6 settembre 2014

DEFINITELY ROCK'N'ROLL STARS





"Fate schifo! Ma se mi lasciate scrivere le canzoni e fate come dico io, diventeremo famosi e non passerete il resto della vita a Manchester a fare i cretini".
Questo disse Noel Gallagher quando la band, senza di lui, debuttò al Boardwalk di Manchester, davanti a pochi spettatori preoccupati più della propria birra che della musica tutt’intorno. E fu storia. Ma, aspettate un momento... Sono davvero già passati vent’anni? Dite sul serio?

                       DEFINITELY MAYBE 1994-2014 di Carmen Schettino

Era il 30 agosto 1994 quando “Definitely Maybe”, venne lanciato sul mercato. Undici tracce, quasi 52 minuti di magia e sfrontatezza.
"Penso che Definitely Maybe e Nevermind dei Nirvana siano stati i due album più importanti degli Anni ‘90", dice Marcus Russell, manager degli Oasis. Come dargli torto? Senza l’entrata in scena della band capitanata dai due fratelli di Manchester, quello che noi oggi definiamo "Britpop" non esisterebbe, o almeno, non come lo conosciamo. Sette volte disco di platino in UK, più di otto milioni di copie vendute, il disco della band inglese è quello che ha ottenuto più velocemente i migliori risultati di vendita tra gli album di debutto in Gran Bretagna, facendo di loro delle vere "rock’n’roll stars". Un attitudine che in particolar modo Liam Gallagher sembra avere nel sangue da sempre. Lui che - permettetemi di dirlo in quanto ragazza - possiede quel fascino "pericoloso" da cattivo ragazzo, con quella camminata tutta sua, quegli occhi mare, quel suo modo di cantare con le braccia dietro la schiena, la sua voce tagliente che però sembra sapere perfettamente quando addolcirsi, soprattutto nelle ballate.


"Ogni giorno, da quando ti alzi la mattina, dovresti vivere come una c***o di star": queste le parole del frontman inglese, e credo non ci sia commento migliore per descrivere l’essenza di “Rock’n’roll star”, il brano che apre l’album. È il loro ritratto sonoro, se mi passate l’espressione, il loro manifesto. L’immagine che all’epoca volevano dare di loro stessi, la voglia di cambiare vita, vivere alla grande e avere successo, e cavoli se ci sono riusciti...
"Prenderò la macchina e guiderò molto lontano - dove a nessuno interessa chi siamo - nella mia mente i miei sogni sono veri - ora capisci come mi sento - stasera sono una rock star."
Eppure, nonostante la potenza e l’energia emanate proprio dalla traccia di apertura, la canzone del disco che preferisco è "Slide Away", in cui Liam riesce a tirare fuori un’armoniosità vocale che esalta ancora di più i versi carichi di dolcezza di Noel. È una canzone d’amore che piace molto, ma che paradossalmente non uscirà mai come singolo. Meglio così, da un certo punto di vista, perché in questo modo resterà sempre una "perla", uno di quei pezzi che rimangono un po’ nascosti, soprattutto se si pensa alla risonanza di cui godono molte canzoni degli album successivi, come "Wonderwall", "Stand by me" e "Don’t look back in anger", o la stessa "Live Forever", terza traccia di assoluto successo di “Definitely Maybe”, per restare in tema.
Volendo dunque ripercorrere un po’ la storia di questo debutto targato Oasis, di certo non si può non menzionare il primo singolo estratto, pubblicato l’ 11 aprile 1994, ovvero "Supersonic". La band aveva bisogno di un pezzo da lanciare sul mercato come singolo, e Noel non ci mette più di tanto a tirare fuori un capolavoro che segnerà la storia del gruppo.
"Il testo è stato scritto in un colpo solo. E non ci ho messo più di mezz’ora", afferma Noel. In effetti, la sua nota ed incredibile capacità di scrivere pezzi in maniera molto veloce e spontanea, qui sembra raggiungere il suo picco, donando all’intero lavoro un carattere di immediatezza, la sensazione che queste canzoni ti arrivino dritte in faccia, senza mediazioni o incertezze.


"Definitely Maybe" venne prodotto dalla Creation Records con assoluta fiducia nelle possibilità della band, ma nessuno si aspettava l’enorme risultato che in poco tempo si raggiunse in termini di copie vendute e di fama mondiale. Fu una vera e propria bomba, costruita con il giusto mix tra sapori beatlesiani e chitarre sporche, queste ultime segno di uno sguardo rivolto anche alle sonorità punk anni Settanta.
Non mi soffermerò sulle storiche liti con i Blur, che segnarono gli Anni ’90, o sul rapporto tra amore e odio tra Liam e Noel, sfociato nella clamorosa rottura di cinque anni fa, sul blog ne abbiamo già parlato. E’ la musica a dover parlare e "Definitely Maybe" fu un esordio coi fiocchi, che portò i fratelli di Manchester sul tetto del mondo, esattamente dove sapevano sin dall'inizio sarebbero arrivati.
"Una cosa è certa, non saremo mai un culto per pochi. Lo dissi ad Alan McGee quando firmammo il primo contratto: "Non pensare che stai ingaggiando gente che si accontenterà di 30.000 copie e di un’apparizione nella vita a Top of the Pops". Noi siamo di un’altra categoria. Noi vogliamo salire sull’albero e restarci." Noel Gallagher (Tutto Musica – 2004).
Se guardate in alto, li potete vedere ancora lì, a crogiolarsi nel loro successo, tra frecciatine reciproche, sigarette e alcool, carriere separate e la profonda speranza di tutti i fan di una prossima reunion, per i vent’anni di "(What’s the Story) Morning Glory?". Che decidano o meno, alla fine, di far rivivere ancora una volta la magia delle loro canzoni, la loro musica e il loro stile are gonna live forever...

2 commenti:

Marco Goi ha detto...

già 20 anni per davvero?
che nostalgia...

Antonello Vanzelli ha detto...

Eh a chi lo dici caro Marco, sembra ieri...