26 marzo 2015

SERGIO CAPUTO VS RADIO 105



"Sticky Fingers" degli Stones, "Dark Side of the Moon" dei Pink Floyd, i Doors... Ho ancora negli occhi la scena in cui Freccia, Tito, Boris e Iena portano i loro vinili a Bruno: RadioFreccia ha bisogno di nuova grande musica. Luciano Ligabue tratteggiò alla perfezione quel periodo storico in cui in tutta Italia nacquero le prime radio libere. Era il 1976 e la Corte Costituzionale ruppe il monopolio Rai, liberalizzando le trasmissioni radio. Dopo le prime scintille rivoluzionarie, però, sembra che oggi si sia tornati indietro, come i gamberi. Dove sono finite le radio libere? Sparite. Le emittenti sono tutte troppo simili tra loro e con palinsesti omologati. Se n'è accorto anche Sergio Caputo, che non ci ha visto più...

                LA DERIVA DEI NETWORK RADIOFONICI di Antonello Vanzelli

"Comunico a tutti che - come mi informa il mio ufficio stampa - radio 105 non passerà alcun brano del mio nuovo album "POP, JAZZ and LOVE" in quanto "non in linea con la radio". Ne consegue che ciò che si sente in alcuni network non nasce dai gusti del pubblico, ma da un filtro dai criteri quantomai oscuri esercitato da - tipo - due o tre persone che decidono quali artisti debbano esistere e quali no. In attesa di spiegazioni, consiglio cortesemente a tutti i miei estimatori di non ascoltare più questa radio." Sergio Caputo

Questo il messaggio apparso pochi giorni fa sulla pagina Facebook dell'artista romano, a cui ha fatto seguito un polverone mediatico piuttosto strano. Strano perché Caputo va a toccare si un nervo scoperto, ma di contro brevetta l'acqua calda. La situazione radiofonica italica è imbalsamata, le emittenti principali sono standardizzate su regole non scritte ma ben delineate: gli artisti principali on air più volte al giorno, evergreen e classici ben mirati per palinsesti con poche differenze tra loro e deejay sempre meno deejay e sempre più semplici intrattenitori.
Sono lontani i tempi in cui Claudio Cecchetto rivoluzionava il modo di fare radio, facendo girare su Radio Deejay musica completamente fuori dagli schemi e lanciando nuovi artisti fatti in casa e deejay dal potenziale esplosivo, vedi alla voce Fiorello. Quel modello ha fatto scuola, non se ne contano le imitazioni. Il problema però è che nessuno ha più il coraggio di osare, gli stessi palinsesti spesso sono contrattualizzati.

Una delle poche eccezioni è costituita da Radio Virgin, che programma rock come si deve, quello stesso rock che altrove non passa più da anni, qualora fosse mai passato sul serio.
Caputo ha ragione, ma sembra vivere fuori dal tempo e dal mondo, con attacchi di questo genere. La situazione è la medesima da anni, cristallizzata, e artisti ben più famosi di lui subiscono identico trattamento. E in Italia senza spinta delle televisioni o delle radio, praticamente non esisti. Grandi dischi vanno ad abitare il dimenticatoio, senza nemmeno giocarsi lo straccio di una fiches al tavolo delle possibilità. Non è un caso che alcuni big debbano puntualmente ricorrere al Festival di Sanremo per poter innalzare decentemente le vendite ed avere passaggi sui grandi network.


"Adesso, di sicuro la radio continua ad essere molto più potente della discografia. (...) La radio, nonostante il mezzo sia apparentemente obsoleto, pure in questo momento – lo leggevo qualche giorno fa anche in un’inchiesta americana – continua ad essere il primo veicolo per diffondere le novità musicali. (...) Poi: ci sono radio, alcune, che prendono soldi per mettere certi dischi – ma non la nostra. Ci sono radio che suonano a dismisura dischi prodotti da loro – ma non la nostra." - Linus - Intervista a Soundwall

Lucido il direttore di Radio Deejay, molto. Negli ultimi anni, infatti, molte emittenti hanno fatto tesoro della lezione di Cecchetto, creando la Ultrasuoni, casa discografica creata da RTL, Radio Italia e Radio Dimensione Suono. Insomma, un cartello in cui loro stessi producono gli artisti e li spingono alla morte sulle loro frequenze: loro se la cantano e loro se li suonano (con profitto). Peccato che la gente non sia stupida, e di fronte all'enorme successo dei Modà, fanno da contraltare anche i flop di Luca Di Risio ("Nell'assenzio", passata inosservata nonostante mesi in rotazione), di Edoardo Bennato ("La mia città" è uno dei singoli peggiori della sua carriera) e di Bianca Atzei, che infatti cercano di farla esplodere da anni, senza grossi risultati. Infatti dopo Sanremo tornerà nell'anonimato che le compete.

