6 novembre 2014

SONO INNOCENTE




Vasco Rossi finalmente a Bari! Il cittadino onorario pugliese ha scelto il Medimex, il Salone della Musica alla Fiera del Levante, per presentare la sua ultima fatica, uscita nella giornata di ieri. La sala stampa era gremita, in un clima di trepidante attesa. Proprio le note del nuovo album "Sono Innocente" hanno fatto strada all'arrivo del rock (accompagnato dal fido Guido Elmi), e la sua premessa prima della conferenza stampa è stata: "Fatemi delle domande facili.". Credo che i miei colleghi lo abbiano ascoltato, concentrandosi essenzialmente sull'essenza dell'ultimo album, ma non risparmiando qualche provocazione...

                        VASCO ROSSI - BARI 30.10.2014 di Piero Chimenti

Antonella Nisi - Adnkronos: "Il titolo dell'album è "Sono Innocente", ma c'è ancora qualcuno che vuole processare il Komandante?"
Vasco: "Aaah non lo so! Penso di si. In ogni caso non sono molto preoccupato ormai, diciamo che la canzone è un pò... potevo dire altre cose... Questo album è un album di nuove consapevolezze e vecchi rancori (ride ndr) perché con questa canzone ho voluto rispondere a, diciamo così, a varie critiche che ho ricevuto, ma è anche una canzone che è rivolta a me stesso: "ho qualche multa da pagare... e qualche rospo da ingoiare."

"Prima parlando dell'"Ape Regina" hai citato Branduardi, ma io sentendola ho pensato a De Andrè, più che altro perchè mi sembra in una versione post-olgettine di "Bocca di rosa": l'ho vista solo io o l'hai vista anche tu?"
Vasco: "Ah grazie, adesso che me lo dici ce la vedo anch'io come cosa, grazie. Mi piace molto, molto allusiva..."

Cinzia Marongiu - Tiscali: "Il look alla Colonello Kurtz richiama un po' ad alcune idee del colonnello che sono quelle dall'essere esente dal giudizio del pubblico, e invece volevo sapere, visto che in "Sono Innocente" ne parli, quanto ti dia ancora fastidio essere giudicato, quanto ti bruci essere ancora giudicato sulle cose del passato...? Volevo ancora sapere, a proposito di cambiamenti, ne citi alcuni molto importanti - la macchina, la donna, la vita, le passioni, le abitudini, la marca di sigarette: qual'è il cambiamento che hai fatto di cui vai più fiero e quello che ti auguri di fare, se ce ne uno... Un'ultima domanda che ti volevo fare: se tu sei qui in rappresentanza del mito, nel senso che hai sempre detto che t'imbarazza stare in mezzo alla gente, volevo sapere come te la stai cavando oggi? Cosa senti dentro di te?"
Vasco: "Sono un pò eccitato, perché vivo anche abbastanza, diciamo così, non dico isolato, ma non molto in mezzo alla gente, per cui quando vedo la gente mi eccito, mi agito e perdo il filo del discorso. E a volte non solo quello! 
Per quanto riguarda quello di sentirmi giudicato è ormai storia vecchia, degli Anni '80, quando non c'era, comunque diciamo che è il sempre il solito discorso che chi mi giudica corruttore delle menti giovanili per me non ha capito niente, perché racconto quello che vedo, racconto le mie...racconto la realtà che vedo... Non è che la invento. Poi se sono un corruttore delle menti giovanili non lo so, ma anche perché in realtà sono una forma di forza di consolazione, che da forza...che da...non ho inventato io ripeto le cose di cui sono stato accusato di essere. Si cioè, non è che sono preoccupato, sono innocente, posso fare il colpevole se vuoi, anzi, sono colpevole... Vedi? Sono colpevole!"


Andrea Lanfranchi - Corriere della Sera: "Citando 'Sono Innocente', dici che c'è qualche incidente di gioventù che ti fa male: quali sono e se ti potevi frenare prima... O poi è andata bene così?"
Vasco: "E' andata bene così! Li qualche incidente di gioventu... Vuol dire c'ho ancora qualche cicatrice. Non è che mi fa male, ma il male non lo sento più. Però tutto quello che ho fatto lo rifarei, perché l'ho fatto con la consapevolezza di farlo. E poi chi non hai mai fatto incidenti in gioventù? La gioventu è fatta per quello, per rischiare, per sbagliare e imparare."

