4 febbraio 2014

NOMI E COGNOMI





Excrementory Grindfuckers.
Kakkmaddafakka.
Keet 'em murt.
DD/MM/YYYY.
Mr. Pissy.
Sharon Stoned.
Blue Vomit.
Anal Cunt.
Master Musicians of Bukkake.
Mongoloid Village.

No, non ho preso un acido e vaneggio stile Syd Barrett. Sono alcuni dei nomi più assurdi di gruppi musicali trovati surfando su internet. E ci sono anche tanti italianissimi gruppi dai nomi curiosi o improbabili, penso ai Raccomandata con ricevuta di ritorno, agli Squarcicatrici o ai Latte e i suoi derivati (band di culto formata da Lillo e Greg).
E' quasi sempre voglia di stupire e di richiamare attenzioni. Quando si parla di solisti, però, il discorso è differente. Non si ricerca tanto il nome ad effetto ma che sia semplice ed accattivante, certo più del proprio cognome, spesso fuoriluogo per lo star system. Non suonerebbero granchè bene Maria Chiara Fraschetta o Gaetano Scardicchio. Curiosi di sapere di chi si tratta? Scivolate giù col mouse, ce ne sono delle belle...

                   L'UFFICIO ANAGRAFE DELLO STAR SYSTEM MUSICALE

Cominciamo proprio da Maria Chiara Fraschetta. Ha ammesso con sincerità come suo padre non sia rimasto molto contento della scelta di usare un nome d'arte ma tant'è, penso che Nina Zilli suoni molto meglio. La brava soulsinger, che con "L'amore è femmina" ha bissato il successo di "Sempre lontano", lo ha scelto in onore di Nina Simone. Curioso scoprire come anche quello fosse un nome d'arte, si chiamava in realtà Eunice Kathleen Waimon.
L'ultimo lavoro della Zilli deve più di qualcosa ad Anna Maria Mazzini come ispirazione. Non partite con il "E chi è?" altrimenti qua marchiamo male: è il vero nome dell'eterna Mina, la Tigre di Cremona.
In molti non sanno che all'inizio si presentò sul mercato discografico con due nomi d'arte, ovvero Mina e Baby Gate, questo in attesa di capire con quale immagine avrebbe potuto avere più successo. Con quella voce e la sua innata classe si sarebbe potuta chiamare in qualsiasi modo, non sarebbe cambiato nulla...
La scelta di Marina Restuccia, come nel caso di Nina Zilli, è comprensibilissima. Il nome non era certo il massimo e dopo aver utilizzato lo pseudonimo Jamie Dee nei suoi inizi dance, la bella e brava voce romana ha deciso di cambiarlo in Marina Rei. Il discorso si può allargare scendendo sino a Taranto, che ha dato i natali a Daniela Miglietta. Suggeritogli da Claudio Mattone (storico compositore e paroliere italiano), decise di presentarsi come Mietta, che tanta fortuna le ha portato.

Non è difficile capire chi sia Pablo Meneguzzo, vero nome di Paolo Meneguzzi. Alziamo il livello di difficoltà: sapete chi è Roberta Mogliotti? Vi regalo qualche indizio... Si presentò a Sanremo alla fine degli Ottanta con "Notte di Praga" e "Non è segreto" e l'abbiamo intervistata qualche tempo fa. Ancora niente? Eh, se vi dico che ha duettato con Enrico Ruggeri in "Nessuno tocchi Caino" ed è la sua compagna sarebbe troppo facile... E infatti è proprio la brava Andrea Mirò.  
Tommaso Zanello ha avuto un grandioso successo grazie ad una irresistibile hit a cavallo del nuovo millennio. Non posso credere che abbiate dimenticato "Supercafone" e la ancora migliore "La grande onda", dallo strepitoso video in stile "Point Break": Tommaso Zanello è Piotta.
Devo essere sincero, non sapevo neppure io chi fosse Maria Di Donna... Voce molto particolare, non è mai riuscita a sfondare una volta fuoriuscita dal suo gruppo d'origine, la band campana dei 99 Posse: si, è proprio Meg.
E visto che siamo sotto al Vesuvio, sapete dirmi chi è Gennaro Della Volpe? Già il nome tradisce le sue origini, ma il suo pseudonimo è molto lontano dai sapori napoletani, cosi come le sonorità della band con cui è noto al grande pubblico. E' infatti Raiz, il leader degli Almamegretta.
E Raffaele Riefoli? Cantautore molto popolare ed amato, inizio la sua carriera nei Cafè Caracas insieme a Ghigo Renzulli (come ricordato anche dall'attuale chitarrista dei Litfiba in questa intervista). Buio totale? Vi dico che ha spopolato negli anni '90 con "Un battito animale" e "Sei la più bella del mondo". Esatto, è proprio Raf. Non era difficile su...

Facciamo un salto oltreoceano, scommetto che con Alecia Beth Moore vi metto in difficoltà... Paladina del pop a stelle e strisce, ha nel suo palmares oltre 40milioni di copie vendute e anche l'ultimo "The truth about love" è andato benissimo in tutto il mondo: è la frizzante Pink!
Saltando a piè pari su Louise Veronica Ciccone (se non sapete neppure questo, basta, mi arrendo), vi butterei lì un Katheryn Elizabeth Hudson. Difficilotto, vi do una mano... La sua carriera è partita con una "telefonata bollente", continuando con dei "fuochi d'artificio" e con il racconto delle pazzie del suo "ultimo venerdi sera". I maschietti se la ricorderanno come mamma l'ha fatta nel zuccheroso video di "California Gurls". Bingo, è Kathy Perry, fresca del super record di 50milioni di follower su Twitter.
Come sogno proibito, è una bella lotta tra lei e Robyn Fenty, che però a differenza della Perry calca più la mano sull'aspetto e sul suo conturbante (e mi sto contenendo...) fondoschiena. Il secondo nome di Robyn è Rihanna e il mistero è presto svelato.
Elizabeth Woolridge Grant? Dopo aver provato con i nomi d'arte May Jailer e Lizzy Grant, è definitivamente esplosa nel 2012. Il suo album continua a vendere bene (da due anni non si schioda dai 100 più venduti in Italia), grazie all'ipnotica melodia di "Born to die", alla ballatona "Young and beautiful" e ai ritmi danzerecci di "Summertime sadness". Bravi, è Lana Del Rey!