In questa situazione, è difficile vedere la fine del tunnel e Sergio Caputo non è stupido, penso sappia bene che è rimasto troppo tempo lontano dai riflettori italiani per poter sperare di passare sui grandi network, soprattutto con un genere poco mainstream come il suo jazz. Proprio per questo penso che la polemica sia un pelo creata ad arte, anche per avere visibilità prima delle due date del suo tour. Caputo dovrebbe anche pensare al fatto che molte emittenti non dimenticano certo solo lui, ma anche signori come i Beatles, gli Who, gli Zeppelin o i Pink Floyd, per la semplice ragione che certi capolavori durano troppo per le tempistiche radiofoniche attuali. Non ce l'ho con lui, intendiamoci, sono un suo fan di vecchia data e peraltro non amo Radio 105, ma non credo siano queste le modalità per cercare di cambiare le cose, ecco.
Vi ricordate come finiva Bruno con la sua Radiofreccia? Cedeva agli sponsor, il Salumificio Ruini, vendendosi e perdendo quello spirito naif ma sincero degli inizi. Ecco, ogni radio adesso ha fatto quella fine, non gliene frega nulla a nessuno della musica e di lanciare un disco forte, contano i soldi. E allora non posso che rimpiangere quando la radio era libera, ma libera veramente...

5 commenti:

Alessandro Raggi ha detto...

caro Vanzelli,

condivido in toto tutto il post. Tra le tante cose, conduco su una web radioche sta crescendo (www.radiopanesalame.it) una trasmissione che si chiama Songbook, dove sperimento l'impossibile, stando alla situazione attuale ottimamente descritta da te: parlare in un'ora di un romanzo americano passando musica americana di tutti i tipi che "mi ha ispirato la lettura". Eppure funziona...non so da dove arrivino gli ascoltatori, ma ci sono...c'è ancora speranza
Alessandro

Valium ha detto...

Per radio libere s'intende private. Sono proprio le cosiddette private, ora, ad avere il monopolio.....
Certo anch'io ho brevettato l'acqua calda...
Solidarietà e stima al grande e simpatico Sergio Caputo che non ha certo bisogno di presentazioni e di pubblicità, ma intanto s'è fatto sentire e questo mi spingerà ad acquistare il suo ultimo lavoro....

"Aaaaaaaah prendimi l'anima ma...RIDAMI LA RADIO!"

W Garibaldi e W Vanz! Valium

Antonello Vanzelli ha detto...

Grazie di essere passato Alessandro, conosco la tua radio e che dire, secondo me la qualità alla lunga paga sempre. Magari serve più tempo, ma fidelizzi in modo ancor più solido. In bocca al lupo per la tua trasmissione :-)

Certo Valium, ma nell'articolo ho dimenticato una cosa importante. La Rai che prima aveva il monopolio adesso è una di quelle che passa la miglior musica. Insomma, le cose si sono invertite, in modo quasi paradossale.

Valium ha detto...

Infatti, dicevo del paradosso. Tutto quì in Italia han dato in mano ai privati, e tutto è diventato speculazione e mercanzia. Luce, gas, acqua, trasporti, autostrade...ecc. ecc.......e la cosa continuerà ancora. Invidio gli Stati con la esse maiuscola.....che ormai sono pochi. Ciao Vanz.

Anch'io mi accodo al tuo in bocca al lupo per Alessandro Raggi. Valium

-Alma- ha detto...

Se si fa zapping ci si può facilmente accorgere di come le radio siano tutte uguali e trasmettano le stesse cose, qualsiasi sia la frequenza è sempre la solita solfa. Ormai è tutto basato su contratti e retribuzioni. Radio da supermercato con musica da supermercato, così le chiamo.
Io, quando posso, ascolto solo ed esclusivamente Virgin, l'unica radio che programma Rock di qualità, grandi capolavori del passato e mette a disposizione anche un po' di spazio per i giovani gruppi, senza contare quelle deliziose pillole di storia musicale e di aneddoti legati alle leggende del Rock che spero sempre di beccare.
Ce ne fossero di radio così.

Un argomento che andava sollevato, bravo Vanz :)