Marinella Venegoni: "C'è una frase nella canzone "Io non voglio più fare compagnia..."
Vasco: "Dice 'Io sono non voglio più vivere solo per fare compagnia', perché, sai, non voglio più vivere per fare compagnia. E' un momento di sfogo, se devo stare qui x fare compagnia... Perché mi sembra solo di essere usato di fare compagnia. E' uno sfogo che vuole dire quello, non voglio dire che sono stufo di vivere! Intendo di rapporti umani, è un discorso di rapporti perché non sento la mia attività come un'attività da compagnia, perché provoco delle emozioni, il risveglio delle cose che voi avete dentro che almeno sono sintetitezzate nelle mie canzoni, in realtà ci si immedesima... Perché dentro ha delle cose che io racconto non è che le faccio diventare in un certo modo o in un altro... Io con le mie canzoni non faccio compagnia, anzi io provoco, si sente sempre qualcosa. Consolo, che è diverso... La musica consola a volte, conforta. Io spesso nelle canzoni lo dico: la realtà fa schifo, però è questa. Però dobbiamo tenere duro e andare avanti, siamo uomini. Dobbiamo essere orgogliosi di essere uomini, di andare avanti e affrontare questa vita che è complicata e difficile nelle sofferenze. E anche piena di gioie molte, ed il sesso. Era la cosa più importante. Perchè il sesso - dice Freud non lo dico io - è la cosa più importante..."

Umberto Digiosa - International Post: "In una recente intervista ti sei auto-definito un animale da palco, al punto di essere il numero 1, il numero 2 e il numero 3. Dietro di te c'è solo confusione, a parte un paio di artisti come Caparezza o Jovanotti ci sei solo tu. Secondo te oggi come mai nel panorama della musica italiana non si riesce a trovare una valida alternativa a te, qualcuno a cui lasciare lo scettro di rocker, da provocantautore, e sono 36 anni di carriera... Nelle leggi vigenti te ne mancano 4: cosa farai dopo la pensione?"
Vasco: "Intanto la battuta che faccio - "sono il numero 1, sono il numero 2, sono il numero 3, e al quarto posto c'è bagarre" - è la tipica battuta che faccio e che potrei evitare di fare, perché mi rendo antipatico. Dal vivo, sono sul palco... Ho imparato a stare sul palco facendo molta gavetta, ho fatto molti molti concerti. Negli anni '80 quando la gente non mi conosceva, andavo davanti la gente che non mi conosceva, quindi ascoltava canzoni che non aveva mai sentivo, del quale non gli fregava un cazzo... E non gli fregava neanche un cazzo di me, quindi dovevo convincerli che si stavano divertendo. Quindi per me è stata una guerra, una vera guerra, che per 4-5 anni ho portato avanti con 100-150 concerti all'anno. Ho imparato quindi a stare sul palco, ho imparato che sul palco non ti ci puoi mettere e cantare la canzone che tutti conoscono e tu sei quello che canta. Io sono sempre stato sul palco e ho dovuto imparare a convincere la gente, ad uno per uno addirittura, che si stavano divertendo. E ancora oggi faccio la stessa cosa, quindi è chiaro che sul palco pochi hanno questa esperienza, capacità, perché quasi nessuno ormai fa questo tipo di... A pochi capita, perché a molti capita di fare una canzone, fa successo e quindi vanno fuori e si trovano la gente non dico che li osanna già però è andata li apposta. Chi si trova di andare li fuori a cantare che incontra la gente e non sa chi sei, e quindi la prima cosa che fa è dice è "Scemo... Scemo...", capito? Io ho combatutto contro questo, quindi ho dovuto imparare quello... Per questo penso che sul palco insomma...si, diciamo di si e basta."


Paolo Giordano - Il Giornale: "Prendendo spunto dal testo della canzone che da titolo all'album, tu dici: "Se vivi tra due fuochi, se cadi come un pollo, o se resti in piedi come Rocky...". Quando ti è capitato di cadere come un pollo e di stare in piedi come Rocky?"
Vasco: "Diciamo che sono sempre rimasto in piedi come Rocky se no non sarei qua. Le mie cadute sono state altre cadute, ma non da pollo, sono state cadute importanti."

