14 maggio 2014

INTERVISTA A GIANLUIGI CABO CAVALLO





Ci sono persone che sono state considerate coraggiose perchè avevano troppa paura per scappare. Ci sono poi uomini che nel coraggio ci sguazzano, prendendo a ceffoni la codardia. Penso a Danilo Sacco, che si è preso insulti e monete addosso quando sostituì il grande Augusto Daolio nei Nomadi: alla fine ha vinto lui.
Penso poi ai rimanenti Queen, che hanno cercato a lungo un nuovo frontman ricevendo una collezione di due di picche. Hanno trovato in Paul Rodgers e Adam Lambert degli onesti mestieranti, ma tanto di cappello al coraggio.
E penso ovviamente a Gianluigi Cabo Cavallo, che ha avuto la forza di prendere l'ingombrante posto di Piero Pelù nei Litfiba dopo la scissione di fine Anni '90. Coraggio, talento e umiltà raramente fanno scopa. Quel "raramente" risponde al nome di Cabo. Sette anni, solo sette, gli sono bastati per scrivere poche ma intense pagine di grande rock italiano e rimanere nel cuore dei fan. Parlare con lui mi ha fatto capire che quell'affetto è meritato, in ogni sua singola nota.

                                              DAI LITFIBA A HEROES

Ciao Cabo. Durante la tua cavalcata nei Litfiba, molti ti hanno visto solo come vocalist, ma sei anche un signor chitarrista. Com'è è nata la scintilla per la musica e quali sono stati i guitar hero che ti hanno trascinato nel vortice del rock?

La passione è nata a casa mia quando a 8anni ho scoperto i dischi di rock 'n' roll di mia madre e mia zia: Elvis, Chuck Berry, Billy Haley, Little Richard... Trovai in casa una chitarra di mio zio e da lì cominciai a suonare come un pazzo assatanato!
Crescendo il mio gusto incontrò artisti come Angus Young, Van Halen, Steve Vai, Yngwie Malmsteen e cosi via, inseguendo la mia fame insaziabile di conoscere, capire, scoprire ed esprimere.

Quando ti hanno proposto di diventare il frontman della più importante rock band italiana, cosa hai pensato? Quanto ci hai messo a decidere per il si? Ti sei preso una bella gatta impazzita da pelare...

Mi presi una notte di tempo per pensare, vagando per le strade di Firenze. Il giorno dopo accettai, consapevole che la strada sarebbe stata lunga e in salita, ma di sicuro piena di emozioni ed esperienze importanti. 

Ci sono stati momenti difficili all'inizio, a causa dell'ombra lunga di chi ti aveva preceduto. Ricordi qualche episodio in particolare? Hai mai avuto voglia di mandare tutto al diavolo?

Non ricordo niente di facile nel mio percorso con i Litfiba, ma solo grandi sfide e prove importanti, che, nonostante la durezza, sapevano comunque regalare emozioni irrinunciabili una volta superate. 

Cosa non ha funzionato con Ghigo dopo "Insidia"? Lo reputo un album tosto, decisamente a fuoco, eppure - dopo - qualcosa si è inspiegabilmente (per noi fan) rotto...

Le divergenze artistiche si sono manifestate nel tempo, ma d'altronde ognuno hai i suoi gusti e l'evoluzione è qualcosa di stampato nel mio Dna. Volevo che la mia amicizia con Ghigo rimanesse intatta e così è stato.

Nel 2003, gli avanguardisti Elio e le Storie Tese cantavano "Litfiba tornate insieme" e alla fine c'è un tuo divertente cameo. In privato la cosa ti infastidì o avevi già capito che si sarebbe andati a parare proprio lì?

Ahahahahah! No, niente di tutto questo. Mi telefonò Faso per chiedermi se avevo voglia di fare il cameo sul pezzo che stavano registrando. Me lo fece ascoltare e mi stavo spezzando dalle risate. Adoro l'ironia degli Elio e le Storie Tese e le loro idee davvero splendide. Sapevo perfettamente cosa ne avrebbero fatto e l'idea mi piacque di brutto. Tutto qui. 

Negli anni dei Litfiba, hai trovato degli amici in ambito musicale? C'è qualcuno con cui è nato del feeling e che senti ancora?

Ho conosciuto molte persone del mondo "Musica", ma come sai, mantenere un rapporto vuol dire anche frequentare gli stessi ambienti. Il mio attuale ambiente (l'informatica, ndr.) non prevede questo tipo di contaminazioni, quindi restano salde le conoscenze più strette maturate nel periodo, quelle che tutti possono immaginare.