Voltiamo pagina. Ci sono molti gruppi i cui componenti usano pseudonimi. Nel caso di Stefano Belisari, Davide Civaschi, Nicola Fasani, Sergio Conforti, Christian Meyer e Antonello Aguzzi, i nomignoli poi abbondano...Qui andiamo sul velluto, sono quei pazzi degli Elio e le storie tese.
Ma se vi chiedessi chi sono Douglas Colvin, Jeffrey Hyman, John Cummings, e Tom Erdelyi? Non fate quella faccia, è difficile ma hanno lasciato una traccia indelebile nella storia del punk rock. Il trucco è nel fatto che usarono come nome d'arte lo stesso cognome, quasi fossero fratelli, per cementare la band. Scelsero come cognome fittizio "Ramone" e loro erano appunto i grandissimi Ramones. Una curiosità: pare che l'ispirazione per il nome venne a Dee Dee (Douglas Colvin) dal nome d'arte utilizzato da Paul McCartney durante la sua prima tournèe in Scozia ovvero Paul Ramone.
Scommetto che andrete nel pallone anche con i conosciutissimi John Simon Ritchie e John Lydon... Ahi ahi ahi, qui siamo sui capisaldi. Sono stati i pionieri del punk, ribaltando Londra al grido di "Anarchy in the UK": troppo facile così, sono Sid Vicious e Johnny Rotten dei Sex Pistols.
Altro quiz veloce: Enrico Matta, Davide Dileo e Luca Vicini? Band elettrorock, unici nel loro genere, continuano a mietere successi da oltre quindici anni. Se vi avessi detto Samuel e Max Casacci avreste capito subito... Si parla chiaramente dei Subsonica e loro sono Ninja, Boosta e Bass Vicio.

Tra i nomi del rock facilmente riconoscibili, citerei Brian Warner, ovvero Marilyn Manson, in cui unì in modo provocatorio il nome di Marilyn Monroe (simbolo di bene e bellezza) e quello del cruento assassino Charles Manson (sinonimo del male e della cattiveria umana).
Nel caso di Roberta Joan Anderson, ammetto tranquillamente che non sapevo fosse Joni Mitchell, la poetessa del rock. Sapevo invece di Deborah Anne Dyer, ovvero Skin degli Skun Anansie; cosi come sapevo di Lewis Allan Reed e di David Robert Jones.
Non hanno mai suonato nella stessa band, ma erano grandi amici e il secondo ha lanciato la carriera del primo, producendo alcune delle sue pagine migliori. Ne abbiamo parlato recentemente, raccontando di una loro accesa discussione in un ristorante londinese, ancora nebbia? Si tratta di Lou Reed e del Duca Bianco David Bowie, e non osate dire fosse complicato...
A scuola era dislessico e balbuziente, non riusciva a ripetere il suo cognome senza impappinarsi e ripetere Os-Os-Osbourne. I compagni lo prendevano in giro affibbiandogli nomignoli come Oz-brain o Ozzy e da questo deriva il nome d'arte di Ozzy Osbourne, che all'anagrafe risponde al nome di John Michael Osbourne. 
Chaim Weitz è uno dei nomi del rock che più ho invidiato nella mia vita. Israeliano naturalizzato statunitense, ha avuto migliaia di donne, ammaliate dalla sua carica rock-erotica e dal fascino misterioso del suo grintoso trucco di scena. Come raccontato tempo fa, per ogni conquista ha scattato una polaroid che custodisce gelosamente nella sua collezione privata. Sto parlando di Gene Simmons, il linguacciuto bassista e cantante dei Kiss.

Vi devo ancora dire chi è Gaetano Scardicchio, si, giusto. Personaggio particolarissimo: leader di una reggae band, ha fatto del dialetto veneto il suo marchio di fabbrica, riuscendo a far cantare il pubblico di Sanremo grazie a "Papa Nero": è Sir Oliver Skardy, il frontman dei Pitura Freska. Non in molti sanno che oltre a cantare, Scardicchio è anche bidello in un liceo artistico di Mestre:
"Ci spacchiamo la schiena, altrochè fannulloni. All'inizio eravamo venti bidelli, oggi siamo in cinque. Ma il lavoro è lo stesso, e di musica non si campa proprio, è diventata solo una cosa per ricchi." Corriere della Sera (2011)
Ecco, se penso che l'industria discografica è piena di fighetti strapieni di soldi che gettano la loro vita tra donne, droghe e megalomania, mi girano a manovella. Massima stima per quelli come Skardy, ce ne sono vorrebbero di più con la sua dignità...

2 commenti:

Paolo Musto ha detto...

E' Raffaele RIEFOLI non riepoli :)

Antonello Vanzelli ha detto...

Hai ragionissima Paolo, errore dovuto alla fretta. Ho già provveduto a correggere, ti ringrazio molto :-)