25 luglio 2014

UNA SERATA AL TEATRO DEL SOGNO




La colonna sonora del mio passato e del mio futuro ha un unico nome: i Dream Theater. Ascolto tante altre grandi band, ma loro sono gli unici di cui compro gli album il giorno stesso della loro uscita e che custodisco gelosamente come frammenti di un tesoro. A volte li accantono, per cercare di scoprire altra musica capace di emozionarmi, ma poi riascolto un loro cd ed è come canto di sirene. Insomma, quando i Dream Theater chiamano, non posso certo esimermi dall’andare a vederli in concerto. Ogni volta provo a ricordare a me stesso che li ho già visti in molte occasioni, ma poi non riesco a resistere, è piu forte di me. Così, dopo averli già gustati al forum di Milano solo qualche mese fa, ho deciso - insieme all’amico Chris - di partire alla volta di Brescia.

            DREAM THEATER - 21 LUGLIO 2014 BRESCIA di Antonio Chimenti

Ad ospitarli la suggestiva piazza cinquecentesca della Loggia, questa volta non gremita dal solito e numeroso zoccolo duro, forse scoraggiato dalla pioggia battente che imperversava sin dalla mattina. E così, dopo aver consumato il nostro panino e indossati i k-way, ci siamo avvicinati al palco, pronti ad assistere ad un altro loro grande show. Il palco era più piccolo del solito, con un solo maxi schermo che faceva da sfondo alla sempre più maestosa batteria del custode del tempo Mike Mangini.
Alle 20.30 esatte l’intro “False Awakening Suite” - dall’ultimo album - ha aperto le danze, mentre il vidiwall proiettava immagini delle copertine dei loro lavori. A video terminato è partito il riff di "The Enemy Inside" che ha subito scaldato gli animi, dando inizio alle tre ore di live.
Quest’anno si celebrano i venti anni dall’uscita di "Awake", terzo disco della band, e i quindici anni del capolavoro indiscusso "Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory"; per questo motivo la scaletta è stata suddivisa in tre atti ed ha proposto, oltre ai pezzi più recenti, anche i brani più rappresentativi dei due album suddetti.


Dopo una prima parte in cui si sono alternate "The looking glass", "Along for the ride" e "Breaking all illusions", una pausa di quindici minuti ha riproposto una divertente carrellata di video sulla band presi da YouTube. Cosi è arrivato il momento di "The Mirror", "Lie", "Lifting shadow off a dream", "Scarred" e "Space-dye vest" che ci hanno rimandato indietro di qualche anno, ai tempi di "Awake", ora impreziosito dalla presenza del mago della tastiera Jordan Rudess. "Illumination Theory", suite che supera i venti minuti, ha poi chiuso alla grande il secondo capitolo.
Piccola pausa e i Dream sono di nuovo sul palco per riproporre qualche hit dal loro lavoro del ’99, il più osannato da critica e pubblico. Passano in rassegna "Overture 1928", "Strange Déjà Vu", "The Dance of Eternity" e "Finally free", con cui si chiude il sipario. E’ il momento dei saluti e dell’inchino di rito: i ragazzi ringraziano la folla, ormai fradicia dopo le tante ora passate sotto l’acqua, ma soddisfatta per il grande spettacolo a cui ha assistito.
Tornando a casa riassaporavo note, sensazioni e colori di questo gran bel concerto. E' raro vedere band cosi generose, che suonano per tre ore di fila e in questo modo. Rispetto alla recente esibizione a Milano, li ho trovati ancora più amalgamati, con un Mangini finalmente integrato e capace di personalizzare i brani dando sfoggio della sua tecnica. Impeccabile - ma è quasi superfluo dirlo - John Petrucci che, con la sua "Music Man Majesty", regala tocchi di classe che colorano d'emozione. Degna di nota, infine, è stata la prestazione del Maestro James Labrie, davvero sontuoso, che mette definitivamente a tacere i suoi storici detrattori.


