11 novembre 2013

AMICIZIE SUL CIGLIO DEL BURRONE




Erano le 9.30 di un giorno lavorativo uguale a mille altri. Fuori piovigginava, scorrendo come lacrime dalle finestre. Un gatto rimaneva sotto la tettoia, leccandosi una zampa all'infinito, mentre io cazzeggiavo su un forum sportivo: la produzione era ferma e cazzeggiavo beato. Squilla il telefono: "Noooo, sarà quello scassaorganigenitali del coordinatore francese..."
Mi sbagliavo, era uno dei miei migliori amici. A quell'ora mi parve strano.
"We, ciao! Come stai?"
"Tutto ok. Cioè, insomma... Niente, devo dirti una cosa. Possiamo parlare?"
"Che fai, mi chiedi il permesso? Dimmi, dimmi..."
"Antonè, sto male, devono operarmi quanto prima..."
E mentre camminavo, ricaddi sul tavolo, senza forze, balbettando qualcosa di inutile, di stupido. Il cuore cominciò a sciogliersi come pioggia e lacrime mischiate di vuoto. Rimasi con lo sguardo nel grigio esterno, senza respiro, mentre il gatto si voltò verso di me: rimanemmo a guardarci, come se avesse capito, poi tornò a leccarsi la zampa.

                                                 STORIE DI RIPICCHE E DI PERMALOSITA'

Si è operato ed ero lì, a cercare di dargli coraggio, ma non ne aveva bisogno. Ne è uscito alla grandissima, ancora più forte di prima. Ci conosciamo da tanti anni ormai e non abbiamo mai litigato.
Nell'ambito musicale è difficile trovare amicizie durature. Molto più facile è incappare in diatribe che si protraggono per anni ed anni, vuoi perchè nate da piccoli - Vittorio - sgarbi, vuoi perchè gli artisti sono spesso cintura nera di permalosità.
Della querelle tra Vasco e Ligabue ne abbiamo già parlato qui e direi che non ha senso procedere oltre. Idem per le impetuose litigate tra Oasis e Blur.
Eppure gira che ti rigira, è sempre lì che si va a finire. Quando non è Vasco a maltrattare nei clippini i suoi illustri colleghi, è Maometto che va alla montagna. Morgan, infatti, tempo fa non perse occasione per sparare a zero sul rocker di Zocca, che, in un'intervista, aveva lanciato un "Dovevo morire giovane, come Jim Morrison". E Marco Castoldi, un'alzata in bagher di tal livello, non poteva lasciarsela sfuggire, affermando: "Ma è morto a 27 anni, almeno artisticamente".
La replica poteva mai farsi attendere? "Ma si, è lui, Morgan degli U2, quello che di concerti a San Siro se ne intende, altrochè! Poverino, per un barlume di popolarità cosa non si fa..."
Vasco lo abbiamo attaccato qui sul blog per certe uscite fuori luogo ma stavolta ha tutta la mia solidarietà. Qualcuno infatti spieghi a Morgan che non fa un disco decente da "Canzoni dell'appartamento", sono passati dieci anni.

Siamo ad inizio 2013. In un'intervista al magazine "Shortlist", il sempre pacato - vedi alla voce sarcasmo - Noel Gallagher spara a zero sulla nuova stellina del pop Emeli Sandè: "Quella è fottuta musica per nonne! Non la tollero."
La risposta della Sandè, però, non si è fatta attendere e su twitter ha scritto un laconico "Thanks Noel", accompagnato però dall'immagine che vedete qui a fianco.
Qualcuno ha polemizzato sull'eleganza della replica, ma penso siano i modi che il burbero primogenito Gallagher capisce meglio. Uno a uno e palla al centro.

