2 maggio 2013






SEMPLICI OMAGGI O  PLAGI SPUDORATI?









BIAGIO ANTONACCI - Puntata particolare questa volta. Si parla di videoclip plagiati e i protagonisti non sono certo gli ultimi arrivati. Siamo nel 1998, esce il video di "Ray of Light", singolo di successo di Madonna. Per motivi di copyright ho faticato non poco a trovare il video della bionda performer di origini italiche. Ad ogni modo, il suo video sembra aver plagiato quello di "Non è mai stato subito" di Biagio Antonacci (1994). Eccoli:

video

e quello di Antonacci:


Già all'epoca mi accorsi degli svariati punti in comune tra i due lavori. I toni si inasprirono quando, a richiesta di spiegazione di Stefano Salvati (che aveva girato il video del nostro), l'americana Oil Factory risponde in siffatto modo: "Egregio signore, con il dovuto rispetto, lei avrà più fortuna continuando a chiedere l'elemosina piuttosto che tentando di estorcere soldi alla Oil Factory... Gradirei che consigliasse al suo cliente di tornare al suo lavoro di fattorino di pizze, cercando di non approfittare del duro lavoro di un altro regista."
Il caso arrivò anche a Striscia la Notizia e poi in tribunale: Salvati infatti fece causa all'azienda a stelle e strisce. Non si trovano notizie sull'esito di tale causa (sembra sia stata vinta, sembra...) e l'unica cosa scolpita nella pietra è il consueto savoir faire americano a base di stereotipi e vaccate assortite.

Biagio caro... Vieni da una storia del genere e cosa fai? Mi caschi anche tu sul plagio di un video?
Il clip de "L'impossibile" (2007)


copia "Luna viola" dei Santo Niente (2005):



A qualcuno sarà sfuggito ma le polemiche sul web furono feroci. Fu lo stesso Antonacci a girare il video e a dire che l'idea fosse sua.
La replica del gruppo underground fu: "Non che ce ne freghi particolarmente, ma quando qualcuno si espone al ridicolo con tale voluttà è quasi un peccato non accontentarlo  il personaggio in questione si vanta pure di essere l'autore del video. Potremmo aggiungere che non intendiamo fare alcun passo ufficiale nè contattare Biagio Antonacci, che ci è indifferente come persona e come artista. Vorremmo però far notare come il suo agire riveli un atteggiamento di aperto disprezzo nei nostri confronti e nei confronti di tutto il mondo della piccola produzione discografica, realtà che evidentemente viene percepita da lui e dal suo staff come insignificante e inferiore.
Tutti noi però sappiamo che il mondo delle mega pop star è superiore al nostro solo per i budget investiti, mentre ad ogni occasione si rivela inferiore per tutto il resto, cioè anima, cuore e idee."

Biagio, che mi combini...? C'è da dire però che con la musica è molto meglio di alcuni colleghi, a livello di plagi intendo. Nulla di eclatante, una certa somiglianza tra "Quell'uomo lì" (2004) con "La nostra relazione" di Vasco e poco altro. E alla fine è questo che conta no? Certo, magari evitare le scorrettezze sarebbe meglio...

RED HOT CHILI PEPPERS - I peperoncini piccanti l'hanno combinata grossa. La loro "Dani California" (che deve anche qualcosa a "Sweet Home Alabama") si avvicina molto a "Mary Jane's last dance" di Tom Petty.


Come dice il video, però, qui la mente malata dell'operazione è forse stata Rick Rubin, produttore di entrambe le canzoni.
Petty l'ha presa con filosofia, ammettendo che nel rock può capitare che certi brani si somiglino. Considerando che la somiglianza è tutt'altro che blanda, è facile supporre che questa esplosione di generosità nasconda in realtà un accordo economico di cui noi poveri mortali non sapremo mai nulla.

