4 dicembre 2014

UNA VOCE, UN TEATRO, MILLE EMOZIONI



Si era al tramonto del 1998 quando Francesco Renga lasciò uno dei miei gruppi preferiti, i Timoria. Come in ogni storia d'amore, rimasero dietro rimpianti e lacrime, sia in loro che in noi fan. Pur avendo cambiato genere però e abbandonato il rock duro, ci sono rimasto sempre profondamente legato. Come dimenticare l’attesa per il suo primo album solista, le emozioni all'ascolto della coinvolgente "Affogo Baby" che fece da apripista al disco, e tutte le infinite discussioni con gli amici sulla nuova strada intrapresa. Ricordo ancora uno dei suoi primi spettacoli da solista a Roma: la platea chiamava a gran voce "Sangue impazzito" o "Senza vento", hit del periodo Timoria, ma difficilmente veniva - venivamo - accontentati. Renga sembrava restio a riproporre i pezzi composti con Omar Pedrini, o per questioni legali o semplicemente per dare un taglio netto alla sua carriera. Ricordi lontani. Passano le estati e gli inverni, ma l'affetto è immutato, e con lui le emozioni.

               FRANCESCO RENGA - MILANO 29.11.2014 di Antonio Chimenti

Sabato sera, ho approfittato della tappa milanese del "Tempo Reale Tour" al teatro Arcimboldi di Milano, per gustarmi ancora una volta l'emozione di rivederlo dal vivo. Quando entri a teatro per un live sei sempre convinto che assisterai ad un live di classe, con chitarre più sfumate ma con un suono perfetto e limpido, cosa non sempre auspicabile in un concerto all’aperto.
L’Arcimboldi per l’occasione si presentava tutto esaurito, colmo di gente vestita in vario modo. E si, quando vai ad un concerto pop rock a teatro, cosa indossare? Si va pur sempre ad un concerto, mica puoi vestirti da cena di gala. Poi pensi: "Si, ma vai a teatro!". E cosi, proprio come mi aspettavo, c’erano persone che hanno colto l’occasione per sfoggiare l’abito da cerimonia o chi come me, ha preferito indossare i soliti jeans di tutti i giorni. Tutti comunque eravamo accomunati dalla voglia di assistere a qualcosa di bello. Alle 21.00 in punto si apre il sipario e sul palco appare Irene Fornaciari che, accompagnata da una tastiera e una chitarra, ha il duro compito di scaldare la platea anestetizzata dalla pioggia e dal freddo milanese. Dopo poco più di mezz’ora, arriva finalmente lui, sfoggiando un sorriso che riscalda, e con "Vivendo Adesso" sono già brividi.

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Francesco è in splendida forma, canta e domina il palco come se il tempo si fosse cristallizzato. Le fan cominciano ad urlare "sei bellissimo" e all’improvviso comincio a sentirmi fuoriposto. Non mi lascio scalfire da commenti superflui e continuo a gustarmi il concerto da un punto di vista più tecnico ed emozionale. La scaletta ripropone quasi tutti i brani dell’ultimo album "Tempo Reale", ben amalgamati ai vecchi successi radiofonici come “Dove il mondo non c’è più” , l'intima "Tracce di te", le incantevoli ballate "Raccontami" e "Ci sarai", e "Splendido" , traccia d'apertura del suo primo lavoro solista.
"Tempo Reale" è un album che presenta al suo interno diversi contributi da parte di altri musicisti che hanno scritto per Renga, tra cui Giuliano Sangiorgi, Elisa e Kekko dei Modà. E' proprio quest’ultimo, autore di "Almeno un pò", la guest star della serata . Ripartono i commenti e le urla sguaiate delle fan che mi fanno risentire nuovamente fuoriposto: cerco di non farci caso. Kekko e Francesco si alternano durante il brano, ma la voce di Renga ha un'innata eleganza e si accentua ancor di più col questo duetto. Kekko, a mio parere, pur avendo una voce potente assomiglia per interpretazione ad un cantante melodrammatico, troppo retro' e lontano dal mio gusto personale.

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Con "Meravigliosa (La Luna)", ultimo pezzo in scaletta, la platea si incendia. Tutti in piedi a correre verso il palco e a saltare insieme all’artista bresciano, che non si è risparmiato durante la serata. Al termine, tutti in piedi a richiedere "Angelo" con cui aveva stravinto il Festival. E cosi, dopo pochi minuti di pausa, Francesco riappare sul palco e accontenta la folla interpretando proprio "Angelo" e l'altra sanremese "La tua bellezza", chudendo poi la serata con "Dovrebbe essere così". In tuttà sincerità mi aspettavo qualche altro suo pezzo storico - penso a "Affogo baby", "Favole", "Venerdì" e "Stavo seduto", a cui sono particolarmente legato - ma devo ammettere che l'esibizione è stata trascinante ed è volata via in un crescendo di emozioni.

La versione live da teatro, come previsto, ha dato a tutti la possibilità di gustare suoni e volumi ben calibrati, ma d'altro canto ha reso troppo statica l’esibizione, con i componenti della band immobili dietro Renga. Poche le improvvisazioni e assoli inesistenti, forse perchè tutto il concerto è stato suonato su basi preregistrate che correvano per tutta la durata e che dettavano i tempi e le battute. Ho molto apprezzato però il fatto che, prima di interpretare i brani, li abbia presentati spingendosi in riflessioni profonde e non banali, così come lodevole è stato il suo ringraziamento al pubblico e a tutti coloro che hanno dovuto far sacrifici economici pur di riuscire ad essere presenti alla data milanese.
Tanta professionalità e umiltà da parte di un cantante che per questo tour ha registrato il tutto esaurito in ogni tappa. E' vero, è passato tanto tempo e la sua carriera, dopo aver bagnato come un'onda le dure rocce del rock coi Timoria, si è ora assestata sulle coste sabbiose e meno crespe del pop. Giusto o sbagliato, non sono io a doverlo decidere. Devo comunque ammettere che il suo nuovo pop piace, vende e continua a fare sold out. Io tuttavia sogno un ritorno alle origini e a sonorità più rock così mi sentirei di certo meno fuoriposto, e nel frattempo continuo a seguirlo, perché alcuni artisti quando entrano restano lì, a un isolato dal cuore.

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1 commento:

Valium ha detto...

Sting lasciò i Police per il pop, Phil Collins i Genesis, Fish lasciò i Marillon perchè il resto del gruppo voleva fare pop,
e tanti altri ancora. Il pop, lo dice la parola stessa, è per tutti, a molti stà stretta la condizione di nicchia in cui i Timoria soggiornavano.....non li ho mai ascoltati e non seguo Renga, però ho capito dove è andato a parare, và sul sicuro, qualche Sanremo, qualche teatrino, interviste in tv e faccia pulita che tanto piace alle nonne e nipotine..
....e poi s'è sposato pure con una "delusa" ....
Comunque sempre interessanti i post! Ciao Valium