Sempre sui social network è andata in scena la sterile lite tra Neffa ed Emma Marrone. Il cantautore ha ascoltato la canzone "Dimentico tutto" scritta da Nesli e riguardo il passaggio:
"E intanto dimentico tutto, dimentico tutti,
i luoghi che ho visto, le cose che ho detto, i sogni distrutti,
la storia non è la memoria, ma la parola.
Non vedi che cosa rifletti
sopra un mare di specchi si vola."
ha affermato:
"Avete sentito la canzone di Emma? Mi dispiace, questa cosa della parola e della memoria è la più grande stronzata che abbia mai sentito in vita mia."
C'è andato giù leggero anche lui. Ha poi aggiunto: "Uno che nega l'Olocausto è la parola, l'ingresso di Auschwitz è la memoria. La storia è la memoria. Ok a tutto ma a tutto c'è pure un limite."
Figurarsi se una salentina verace lasciava correre un affronto del genere. Infatti ha lanciato nuova benzina sul fuoco con un twit avvelenato: "Mentre con "L'amore che ho" che mi ha scritto Neffa ho vinto il premio Pulitzer".
Al che Neffa ha cercato di calmare le acque dicendo che si trattava solo di un parere personale, che la sua era una canzone d'amore bella e semplice e che lei l'aveva cantata molto bene. Una pezza diplomatica, sarebbe bastato esprimere le proprie opinioni - peraltro giustissime secondo me - con maggiore educazione sin dal principio.

Talvolta però, dalle parole si passa ai fatti, o meglio, alle botte. All'inizio del nuovo millennio, Jack White, mente dei White Stripe e dei Racounters, produsse il debutto dei Von Bondies, band poco nota dalle nostre parti. E lì iniziarono i primi dissapori, come testimoniarono poco dopo le parole del cantante di questi ultimi Jason Stollsteimer: "Mi fa piacere che una band di Detroit abbia sfondato, ma non mi piace il fatto che ci accomunino a loro. White ci ha prodotto il disco, è vero, ma ha solo alzato il volume delle chitarre, niente di più. Io gli ho chiesto di accreditare la produzione a Jack White e The Von Bondies, ma lui mi ha risposto: 'No, devi mettere solo me come produttore'."
Hanno fatto novanta concerti assieme ma parole del genere non potevano certo far piacere al carismatico White: "Tutti sono la mia famiglia, eccetto i Von Bondies. Non capisco quale sia il loro problema, hanno perso completamente le staffe. Il cantante è proprio alla frutta, non è felice del nostro successo."
Insomma, Stollsteimer stava amabilmente rosicando e, non contento, ci mise su l'asso di bastoni: "La gente continua ad associarci ai White Stripes, ma noi non siamo una fottuta pop-band che si veste di bianco e rosso!"
Con simili schermaglie, la fine era come un rigore per il Milan, prevedibile. Prima una lite verbale al Majestic Theatre subito finita lì. Poi un nuovo incontro in un locale e lì White - stanco delle livorose parole di Stollsteimer a riviste specializzate e amici in comune - avrebbe affrontato il rivale. Quando gli ha chiesto informazioni, l'altro gli ha voltato le spalle. White gli ha sputato addosso e da lì non si è capito più nulla, con una signora scazzottata.
Ad avere la peggio, la voce dei Von Bondies, che ha denunciato l'avversario e la storia è finita in tribunale. White è stato ritenuto colpevole di minacce e vie di fatto dalla corte di Detroit, obbligandolo a sborsare 600euro tra multa e spese processuali ma evitandogli la galera: l'accusa più grave infatti, quella di assalto aggravato, è caduta, ma il giudice gli ha intimato di tenersi alla larga da Stollsteimer.
Stupida, stupidissima invidia da una parte. Sciocca permalosità dall'altra. Due bambini insomma.