E' vero che gli anni passano per tutti, eppure quando li vedo suonare sembra tutto sia perfettamente al proprio posto, come se non fosse passato un giorno da quando nel 2000 ho assistito al mio primo loro concerto all’Ippodromo Le capannelle di Roma, tappa del "Scenes from a Memory Tour". Stesso entusiasmo, stesso coinvolgimento, stessa voglia di cantare a squarciagola i loro pezzi; sensazioni che solo la band del cuore ti può regalare.
L’unica nota dolente - che stona un pò con la loro grandezza - è proprio la scaletta che. pur se impreziosita da brani storici, è rimasta inalterata per tutta la durata del tour. Tempo fa modificavano la setlist ad ogni live, rendendolo unico e irripetibile. Era entusiasmante vedere piu tappe nello stesso tour perché comunque eri sicuro di assistere a qualcosa di diverso e sempre coinvolgente. Non è più cosi e non credo che questo sia solo un modo per dar tempo e modo al nuovo batterista di imparare i brani (stiamo parlando di uno dei più grandi batteristi di sempre!). Avanti ragazzi, stupiteci ancora!

3 commenti:

Elena Facente ha detto...

Per me questo di Brescia è stato il secondo loro concerto a cui ho partecipato, è stata un'emozione da quando alle 10 circa siamo arrivati in piazza e abbiamo visto il palco che prendeva forma fino a quando a tarda notte, stanchi fradici e doloranti abbiamo avuto l'onore di complimentarci di persona con un James LaBrie che ha eseguito una performance spettacolare, e che durante Trial of Tears ci ha regalato un bellissimo "Raining on the streets of Brescia", l'onore di stringere la mano all'immenso John Petrucci che nonostanze qualche piccola sbavatura ci ha regalato un live da pelle d'oca.

La giornata è stata lunga e faticosa, siamo arrivati al mattino sperando di accaparrarci i posti davanti senza sapere che la piazza sarebbe stata transennata alle 19.00, un po' amareggiati da questa notizia abbiamo girato un po' per la piazza dove nel pomeriggio abbiamo incontrato un gentilissimo Jordan Rudess con cui scambiare due parole e fare una foto ricordo!

Alle 7 ci siamo ritrovati all'ingresso, e qui ha iniziato davvero a battermi il cuore, stava per iniziare, tra una spinta e l'altra ho raggiunto la transenna, ero in seconda fila, a destra, giusto davanti alla Majesty, e avevo un'ottima visuale di tutto il palco, quando il video con le copertine animate è partito avevo già gli occhi lucidi, e anche adesso che ne sto parlando, quando poi sono conparsi sul palco la folla ha liberato un urlo liberatorio di felicità, ed iniziato, i pezzi sono stati magnifici, nonostante li avessi già sentiti a pochi mesi di distanza non ho potuto fare a meno di emozionarmi e commuovermi, ho cantato, urlato e saltato insieme alla folla, ho notato un ottimo rapporto anche con gli altri fan, che sono stati meravigliosi, soprattutto a tenermi compagnia dopo il concerto, è un'esperienza che auguro a qualunque abbassionato, ricorderò per sempre quella giornata e nottata, la porterò davvero nel cuore come uno dei ricordi più belli che i Dream Theater mi abbiano lasciato!

Antonello Vanzelli ha detto...

Meraviglioso il tuo racconto Elena, pieno d'emozione e di brividi. Tra te e l'autore dell'articolo Antonio mi avete fatto venir voglia di Dream, quindi piazzo "Images and words" e tolgo la suoneria al cellulare. Grazie di cuore delle tue belle parole, buona domenica :-)

Anonimo ha detto...

Ciao Elena, ho letto con piacere il tuo commento! E' bellissimo poter condividere le stesse emozioni sotto un palco quando si esibiscono i Dream!Proprio per questo, appena possibile, vado a vedere un loro live...è un'esperienza rigenerante che ti lascia sempre appagato! Se vuoi raccontarci direttamente di qualche altro concerto, il nostro mexicotears è sempre a disposizione!! ;)
Grazie ancora! Antonio