22 settembre 2014

GLI ERRORI GRAMMATICALI NELLE CANZONI





Ragno era una mia vecchia compagna di scuola. Nei miei ricordi è rimasta solo Ragno, il nome è fuggito via. Era una ripetente dai capelli lunghi lisci, magra, carinissima nonostante l'apparecchio ai denti. Lei e la grammatica italiana viaggiavano su binari distanti, ognuno per la propria traiettoria. Ogni complemento per lei era di specificazione - era l'unico che conosceva - e di congiuntivi nemmeno a parlarne. Ci siamo persi ben presto di vista, una delle tante comparse che incontriamo e salutiamo in fretta.
Qualche mese fa, camminavo per il centro di Taranto e tutto d'un tratto mi sono perso a guardare una signora in tailleur. Era lei, i capelli lunghi, il taglio degli occhi e la stessa solarità di un tempo. Spingeva un passeggino, e una bimba corricchiava al suo fianco. Il mare si è aperto in due, riportando a riva i ricordi. Ho cincischiato, chiedendomi se fermarla o meno, ma non ricordavo neppure il suo nome. E se i congiuntivi fossero stati quelli di un tempo? No, mi sono voltato con un sorriso e sono andato via, per non rovinare quella piccola magia.

                                          SACCHI... 3! di Antonello Vanzelli

Il primo articolo sugli errori grammaticali nelle canzoni ha ovviamente diviso. A molti è piaciuto, mentre i soliti fan duri e puri hanno inventato ogni scusa possibile e immaginabile per difendere il proprio artista preferito. Tutto nell'ordine delle cose insomma. Da elogiare quel fan di Francesco De Gregori che mi ha riportato alla mente un errore voluto, in quel gioiellino che è "L'abbigliamento di un Fuochista":
"Ma mamma a me mi rubano la vita"
L'uomo delle caldaie è un uomo semplice, reale, e ammette candidamente che "L'italiano non so cosa sia", e bisogna ammettere altrettanto candidamente che ce ne sono pochi che regalano perle di poesia come il cantautore romano.
Nell'ultima puntata avevamo parlato anche di Adriano Celentano, e un altro gentile fan mi ha fatto notare che un altro caposaldo del Molleggiato ha una piccola forzatura. Mi riferisco a:
"Quanti belli colori",
contenuta in "Un bimbo sul Leone", ma anche qui la tiratina d'orecchie va girata a Miki Del Prete e Luciano Beretta, autori del testo.


Le tonalità del rock e l'italiano vanno d'accordo come Homer con Ned Flanders. Ne sa qualcosa il buon Luciano Ligabue, che talvolta è dovuto ricorrere a qualche trucchetto per starci dentro metricamente. Mi riferisco a "Non è tempo per noi" in cui canta:
"Se un bel giorno passi di qua", che ovviamente sarebbe "Se un bel giorno passassi di qua".
Il bis scatta con "Questa è la mia vita", un testo - devo dirlo? lo dico - che non mi ha mai fatto impazzire:
"Questa è la mia vita, se ho bisogno te lo dico" che sarebbe : "Se avessi bisogno te lo direi". Ahi ahi Liga...
E veniamo nuovamente a Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Porta la sua firma la hit di qualche estate fa, "Tu mi porti su", cantata da Giorgia. Peccato che quel "L'amore più bellissimo" stia facendo rivoltare nella tomba Pascoli e Manzoni.
E ascoltando la sua "Ora", si cade dalla padella nella brace:
"Dicono che è vero" ripetuto in modo ossessivo, peccato sarebbe corretto dire "Dicono sia vero"...


Gatto Panceri ha scritto delle cose davvero godibili negli Anni '90. Ricordo e riascolto con piacere le sue "Un qualunque posto fuori o dentro di te", "Abita in te" o "L'amore va oltre", per non parlare di "Mia" o di "Vivo per lei", portata al successo da Bocelli in tutto il mondo. Ogni tanto anche lui è scivolato, credo per ragioni di metrica, perché con le parole ci sa fare.
In "Accarezzami domani" gli è partito un "un giorno meglio di questo qui" che è davvero brutto.
Non ha fatto di meglio Neffa che nella splendida e huxleyana "Il mondo nuovo" canta:
"Capita che mi sveglio all'alba, quando l'aria è fresca". Neffa, io direi "Capita che mi svegli", o no?
E veniamo a Gianluca Grignani, che in "Lady Miami" si fa prendere la mano, alla Vasco maniera, e propone un: "Ma però è come ti conosco da sempre"...
Ora, tralasciando il "ma però", quel "è come ti conoscessi da sempre" grida vendetta.
Spero come al solito non si arrabbi nessuno, non voglio fare il professorone, ma questa deviazione verso i testi l'ho sempre avuta. Infatti quando ero piccolo non riuscivo a socializzare. Mi ostinavo a cantare:
"Il coccodrillo come fa, non c'è nessuno che lo SAPPIA"...

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sa tanto che tu SIA uno di quelli bravi solo a criticare gli altri. Ma tu, di preciso, cosa hai fatto (a parte questa specie di sito)?

Antonello Vanzelli ha detto...

Il tuo è il commento da fan che non sopporta chi attacca il suo artista preferito...
Commento fuoriluogo perché sono rari gli articoli in cui bastono sul serio.
Cerco di non avere i paraocchi, sarebbe troppo facile fermarsi agli elogi. Del resto non ti obbliga nessuno a leggere questa specie di sito :-)

Hammer ha detto...

Forse è la seconda volta che posto il commento, in tal caso cancella pure questo.

Direi che sei troppo severo :-)

La forma "se + indicativo" è ammessa:

http://www.treccani.it/enciclopedia/periodo-ipotetico_%28La_grammatica_italiana%29/

e anche "che + indicativo":

http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/uso-congiuntivo

in particolare nota questa: Richiedono l'indicativo, solitamente, i verbi che esprimono giudizio o percezione, tra cui [...] sapere [...]

quindi se tu cantavi "non c'è nessuno che lo sappia" sbagliavi tu :-)

Antonello Vanzelli ha detto...

Ciao caro Hammer,
la Treccani è il Vangelo, alzo le mani, ma per quanto il Se+indicativo sia ammesso, resta proprio brutto. E se la mia prof del liceo avesse letto un mio "Non c'è nessuno che lo sa" mi avrebbe ribaltato :-)))

Del resto, visto che sto provando a scrivere sul serio, se mandassi alle case editrici degli scritti con quel tipo di consecutio temporum, mi cestinano in tre secondi netti scuotendo la testa ;-)

BRUNO VITIELLO ha detto...

Nelle canzoni, così come nelle poesie sono ammesse le "licenze"
Non ho riscontrato nessun errore, anzi per il pezzo di Jovanotti che scrisse a Giorgia "Tu Mi Porti Su", trovo che sia stata una "chicca" e che ha dato un valore aggiunto al brano.
Qui c'è solo un errore, questo articolo!!
BRUNO.

Antonello Vanzelli ha detto...

Tutte licenze poetiche? Chissà perchè poi in Italia il congiuntivo resta uno sconosciuto.

"L'amore più bellissimo" una chicca? Che dire, basta esserne convinti. Posso capire che fosse voluto, ma resta un'espressione orribile :-)

Anonimo ha detto...

"mi cestinerebbero"

Io ha detto...

Abbia dato un valore aggiunto!