12 febbraio 2015

SANREMO 2015 - PROMOSSI E BOCCIATI




Sanremo lo aspettavo, l'ho sempre aspettato. Ma quell'anno in tv - parliamo del 1995 - c'era "The Tommyknockers - Le creature del buio", tratto da un romanzo di Stephen King e io al Re non ho mai saputo dire di no. Mi faceva compagnia mio padre, da sempre poco interessato al carrozzone festivaliero, lui che non si è mai smosso dai Dire Straits, da Joe Cocker, dai Creedence Clearwater Revival, da Battisti e da Nicola Di Bari (...). Però ero curioso di ascoltare Max Pezzali con "Senza Averti qui" e lo costrinsi a cambiar canale. Il suo commento fu lapidario: "Ammazza che chiavica, è uguale dall'inizio dalla fine!". Come dargli torto, quello è sicuramente un episodio minore della sua carriera. Quest'anno di commenti lapidari così ne ho letti tanti, e non posso pensare sia tutta gente che ascolta solo Dire Straits e Nicola Di Bari. Più facile che tante canzoni siano semplicemente brutte.

                              LA SECONDA SERATA di Antonello Vanzelli

Dopo i primi dieci campioni in gara (qui le pagelle della prima serata), Carlo Conti alle 20.45 è già in scena e continua a stupire: subito spazio ai giovani che nelle vecchie edizioni spesso andavano in scena ad orari improponibili. Due gare ad eliminazione diretta, modalità discutibile, ma un'ottima vetrina anche per chi torna a casa.

"Elisa" dei Kutso - Avevo già ascoltato questa canzone casualmente per radio e il secondo ascolto conferma le pessime impressioni avute sulle prime. Gli attacchi epilettici del cantante ci mettono il carico da undici. Potrebbero benissimo essere i nuovi Lunapop, ma se tornassero all'anonimato non ci piangerei sopra.
"Oltre il giardino"  di Kaligola - 17anni di talento presi per mano dal nonno che dirige l'orchestra. Parte rappata, un po' Rocco Hunt (ma con meno vissuto alle spalle) un po' Cristicchi. Buone intenzioni, il testo è discreto, ma lui, oltre che emozionato. è davvero acerbo. Sfida qualitativamente molto povera, passano ovviamente i Kutso

"Qualcosa da decidere" di Enrico Nigiotti - Il giovane livornese porta la prima buona canzone della serata, un accattivante pop rock. Ottimo l'arrangiamento e buona presenza scenica, niente male.
"Ritornerai" di Chanty - La prima presenza femminile della serata, una voce di gran classe. Musicalità poco esplorate quest'anno su quel palco e che non dispiacciono. Con un ritornello ancor più incisivo avremmo avuto tra le mani un capolavoro. Passa di un'incollatura Enrico Nigiotti e c'è del rammarico per Chanty, soprattutto perché la prima sfida è stata mediocre, la seconda di ottimo livello. E finalmente tocca ai Big, ad aprire le danze c'è:

"Sola" di Nina Zilli - Molto soul blues, piano e fiati in bella mostra. Sembra uscita dai Festival degli Anni '60, ed è un complimento. A me lei piace, ma questa canzone sembra avere meno tiro rispetto a "L'uomo che amava le donne" e "Per sempre", che rimanevano tatuate sulla pelle sin da subito. La Zilli però la interpreta alla grande e il finale è coinvolgente. Peccato somigli troppo a "I Put a Spell on you" di Nina Simone.

"Che giorno è?" di Marco Masini - Non sapevo cosa aspettarmi dal cantante toscano, le cui ultime cose erano state altalenanti. Resto invece piacevolmente sorpreso, musicalmente il pezzo è calibrato alla perfezione. Lascia un retrogusto alla Francesco Renga, grazie al bel lavoro sull'arrangiamento e al ritornello che funziona. Applausi meritati dalla platea.


"Libera" di Anna Tatangelo - La Tatangelo mesi fa aveva detto che si era affidata a Kekko Silvestre per la sua svolta rock, una delle migliori battute dell'anno, roba che nemmeno a Zelig. E infatti anche a Sanremo porta la solita canzoncina molto Modà che lascia le stesse tracce di una formica sulla neve. Il fatto che trasudi antipatia non aiuta.