COLDPLAY - Parecchio scalpore ha destato la questione Coldplay-Joe Satriani: il video che raffronta le loro canzoni ha quasi 2milioni di visualizzazioni, il che la dice lunga. La loro celeberrima "Viva la vida", uno dei tanti successi sfornati a getto continuo negli ultimi anni,è davvero molto simile a "If i could fly" del chitarrista Joe Satriani. Eccole raffrontate:


Nel dicembre 2008, Satriani intentò causa al gruppo di Chris Martin e alla casa discografica ma non ci fu bisogno di arrivare in tribunale. Certe macchie si lavano in privato e anche in questo caso, l'accordo non tardò ad arrivare: il portafoglio di Satriani da quel giorno è certamente più gonfio.

ZERO ASSOLUTO - Il duo nostrano, nella loro hit "Per dimenticare", si è probabilmente ispirato a "Close to me" dei The Cure. Sentite qua:


DJ FRANCESCO - Qui si entra nell'ambito delle spudoratezze. La canzone con cui il figlio di Roby Facchinetti (che peraltro si chiamerebbe Camillo e non Roberto, mah....) si è fatto conoscere, "La canzone del capitano" del 2003, è copiata da "El Capitan" degli OPM (2001). Non si sono nemmeno sforzati di trovare un titolo differente e non serve confrontarle, torna subito in mente...


PHIL COLLINS - Caso piuttosto curioso quello che accomuna l'ex batterista dei Genesis e poi apprezzatissimo solista al bravo cantautore italiano Ivan Graziani. Nel 1988, esce "A groovy kind of love" che ricorda fin troppo Agnese di Graziani (1979). Se però andiamo a spulciare, quella di Collins era una cover di un pezzo risalente al 1965 (cantata sia da Diane e Annita che dai Mindbenders). Quindi è Graziani ad aver plagiato?
No, niente di tutto questo. Graziani ha basato la sua canzone su "Sonatina in Sol maggiore" di Muzio Clementi mentre gli autori del pezzo inglese si erano basati su "Rondo movement of Sonatina in G major op.36 no.5" dello stesso Muzio Clementi.
Se continuiamo a spulciare, comunque, c'erano stati anche i nostri Camaleonti a fare qualcosa di davvero molto simile, forse scopiazzando la versione dei Mindbenders.
Ora voi vi starete chiedendo chi è questo Muzio Clementi? Beh, è stato un grande compositore e pianista italiano, uno dei primi ad aver scritto musica per pianoforte moderno. Evidentemente la sua influenza sul pop moderno è più evidente di quanto si pensi.



ANNA OXA - Chiudiamo con una delle signore della musica italiana. Nel 1990 portò a Sanremo la piacevole "Donna con te", canzone apprezzata e che diventò uno dei suoi pezzi più conosciuti. Peccato che fosse fin troppo simile a "Englishman in New York", spettacolare pezzo di Sting del 1987.
Ecco l'originale: 


e la versione della Oxa:


Durante l'edizione del 1990, gli Elio e le Storie Tese organizzarono un controfestival di Sanremo in cui rifacevano i pezzi sanremesi alla loro maniera. Ecco cosa dissero:
"Una delle nostre attività preferite era quella di prendere una canzone e cambiarle il testo, facendola diventare ridicola. Durante quel Festival rifacemmo i pezzi ma ormai avevamo acquisito una certa esperienza nel genere e ci spingemmo oltre, notando come "Donna con te" fosse identica a "Englishman in New York".

Ogni ulteriore commento è superfluo. Sono sempre più convinto che la buonafede esista solo in sporadici casi. Posso per esempio credere che Michael Jackson non sapesse nemmeno chi fosse Al Bano quando fu citato da lui per il plagio de "I cigni di Balaka". Al contrario è surreale credere che due canzoni abbiano stesso titolo e stessa musica (vedi DJ Francesco) e sia una pura e semplice combinazione, o che la Oxa non conoscesse il pezzone di Sting. Che dire, Zucchero ha la nomea (giustificata) di plagiatore ma molti altri non sono certo da meno. Ci sentiamo al prossimo plagio!

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