciari è tornato a suonare con i Clan Destino al CampoVolo 2.0, incidendo poi dopo 17 anni l'inedito "M'abituerò" e partecipando anche al video. Ecco una sua breve intervista pre-CampoVolo 2.0:


A molti il nome Trevor Horn non dirà molto. E se vi dicessi "Video killed the Radio Star"? Ecco, vedo la lampadina accendersi. Già, Trevor Horn e Geoff Downes erano i Buggles. Era il settembre di trentacinque anni fa e la canzone deflagrò in tutto il mondo, diventando l'evergreen per eccellenza. Dopo quel successo, i due entrarono a far parte degli Yes: un solo album all'attivo, prima del secondo - e meno fortunato album dei Buggles. Da quel momento, Horn intraprese la carriera di produttore musicale, con grandi soddisfazioni. C'è il suo zampino nei successi di Pet Shop Boys, Seal, Frankie Goes to Hollywood, Tina Turner, Tom Jones e tanti altri. Negli ultimi anni è stato dietro alla consolle per alcuni brani del nostro Renato Zero di "Amo" e "Amo - Capitolo II", ma anche per "Reality killed the Video Star" di Robbie Williams, e con un titolo così, chi meglio di lui avrebbe potuto produrlo?

2 commenti:

Roberto Paglia ha detto...

I Knack pubblicarono il secondo album a pochi mesi di distanza dal primo, e "Baby Talks Dirty" (singolo di lancio) era la brutta copia di "My Sharona". Si fa presto a capire perché sparirono in fretta. Per quanto riguarda la bionda Anouk, in effetti molto presente in diversi paesi europei, mi piaceva molto "It's So Hard". Antonello, i tuoi articoli si leggono che è un piacere, gran ritmo e argomenti interessantissimi!

Antonello Vanzelli ha detto...

Riguardo i Knack, fatico a capire chi dice che furono osteggiati e se si tratta di fandonie o c'è davvero qualcosa dietro. E si "Baby Talks Dirty" è stato un patetico tentativo di riproporre la stessa formula vincente.
Grazie Roberto, contento che l'articolo ti sia piaciuto :-)