28 febbraio 2017

10 COSE CHE MI MANCANO DEGLI ANNI '90



"Non si esce vivi dagli Anni '80" cantavano gli Afterhours. Io quel decennio l'ho vissuto da bambino, ho ricordi vaghi, non come i Novanta, quelli si che li ho presi a piene mani. Se ci ripenso, cancellerei le lacrime dopo la sconfitta ai Mondiali contro il Brasile, e quel rigore di Baggio in curva. Non mi manca l'alzarsi alle 6.45 per prendere il pullman per la scuola e quella paura fottuta ogni volta che entravo in classe. Non mi manca la solitudine del bruttino e sfigato, non mi manca l'avvento del compact disc e i lettori cd portatili. Non mi mancano le siringhe sporche di sangue camminando per strada a Taranto, o la convinzione che Tangentopoli potesse cambiare davvero tutto. Non mi mancano le mattine con l'ansiogena sigla del TG5 e quei servizi sulla Guerra del Golfo. Cancellerei tanto degli Anni '90, ma sono stati grandi anni, ne siamo usciti vivi, sicuramente felici e, se provi a ripensarci ti accorgi che la nostalgia è proprio lì davanti a te, che ti prende a schiaffi. E anche se fanno male, sai che li hai vissuti appieno e questo basta.

                                       CHE NE SANNO I 2000? di A. Vanzelli

La mia ultima ex ha dodici anni meno di me. Avevamo tanto in comune e anche tanta diversità. Lei non capiva la nostalgia, non poteva ancora toccarla con mano, è l'età. Del resto come fai a spiegare ai 20-25enni che ti mancano i walkman? Come possono capire cosa c'era dietro il ruotare il nastro con una bic per risparmiare le batterie? Io ancora conservo il mio walkman Sony, lo guardo ancora oggi e lo trovo bellissimo. Quando me lo regalarono camminavo a due metri da terra, era sempre con me. E ricordo con affetto persino quando le pile si scaricavano e la voce dell'artista diventava pastosa, rallentava come se il nastro stesse sciogliendosi. Un'altra epoca, poco da fare.


Il cd iniziava a prendere piede, ma quelli erano ancora gli anni dello spaccio di musicassette copiate. Dischi se ne vendevano moltissimi, molti più di oggi, ma un 15enne di soldi ne aveva pochi. Ed ecco che partivano gli scambi sottobanco: "Oh, che dici di comprare l'ultimo dei C.S.I.? Io compro i Litfiba e ce li scambiamo, ok?". A quel tempo ero un poppettaro mica da ridere, e ricordo ancora il momento in cui il mio compagno di scuola Piero mi portò la cassettina TDK di "Hanno ucciso l'Uomo Ragno" degli 883. Dopo averla attesa per mesi, era finalmente mia. I ragazzini di oggi, abituati ad avere tutto e subito grazie a Youtube e Spotify, non capiranno mai quelle sensazioni...


Ma non era solo questo che rendeva le cassette un mondo a parte: c'era anche tutto il contorno. Il disegnare la copertina ad esempio, anche quella era un'arte. A volte mi capitavano tra le mani copertine che nulla avevano da invidiare agli originali... Non ci credete? Guardate questa copertina dei Metallica, l'ha ripescata Antonio Chimenti dalla sua collezione, disegnata da Simone, altro nostro amico storico dai tempi del liceo.


Ogni vano portaoggetti in auto era ricolmo di cassette, originali o pirata che fossero. Mio padre spaziava da Sanremo a Joe Cocker, da Bennato alle raccolte degli Anni '60. E ogni macchina aveva lo stereo mangianastri, che quando arrivavi a destinazione, lo toglievi e lo nascondevi sotto il sedile. E ogni volta che tornavi all'auto era sempre un pregare che non te l'avessero rubato. Però quanti pomeriggi ad ascoltare "Tutto il Calcio Minuto per Minuto" girando in auto in paese senza meta, per poi tornare a casa a guardare "90° minuto"...