Paola Castellini: "Ascoltando il disco - sopratutto "Quante volte" - mi ha particolarmente emozionata e per cui, come diceva il poeta, spesso il male di vivere mi ha incontrato: tu ne sai qualcosa?Attravarso questa canzone in particolare "Quante volte", ma anche "Dannate nuvole" ed altre canzoni, mi è venuto in mente Montale, che spesso il male di vivere lo ha incontrato... Tu l'hai mai incontrato? Ne sai qualcosa?"
Vasco: "Lo conosco bene il male di vivere e credo di esserne affetto da sempre..."

Daria del Fan Club: "Sei la rivincita dell'uomo comune: si potrebbe dire che quest'album è anche la rivincita di Socrate... Hai detto di essere un pò come lui, però invece di bere la cicuta hai fatto il disco Sono Innocente?"
V: "Carina si... Dicevo che sono come Socrate perché dicevano che era un corruttore di coscienze giovanili e quindi gli hanno fatto bere la cicuta, io invece ho fatto questo album, e adesso parte il confronto con Socrate che è un pò...eccessivo...eccessivo..." (ride ndr)

Leonardo Iannacci - Libero: "Molti tuoi pensieri li ascoltiamo nelle canzoni, però volevo capire l'uomo Vasco, quando la mattina apre i giornali o la sera sente i telegiornali... Sente tutte le schifezze che derivano da quest notizie, le cose tristi, che l'Italia è malmessa... Cosa ne pensi?"
Vasco: "Cerco appunto di leggere pochi giornali in realtà. Leggo dei libri, perchè il mondo, la cronaca... Meglio i libri."

5 commenti:

Valium ha detto...

E sempre la solita storia da più di trent'anni, "quei tali che scrivono sui giornali" fanno sempre e inesorabilmente le stesse domande, solo riconvertite per il tema dell'album.
L'unica domanda attinente e pertinente, è arrivata da Paola Castellini, il tema è il male di vivere. Vasco conosce e combatte questo male da sempre, e ultimamente l'ha descritto in vari testi, "Vivere o Niente" "Vivere non è facile" "Il Mondo che vorrei", dove c'è sempre il conflitto con se stesso per un mondo che non riconosciamo ma che dobbiamo per forza di cose accettare. È un tema che i giornalisti dovrebbero approfondire un pò di più, in quanto nella nostra epoca non sono rari i casi di persone che hanno perso queste battaglie nonostante avessero vinto tutto nella loro esistenza, penso sopratutto ad un grande attore scomparso da poco come Robin Williams.
La canzone "Quante volte" è proprio un pugno allo stomaco.
Ma anche un'altra perla come "Duro incontro", ci descrive come solo lui sà fare, un improvviso attacco di panico.
L'essenza di Vasco è anche, mettere a nudo le debolezze e le sconfitte dell'anima, a volte con ironia e leggerezza, delle altre, con struggente malinconia e atmosfere black.
Per me è sempre il numero 1. Le interviste lasciano il tempo che trovano, se si vuol conoscere il vero Vasco si studiano i suoi testi, geniali, tutt'altro che banali.
Ed anche questa volta dopo 36 anni di successi, con "Sono innocente" è riuscito a farmi emozionare e a farmi piangere come un bimbo. Grazie Vasco! E grazie Vanz!
Valium

Marco Goi ha detto...

sono curioso di ascoltare l'album nuovo...

per poterlo stroncare come si deve uahahah :)

Nella Crosiglia ha detto...

Vasco è sempre il nostro Blasco succeda quel che succeda...
Lo ricordo vagamente ragazzino timido in qualche balera del basso Piemonte quando andavo a sciare, e mi aveva veramente scosso la sua vena poetica e le sue canzoni fuori dell'ordinario...
Vale sempre la pena di attenderlo, qualche sorpresa la regala!
Bacio super Antonello!

Valium ha detto...

Oh Goi, nemmeno l'hai ascoltato e già lo stronchi.
Devi essere un grande esperto in rosica-menti..eh già...
E scommetto pure che il tuo rosicamento ha stroncato album tipo "C'è chi dice no" "Bollicine" "Fronte del palco" "Liberi liberi" " Gli spari sopra" "Nessun pericolo per te" "Colpa D'Alfredo" "Siamo solo noi"........
Rassegnati e stai sereno.

Antonello Vanzelli ha detto...

Boni state boni :-)))