In che rapporti sei oggi con Piero e con Ghigo? Che ne pensi del loro nuovo corso insieme?

Con Ghigo sono assolutamente sereni e ogni tanto ci vediamo a cena o per bere un drink insieme con la sua splendida famiglia.
Della reunion in corso, francamente "non penso nulla", ma auguro ad entrambi di divertirsi e divertire il loro pubblico.

Oggi, a mente lucida, rifaresti tutto o proveresti a cambiare qualcosa?

Rifarei tutto senza esitazione. Col senno di poi è facile sapere cosa cambiare del percorso passato, quindi qualche ritocco per migliorare quanto fatto lo farei di sicuro.

Nei tuoi testi sono spesso ben scrutabili i rimandi al mondo esoterico. Come nasce questa passione? E' un qualcosa che continua ad affascinarti o stiamo parlando di suggestioni lontane?

Adoro la storia antica, le leggende che circondano le origini dell'uomo e il suo percorso verso l'evoluzione. Il fascino verso queste cose è inalterato, ma anche più evoluto. 

Ho scoperto che abbiamo in comune la passione per le leggende del rock. Su Facebook curi la rubrica "L'avvocato del Diavolo". Ci racconti di più? Com'è nata? Ah, vorrei anche sapere il tuo aneddoto preferito, quello che se ci pensi ti fa subito dire "Cavoli, avrei dato chissà cosa per essere lì in quel preciso istante..."
Lo chiedessero a me, direi Ozzy che stacca la testa a morsi ad un pipistrello vivo...

Ahahahahaha! La mia passione per la radio nasce in tempi lontani, parliamo del 1992. Quando fai la rockstar hai un sacco di tempo libero ed io mi annoio a non fare nulla. Quindi ho iniziato a registrare nel mio studio di casa le puntate di alcune trasmissioni che avevo in progetto di fare. Una volta registrate furono proposte ad alcune radio locali, che acquistarono la serie e la trasmisero.
Nel rimettere a posto i miei harddisk sono spuntate queste puntate e ho deciso di ripubblicarle su di una pagina Facebook dedicata. Lo stesso ho fatto con la serie "Time to rock" e "L'Eretico".
Riguardo l'aneddoto, vorrei esser stato presente quando, durante un concerto in un teatro, Jerry Lee Lewis diede fuoco al pianoforte a coda ed eseguì l'assolo di "Great Balls of Fire". 

Sei appassionato di cinema? O sei più da panorama bucolico-rustico con cani intorno, bimbi che giocano e un bel libro come Dio comanda?

Apprezzo entrambi i panorami da te descritti. Dipende solo se sono con i miei figli, i miei amici, i miei familiari. Per ognuno l'ispirazione è diversa. 

Riascolti mai le tue canzoni con i Litfiba? Cosa ascolti nel tempo libero? I consigli dello Zio Cabo, vai!

Ascolto un sacco di roba, ovunque io sia. Che mi faccia la doccia o scenda un aereo, il mio Iphone straripa di una magia chiamata musica. Ascolto sempre tutto, come sai, da Paganini ai Rammstein. Ultimamente sto ascoltando: Paco De Lucia (Gold disc 1 e 2), l'ultimo dei Muse e dei Pearl Jam, il Teatro degli Orrori, l'ultimo dei Cult, i Kasabian e molte cose nuove un pò più indie. 

Manchi dalla scena musicale da parecchi anni ormai. Ti stai togliendo grosse soddisfazioni in ambito informatico con la tua società, la Virtualcom Interactive, ma da pochi mesi è arrivata "Heroes", una cover di rara eleganza che è stata un fulmine di emozioni a ciel sereno per chi continua a sperare in un tuo ritorno sulle scene. Cosa dobbiamo aspettarci? Perchè l'appetito vien mangiando, soprattutto con portate di siffatta caratura...

Grazie dei tuoi apprezzatissimi complimenti. Ho idee e voglia, manca solo il tempo. Ma mi inventerò qualcosa di sicuro.


3 commenti:

Girolamo Pecoraro ha detto...

Ho letto l'intervista. Tutto vero, ma soprattutto Gianluigi è lo stesso di 28 anni fa. Il tempo non lo fermerà mai. è proprio tosto. Un amico di sempre

Antonello Vanzelli ha detto...

Si, la prima cosa che salta agli occhi è la sua gentilezza e la sua umiltà. Un altro si sarebbe montato la testa, invece lui è sempre stato disponibilissimo con tutti. Altra pasta.

Anonimo ha detto...

Grande Cabo!