Ai tempi dell'università a Potenza, quando non avevo voglia di studiare (cioè sempre), andavo a cazzeggiare al negozio di dischi alla piazzetta del Francioso. Lì ho comprato la cassetta di "Blood Sugar Sex Magik" dei Red Hot Chili Peppers e "Non è per sempre" degli Afterhours in cd. Chissà se è ancora aperto o anche lui ha gettato la spugna. Ormai i negozi di dischi stanno sparendo, ce ne sono sempre di meno, del resto siamo rimasti in pochi a comprare i cd originali. Molti si lamentano che i dischi sono cari, ma poi pensi che i giochi per la playstation costano 70 euro e che per l'ultimo Iphone ci sono sempre code infinite, e allora capisci che sono solo scuse e che in Italia ormai la musica è nulla più che tappezzeria...


Un tempo c'erano le riviste musicali, e che riviste. Tutto Musica, Rockstar, RockSound, Rolling Stone, Buscadero, Tribe, Rockerilla, Hard, Metal Shock e sono solo le prime che mi vengono in mente. Internet pian piano le ha cannibalizzate, spazzandole via una ad una. Le ha rese superflue, del resto ormai bastano i social network per annunciare un nuovo disco o delle novità di rilievo. E si, ci sono i siti musicali, ma non hanno lo stesso sapore. Io aspettavo l'uscita di alcune testate, l'edicolante me le teneva da parte. Leggevo e rileggevo le recensioni e le interviste, mi gustavo i retroscena, e pazienza se non erano di primissima mano. Bastava poco a farci sognare mondi meravigliosi... Ora è tutto a portata di clic, e di magia manco a parlarne. E quindi ogni tanto vado a rileggermi le mie vecchie riviste...


In Francia si prendono cura della propria musica, come se fosse un tulipano raro. Da noi, come dicevamo prima, è solo tappezzeria di sfondo e lo si capisce dallo spazio che ha ormai in televisione. Superclassifica Show e Discoring agli albori, poi Top of the Pops o Music, ma anche Taratatà o 105 Night Express... ormai cenere volata via. E che dire di VideoMusic, quanti pomeriggi con "Help", quante ore perse ad aspettare quel video che adoravi e che non passava mai... Nacque nel 1984 e, dopo esser diventata TMC2, mollò agli inizi del nuovo millennio per lasciar spazio a MTV (sigh). Dico solo che i primi video trasmessi in assoluto furono: "Club Tropicana" dei Wham!, "Radio Ga Ga" dei Queen, "Soul Kissing" di David Knopfler, "Yah Mo B-There" di James Ingram e Michael McDonald, "Don't Cry" degli Asia e "Rock the Casbah" dei Clash, e tanto basta a far capire perché ci manca.


Dov'è finito il Concerto del Primo Maggio? Un tempo era un Evento con la e maiuscola, un appuntamento imperdibile. Un cast musicale che faceva sempre venire l'acquolina in bocca, ospiti internazionali del calibro di Sting, Iron Maiden, Bon Jovi, Simple Minds, Blur... E poi? Nulla, è diventato via via più trascurabile, appuntamento più per sballarsi che per vivere un concerto da ricordare, la macchietta di se stesso tanto da ispirare un capolavoro d'ironia a Elio e le Storie Tese. E intanto il vero concerto del Primo Maggio sta diventando quello di Taranto, e per motivi ben più seri. Un tarantino come me non può che esserne contento...


Non vorrei sbagliarmi ma sembra essere scemata di brutto l'abitudine di regalare compilation personalizzate. Quando ero ragazzo, preparavo cassettine con le mie canzoni preferite e le regalavo alle mie fiamme. "Sogni di Rock 'n' roll" di Ligabue in una cassettina a Germana, "Good Riddance (Time of Your Life)" dei Green Day a Luciana e "Romeo and Juliet" dei Dire Straits a Daniela... E dalle cassettine poi passai ai cd: era uno dei miei regali preferiti, quante ne ho fatte! Oggi si dedicano ancora canzoni, si mandano link youtube su whatsapp, si condividono playlist, ma volete mettere un cd fatto apposta per la donna a cui vuoi bene?