"Come una favola" di Raf - L'ultima parte di carriera di Raffaele Riefoli mi aveva convinto poco, qualche normalissimo passo falso dopo tanti anni di successi. Lui però risponde da par suo, e anche se la voce è ormai quella che è, il pezzo è raffinato e si merita la sufficienza. Crescerà molto con gli ascolti.

Tocca al superospite italiano della serata, Biagio Antonacci, che presenta un medley dei suoi successi. Esibizione non entusiasmante e qualche sbavatura vocale; in più ho trovato forzato l'omaggio a Pino Daniele, due mondi musicali fin troppo distanti per avvicinarsi. Tiziano Ferro aveva portato luci abbaglianti durante la prima serata, a Biagio il bis non riesce, peccato. Si continua con:

"Grande Amore" de Il Volo - Non ho mai amato i tenori pop, e credo nemmeno l'Italia visto che Bocelli e lo stresso trio in gara sono più famosi all'estero e Alessandro Safina e Luca Canonici sono finiti nel dimenticatoio. Sulle doti vocali dei giovani è superfluo dire qualcosa, la musicalità epica si associa ad un testo di sanguinosa banalità ("Dimmi perché quando penso, penso solo a te. Dimmi perché quando vedo, vedo solo te"). Pubblico in visibilio, mischiati alla mediocrità generale potrebbero anche vincere.


"Un Vento Senza Nome" di Irene Grandi - Nessun abito vistoso, nessuna trovata ad effetto, solo la sua semplice bellezza, tanto poi ci pensa la musica a parlare. Come la Ayane, parte piano e voce, a cui si accodano gli archi e pian piano il pezzo cresce. Peccato che al primo ascolto non esploda, colpa di un testo esile come polvere nel vento (senza nome). Strano che la Grandi non abbia puntato su un pop rock alla sua maniera: con una nuova "La tua ragazza sempre" avrebbe fatto saltare il banco.

"Siamo Uguali" di Lorenzo Fragola - Alle spalle c'è lo scafato Fedez. Archi subito in bella evidenza, meno la sua voce, bloccata dall'emozione. Pian piano si lascia andare, ma la melodia - che ricorda vagamente proprio il Biagio Antonacci di "Ti penso raramente" - è già sentita, più volte. Piacerà ai suoi fan e se ne farà degli altri, per me senza infamia e senza lode.

"Vita d'inferno" de I Soliti Idioti - Non mi hanno mai fatto ridere, vederli in gara mi ha fatto storcere la bocca. Si giocano il jolly Roy Paci e la mossa a livello musicale funziona. Ma è l'unica, il pezzo è poca cosa. Riverberi spudorati di Cochi e Renato, ma il confronto è impietoso.

"Il solo al mondo" di Bianca Atzei - In un mondo giusto, la Atzei sarebbe stata insieme ai Kutso e a Chanty (che in sfida l'avrebbe mandata a casa). Il mondo musicale italiano, però, non è meritocratico e lei è tra i big, vai a sapere perché. Non mi aspettavo un capolavoro e infatti la Atzei canta su una melodia anonima il solito pezzo sanremese che sarebbe stato vecchio già venticinque anni fa.

"Oggi ti parlo così" di Moreno - Chiude la serata il giovane rapper figlio di "Amici". L'hip hop è un'altra cosa e lui ha credibilità rasente allo zero nell'ambiente. Dopo aver visto l'edizione scorsa, però, la casa discografica punta ad un Rocco Hunt 2 e ha confezionato un pezzo dignitoso. La riascolterò, ma passaggi come "È la passione il pass per arrivare al cuore e tenerlo vivo come un by­pass. Si frà dai gas abbiamo il telepass" fanno male, a lui e soprattutto a noi.


La classifica parziale della seconda serata premia Nina Zilli, Lorenzo Fragola, Raf, Il Volo, Marco Masini e Irene Grandi. Rischiano di tornare a casa Moreno, Anna Tatangelo, i Soliti Idioti e Bianca Atzei. Per una volta una classifica rispecchia abbastanza fedelmente i valori in campo.
Dopo l'ascolto di tutti i 20 big in gara, le idee sono già più delineate. Pochi sono stati i guizzi musicali degni di nota e ai grandi risultati negli ascolti fanno da contraltare tante canzoni dimenticabili. Carlo Conti è stato probabilmente incatenato dalle logiche discografiche (perché è chiaro che le Atzei, i Lorenzo Fragola e i Moreno sono scelte imposte) e ha dovuto fare le nozze coi fichi secchi. A mente fredda, restano addosso le atmosfere dance di Nek, il ruggito da veterano di Masini, l'eleganza di Malika Ayane e di Nina Zilli, la performance vocale de Il Volo e il ritornello di Annalisa. Se avessi due euro me li giocherei su Il Volo. Se l'ascoltasse mio padre però so già cosa direbbe...