Strana la diatriba tra il Principe Francesco De Gregori e Gianni Morandi. Tutto scoppiò quando il cantautore romano si oppose ad un medley che Morandi aveva intonato durante un suo concerto e che conteneva "Buonanotte Fiorellino". Tutto finì in tribunale quando la voce bolognese inserì il brano incriminato in un disco live. Il giudice diede ragione a De Gregori, facendo ritirare le copie dal mercato.
Morandi se la legò al dito e aspettò il momento giusto per rivalersi. Il disco "Prendere o lasciare" di De Gregori fu ritirato anch'esso per un'azione legale, perchè conteneva un brano che iniziava con le parole di "Zingara", storica canzone portata al successo da Iva Zanicchi. Cosa c'entra, direte voi... In molti non sanno che, storicamente, uno degli editori - non autore ma editore, cose differenti - del brano sarebbe proprio Gianni Morandi.
"Non c'è dubbio che dietro il blocco di "Zingara" ci sia Morandi", spiegò Luigi Albertelli (autore del brano) al Corriere della Sera nel 1997. "Ricordo perfettamente che quando De Gregori bloccò la sua versione di "Buonanotte Fiorellino", lui si arrabbiò moltissimo. E davanti all'avvocato Attolico ebbe parole di fuoco nei confronti del cantautore, e giurò che alla prima occasione gli avrebbe reso pan per focaccia. Così, quando De Gregori ha citato "Zingara", il cantautore, probabilmente ignaro che proprio Morandi era stato per anni l'editore del brano, è finito in trappola."
Insomma, una vendetta trasversale su De Gregori, che anni dopo, ammise con sincerità di aver sbagliato a intentare causa a Morandi e che al riguardo fu troppo pignolo: bravo ad ammetterlo.
La pace si è consumata nel 2002 quando Morandi lo ha invitato in prima serata al suo programma "Uno di noi" e hanno duettato proprio su "Buonanotte Fiorellino". E' stato il modo migliore di appianare le cose e rimettere tutto a posto.


"Il cantante del gruppo aretino Negrita "Pau" Bruni ha aggredito il giornalista Andrea Scanzi, anch'egli aretino, alle 3 di notte di domenica mattina, presso la discoteca "Baby O" di Talzano (AR). Dopo svariate offese, Bruni ha colpito con due schiaffi Scanzi, lo ha preso per i capelli, gli ha sputato nel volto e, al termine dell'aggressione, durata dieci minuti - gli ha infilato violentemente due dita negli occhi. Scanzi, che non ha reagito, è stato portato al Pronto Soccorso di Arezzo, dove gli è stata diagnosticata una "emorragia sottocongiuntivale con area di sofferenza corneale nell'occhio destro" per una prognosi di almeno 7 giorni. All'origine dell'incontrollabile violenza di Bruni, apparso totalmente fuori di sè, pare ci siano alcuni giudizi caustici sul valore artistico dei Negrita pubblicati da Scanzi nel settimanale 'Il Mucchio Selvaggio'. All'aggressione hanno assistito senza intervenire sia il servizio di sicurezza della discoteca, sia il chitarrista della band Enrico 'Drigo' Salvi."
Questo messaggio fu divulgato da "Il Mucchio Selvaggio" poco dopo il fatto in questione. Sicuramente una versione di parte, va detto, ma visto come si è poi conclusa la vicenda, molto verosimile.
Ne è passata di acqua sotto i ponti, Scanzi è diventato uno dei più importanti giornalisti italiani.
Certo, una pagina desolante, soprattutto perchè Scanzi è stato anche coordinatore di un fan club del gruppo, ma, evidentemente, i rapporti tra i due si erano deteriorati. Brutta è stata anche la gestione del tutto da parte di Pau. Prima ha ammesso le sue colpe, patteggiando in sede penale e dicendo in un'intervista che tutto è stato causato da questioni personali non relative alla musica. Ha quindi proposto una cifra a Scanzi, per poi ritrattare chiedendo lui al malcapitato un risarcimento di 20mila euro per danni morali e sostenendo di avere "occasionalmente e involontariamente urtato i suoi occhi, muovendosi all'interno della discoteca" (fonte: Tgcom). Senza parole. Io capisco che quando è successo il tutto, l'alcool in circolo doveva essere parecchio, ma dopo no, certe uscite puoi anche risparmiartele. Nel 2009, il tribunale ha giustamente condannato il vocalist dei Negrita. I toscani, si sa, sono gente sanguigna. Questo non giustifica certe uscite di testa, ma, in fondo, "un giorno di ordinaria follia" capita a tutti.

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