2 febbraio 2015

A NIGHT AT THE OPERA DA 1000€




Massimo è un caro amico e collega, che nel tempo libero si diletta a strimpellare la chitarra. Tempo fa, in occasione del passaggio in Italia di "We will rock you", il musical basato sulle canzoni dei Queen, ebbe modo di incontrare Brian May. Una grande emozione, rimase senza parole al cospetto di una delle leggende del rock. May fu molto carino e gentile con tutti, a quel che mi raccontò Massimo. Peccato che nell'ultimo periodo il riccioluto guitar hero non abbia dato il meglio di se sui social, spesso rispondendo con toni davvero poco educati alle rimostranze di alcuni fan riguardo le ultime mosse della "Regina", vedi Adam Lambert come nuovo vocalist, nuovo tour e ennesimo Greatest Hits. Come mai tanto nervosismo? Si vocifera che la nuova formazione non stia dando il meglio di sè on stage, e l'ultimo cd è stato un flop nelle vendite. Certo, vedere che la band continua a provare con ogni mezzo a succhiare soldi non gli rende onore e ad essere arrabbiati dovrebbero essere i fan. Basta andare su Ticketone per farsene un'idea...

            CRAZY LITTLE THING CALLED MONEY di A. Vanzelli e A. Chimenti

1.050 euro?! Sembra una burla carnevalesca, invece è tutto vero. Per il Pacchetto The Ultimate Stage Vip Experience del concerto dei Queen + Adam Lambert che si terrà il prossimo 10 febbraio al Mediolanum Forum di Milano serve un rene. Ma andiamo a vedere questa golosa offerta. Con stì du spicci potete avere la "bellezza" di:
- 1 posto dedicato direttamente "sul palco" per tutto lo show;
- Un pacchetto "merchandise" contenente: tour nel backstage, t-shirt dal design speciale dei Queen + Adam Lambert, o una sciarpa e cappello, litografia del tour a edizione limitata, laminato VIP ufficiale;
- 1 posto auto riservato per ogni transazione;
- Aperitivo pre show con accoglienza dedicata ed hostess.
Ah beh, se c'è il posto auto e l'aperitivo allora cambia tutto... Che peccato che non sia disponibile altrimenti l'avrei comprato, mi sono avanzati giusti 1.050 euro l'altro giorno...


Mettendo bene in chiaro che i biglietti normali sono in linea con tutti gli altri artisti dello stesso calibro, andiamo a vedere la seconda opzione: il Pacchetto I Want It All Vip Experience, 300 eurozzi per:
- 1 posto in settore A numerato;
- Un Pacchetto "merchandise" contenente: t-shirt dal design speciale dei Queen + Adam Lambert, o una sciarpa e cappello, litografia del tour a edizione limitata, laminato VIP ufficiale;
- 1 posto auto riservato per ogni transazione;
- Aperitivo pre show con accoglienza dedicata ed hostess.
La maglietta è per caso placcata in oro? Per aperitivo ci offrono Don Perignon e caviale? Miei cari Brian May e Roger Taylor, avete i soldi che vi escono dalle orecchie e anche da qualche altro orifizio che non sto qui a dire, che bisogno c'è di queste pagliacciate? Vi rendete conto che state chiedendo uno sproposito per un concerto insieme ad un semi-dilettante, talentuoso ma pur sempre acerbo come uva d'agosto? O forse dovete portare a casa qualche altra sterlina, visto che il diciottesimo - si, il diciottesimo - Greatest hits dei Queen non ha venduto quanto sperato?
Non sopporto chi vede i fan come polli da spolpare, non in tempi di austerità, in cui una band come i Queen dovrebbe dare l'esempio evitando queste cose, anche per crearsi nuovi ammiratori e convincere lo zoccolo duro che Adam Lambert potrebbe essere la scelta migliore. Che dite, sono troppo cattivo? Voi come la pensate?

7 commenti:

-Alma- ha detto...

E' una vera vergogna.
Qui si capisce quando la musica non è più quello di cui si aveva tanto bisogno per esprimersi, per sfogarsi, per dire la propria (come dovrebbe essere) ma diventa un modo come un altro per fare palate di soldi sulle spalle di quei fan che in nome del loro amore sono disposti anche a questo.
1050 euro non si dovrebbero chiedere neanche per il ritorno di Mercury in persona, figuriamoci per vedere Lambert al suo posto. E poi sostituire un frontman di quella portata non è mai una mossa vincente, anzi, va solo a sporcare il mito del passato. Certe cose vanno lasciate sfumare così, affinchè possano entrare nella storia con onore e dignità, certamente accompagnate da una lacrima di tristezza.

Grazie per l'articolo :)

Anonimo ha detto...

Affermare che siano gli artisti a definire questi pacchetti è la prova scientifica che l'autore del pezzo di music business non sa una beata mazza.
Tutto il resto è noia.

Antonello Vanzelli ha detto...

Quello che l'autore sa per certo è che buona parte di quei soldi andrà nelle tasche di May e soci. Il resto sono banalità da piccole persone che evitano di metterci la faccia nascondendosi dietro l'anonimato ;-)

Cara Alma, è sempre un piacere leggere la tua opinione. Anche stavolta la pensiamo allo stesso modo, il lato romantico e favolistico della musica è morto e sepolto. Da questo punto di vista, Lady Gaga, One Direction o Queen non fa differenza, a dominare è sempre il Dio Denaro. Un abbraccio :-)

Anonimo ha detto...

Sarà banalità. ...ma non riesco a non scrivere che i queen sono morti il 1991...il loro ultimo concerto a knebworth 1986, l'ultimo album made in heaven del 95....post freddie...Ill resto è na buffonata nei quali assisto fan raschiare il fondo del barile e forzare sorrisi di finta gioia

Anonimo ha detto...

Non so chi di chi sia la colpa per un costo dei biglietti cosi esorbitante...ma in ogni modo credo May e soci sappiano quanto costi un loro live e non sono del tutto ignari di questo furto! Hanno le tasche cosi piene di soldi che spennare ancora i fan con queste mosse commerciali è inammissibile! Per vedere cosa poi? Una pseudo cover band dei queen? Dovrebbero suonare gratis...o per il piacere di farlo...o per ricordare i tempi andati o solo per omaggiare Freddie che nei nostri cuori è più vivo di loro!

Roberto Paglia ha detto...

Mah... Io me la prendo soltanto con chi è disposto a sborsare una somma del genere per assistere ad una pagliacciata. Spendete meglio i vostri soldi.

Antonello Vanzelli ha detto...

Chiarendo nuovamente che i biglietti normali hanno prezzi tutto sommato onesti, le arrabbiature di chi dice "May e soci non c'entrano nulla, è colpa del promoter" non le capisco. Il promoter paga il cachet richiesto ai Queen e poi deve riportare a casa più soldi possibile, ma un artista può anche rifiutare di prestarsi a certe cose. Tommy Lee si rifiuta di farlo (al contrario dei restanti Motley Crue) quindi May e gli altri sanno benissimo come vanno le cose, figurarsi.