10 commenti:

Hammer ha detto...

Scusa Antonello, solo una pignoleria. Scritto come hai scritto tu sembra che "I put a spell on you" sia una canzone di Nina Simone, mentre invece l'originale è di Jay Hawkins. Quello che vuoi dire invece è che il brano della Zilli ricorda "I put a spell on you" nella versione di Nina Simone.

Antonello Vanzelli ha detto...

Si Hammer, intendevo proprio quello. Peraltro la versione più famosa credo sia quella dei Creedence Clearwater Revival (e mio padre sorriderebbe), mentre la Zilli si sarebbe forse ispirata alla Simone, di cui è grande estimatrice (e forse anche alla recente versione di Annie Lennox).

Hammer ha detto...

Non è male anche la versione di Marilyn Manson. E con questa chiudiamo l'OT e torniamo a parlare di Sanremo (lascio la parola ad altri perché non l'ho visto) :-)

Anonimo ha detto...

Qualcuno sa cosa è successo a Raf? Voce incolore e aspetto da persona che ha un piede nella fossa e l'altro su una buccia di banana. Dispiace anche perchè quando ero piccola mi piaceva moltissimo!

Antonello Vanzelli ha detto...

E' una sensazione che hanno avuto in molti purtroppo. Non sarebbe il primo a ricorrere a Sanremo per il suo saluto finale (penso a Giuni Russo e al simpatico Alessandro Bono, che ahimè ricordo solo io). Spero ovviamente siano solo impressioni sbagliate e sia solo colpa del tempo che passa.

laura spinozzi ha detto...

ma scusate è!!! ho letto che ha avuto o ha la bronchite ed è normale che la voce cambi un pò. E cmq sempre una bellissima voce, bellissima canzone e bellissime parole.GRANDE FORZA RAF

-Alma- ha detto...

Solo intravista anche la seconda puntata.
Mi aspettavo le nuove proposte verso la fine e invece mi hanno fregata ma da quanto ho letto mi sono persa poco.
Anch'io scommetto che vinceranno "Il Volo". Belle voci e canzone molto sanremese secondo me. E poi il pubblico in sala che acclama la mezza commozione di uno dei ragazzi che butta le braccia al collo di Conti mi da ancora di più la sensazione di una loro vittoria.
Ma davvero la Tatangelo spera di fare Rock affidandosi a Silvestre??? Sono scioccata!

Grazie per questa seconda parte :)

-Alma- ha detto...

Ah dimenticavo...a me (e non solo a me) Raf ha dato l'impressione di essere un malato terminale. Con tutto il rispetto eh...

Valium ha detto...

Ah! Se la Irene Grandi avesse cantato "La tua ragazza sempre"..... Beh, con questa frase mi hai fatto sospirare....gran pezzo scritto da? Eh già lo so giallo...:)
Hai ragione caro Vanz, Bono l'ho dimenticato anch'io, ma ricordo con piacere due cantanti passati dal festival più di una volta e che purtroppo son spariti: Conidi e Di Bella, li ricordi? hai per caso notizie? Grazie Valium

Antonello Vanzelli ha detto...

Grazie Laura per la tua puntualizzazione, mi spiace che Raf sia arrivato alla gara reduce da una bronchite, ahimè si sente.

Si Alma, non ti sei persa nulla. Le grandi nuove proposte dello scorso anno sono un pallido ricordo. Sulla Tatangelo meglio andare a prendere un velo pietoso e coprire tutto :-)

Ahahahah Valium, lo sapevo che avresti colto la palla al balzo. Vasco ha regalato grandi canzoni alle nostre voci femminili. A parte Patty Pravo, ricordo con grande piacere "Una sgommata e via" cantata da Paola Turci, bellissima, ho il cd a casa :-)