Ne ho parlato varie volte, mi prenderete per ripetitivo ma a me manca da morire il rock italiano degli Anni Novanta. Mi manca l'aspettare l'uscita del nuovo dei Timoria o dei Bluvertigo, mi manca l'attesa di vedere su VideoMusic il nuovo video dei Negrita o dei Ritmo Tribale, mi manca il girare per il negozietto ed essere indeciso tra dischi uno più cazzuto dell'altro. Oggi invece c'è il vuoto pneumatico. E non è solo questione di aridità nel genere, è proprio che i ragazzi di oggi non cercano nemmeno un proprio suono, conta l'arrivare in tv o avere il passaggio in radio. Quando sentivi i Marlene Kuntz li distinguevi all'istante, oggi sono tutti identici a se stessi, poveri di idee e di coraggio. Non si esce vivi dagli Anni '90, ecco, il rock tricolore ne è uscito davvero malconcio.


E' facile dire "Che ne sanno i 2000", ma no, loro non ne sanno nulla e nemmeno gliene frega. Sono cresciuti in un'epoca diversa, come possono rimpiangere una tecnologia obsoleta o un supporto deteriorabile come la musicassetta? Eppure io non farei mai a cambio... Loro hanno avuto musica facile, sempre a disposizione, hanno avuto Itunes e Youtube per sfamare ogni loro desiderio. Noi invece dovevamo sperare di beccare la nostra canzone del momento per radio o in tv. Ma quell'attesa, quella brama saziata a stento dava un altro sapore e un'altra importanza al tutto. Oggi i ragazzi possono avere musica troppo facilmente, ma  - come dice Cristiano Godano dei Marlene Kuntz - quando deprezzi una cosa tanto da renderla così libera, la gente in realtà si allontana. E allora mi tengo i '90, che non saranno stati il decennio migliore di sempre, ma cazzo quanto ci siamo divertiti...

7 commenti:

Hammer ha detto...

Beh... che dire? Bellissimo articolo!

Anche io ho ancora un Walkman funzionante, me lo regalarono i miei in quinta elementare nel 1989.

Non sapevo invece che qualcuno disegnasse le copertine delle cassette, l'ho scoperto adesso leggendo questo articolo. Mai vista una cosa del genere, del resto non ne sarei mai stato capace.

Tra l'altro noi con le cassette potevamo fare le compilation a nostro piacimento e per qualche anno questa possibilità sparì con la musica digitale. Perché i primi masterizzatori erano di fine anni 90 (io l'ho avuto a gennaio del 1999), ma i lettori CD al tempo non leggevano gli mp3 ma solo il formato cda (quello nativo del CD audio) e i primi software che convertivano gli mp3 in cda "al volo" arrivarono molto dopo; dapprima bisognava convertire gli mp3 in Wav che sui dischi rigidi da 20GB o meno non era una banalità. Poi Nero portò la vera rivoluzione con la conversione "al volo" (a memoria direi 2004).

Io non nascondevo l'autoradio sotto al sedile, ma nel cassettino. Avevo una leggendaria FIAT Tempra (uno dei migliori veicoli mai usciti dal Lingotto) e fortunatamente ci stava, anche se in breve tempo le autoradio scesero di valore e non aveva più senso toglierla.

Hammer ha detto...

Altra cosa che mi è venuta in mente e che i giovani non sanno. Esistevano le cassette di tipo 1 (normali), di tipo 2 (al cromo) e tipo 3 (al ferro). Prima di comprarle bisognava accertarsi che il proprio riproduttore supportasse quel tipo, altrimenti si perdevano i bassi.

Antonello Vanzelli ha detto...

Grazie mille Hammer, felice che ti sia piaciuto. Bastava vedere la lunghezza del tuo commento per capirlo, e per capire quanto la mia nostalgia sia anche la tua.

Sai che avevo dimenticato la differenza di tipologia tra le varie cassette? :-)
E si, anche io disegnavo le copertine a volte, ma le mie venivano una mezza schifezza :-))) Infatti coi cd masterizzati mi ingegnai e stampavo delle copertine personalizzate con le immagini che più mi piacevano della band in questione. Uhhh Nero, grande amico! Quanto l'ho usato, sia per la musica che per i film.
E anche se è esploso dopo il 2000, In questo articolo ci sarebbe stato bene anche un altro argomento, dico solo WinMX e Napster :-)))

-Alma- ha detto...

Il walkman, uno dei più bei regali della mia vita. Eravamo diventati inseparabili, quante pile al vento nonostante il riavvolgimento con la penna a sfera! Ovviamente lo custodisco ancora insieme ad altri due che ebbi successivamente e il lettore cd (con l'antishock!). Mio padre faceva le musicassette per se stesso e io mi accontentavo di rubargliele.

Anch'io disegnavo le copertine (per lo più lo facevo con i cd visto che la superficie è maggiore) ma trattandosi quasi sempre di compilation davo libero sfogo alla mia creatività con scritte, disegni e titoli inventati.

E chi se le dimentica le riviste musicali?? Soprattutto compravo Tutto Musica, Rock Star, Tribe, e ricordo che guardavo sempre con occhi sognanti i numeri di Rolling Stone, troppo costoso per una bimba alpha come me :-)

Sono un po' più giovane di voi quindi ricordo tanti pomeriggi in compagnia di MTV e Rete All Music ad aspettare i video musicali che tanto desideravo per poi correre a spingere il tastino REC per imprigionarli nelle mie preziose VHS.

Anch'io per le vie del mio paese trovavo tantissime siringhe sull'asfalto o nelle ville, quando si giocava e ci si sbucciava le ginocchia a due metri da esse e con gli amichetti ci si divertiva a prenderle con delle palette da mare e buttarle nei tombini. Ora non se ne vedono più così tante, per fortuna.

Erano "gli anni" degli 883, quando la voce di Max Pezzali raccontava le nostre semplici vite, fatte di Musica e di tanti sogni.

Davvero grazie per questo articolo, Vanz, mi ha riportato indietro nel tempo. Tanti ricordi, tante emozioni.

-Alma- ha detto...

E grazie ad articoli come questo si riapre un cassettino stupendo della mente che ti fa riaffiorare una catena di ricordi che scorrono così veloci da non riuscirgli quasi a stare dietro.

Le edizioni di Sanremo registrate da mia madre (sempre nelle fidate VHS) che mi faceva vedere per farmi stare buona;

I fumetti di Alan Ford (che leggo tutt'ora) scoperti in quell'edicola in cui ho passato l'infanzia e che ora non esiste più (al suo posto c'è un negozio di fiori e chi conosce il fumetto può capire la straordinaria combinazione);

I gelati e le patatine comprati dal fruttivendolo con il quale si scherzava sempre (ora a gestirlo ci sono figlio e nipote);

e tante altre cose ancora...

Antonello Vanzelli ha detto...

Che bello il tuo flusso di ricordi, sembra di toccarli...
Io registravo tanto dalla radio, mi facevo le mie cassettine, stando attento a premere REC appena finiva la pubblicità. VHS poche, ma perché ho sempre usato poco il videoregistratore.
Ed è bello anche scoprire che come me sei appassionata di fumetti, infatti un bel numero 1 di Alan Ford fa bella mostra di se nella mia collezione. Chissà se anche tu sei amante come me del mitico Magnus, forse il più grande di tutti!
Un abbraccio forte cara Alma

-Alma- ha detto...

Assolutamente sì, incredibile artista Magnus!
Abbraccione a te, Vanz :-)